ANIMA “Riavviamo l Export” – Mettiamoci l Anima – di Edy Rulli

Il Presidente della Confindustria Bonomi nn poteva trovare espressione migliore: L amore nn si guarda con gli occhi, ma con l anima. E ANIMA è l evento che ha animato/rianimato dopo lungo letargo gli enormi e moderni spazi di Rho-Fiera Milano che lentamente e con le dovute precauzioni, sta riprendendo le sue esposizioni, Covid permettendo! Anima Confindustria Meccanica Varia e Affini è l organizzazione industriale di categoria che rappresenta e supporta le Aziende raggruppate in questi macrosettori: edilizia e infrastrutture, movimentazione e logistica, produzione alimentare e di energia, produzione industriale, sicurezza e ambiente.

Diciamola tutta, bisogna proprio metterci l anima e nn solo, per risollevare le sorti della nostra economia ed in particolare delle esportazioni, suo motore trainante, dopo la seconda ondata di epidemia Covid19. Ecco le cifre allarmanti: l industria meccanica italiana del 1° semestre 2020 fa registrare un calo del -9,4% pari a 44,5 Mld contro i 49,1 Mld del 2019. Valori che ci riportano al 2016. Le esportazioni, fetta importante della produzione nazionale, subisce un calo del -19,7% riducendo il fatturato a 12,34 Mld contro i 15,37 Mld del 1° semestre 2019. Calo vistoso dell expo verso gli Stati Uniti -21,9%, ma inferiore a quello verso la Cina -5% pari a 492 Mld, paese questo che nonostante la pandemia sta recuperando alla grande e si avvia ad una crescita del 3-4%. Grande paese, ma tanto per citare una definizione fresca di conio, “nn in odore di santità democratica” e mai riconosciuta economia di mercato, e ciò nonostante mantiene rapporti stabili con l Italia dovuto alla firma del Memorandum of Understanding del 2019 per la creazione di una nuova “Via della Seta”. Buon per loro! (ndr). Poiché la pandemia si è abbattuta su tutti i mercati mondiali, il nostro ambito 2° posto dopo la Germania (5° dopo la Cina e Corea) riusciamo a mantenercelo nonostante tutto. Le perdite variano da settore a settore, il trasporto penalizzato al 70%, molto meno il settore farmaceutico, come dire: Morte tua, vita mea. Vengono criticati le sovvenzioni statali a pioggia perché nn tutte le Aziende ne hanno bisogno nella stessa misura. L effetto pandemia ha svelato, ma già si sapeva!, la propensione dell italiano al risparmio che per l insicurezza dei tempi riduce i consumi interni fino ad incidere in misura del 18% il PIL. Il reddito pro capite fa un balzo all indietro e le cifre sono quelle di 26 anni fa! Dopo una ripresa soddisfacente, il nefasto ritorno dell epidemia mette a dura prova tutto il sistema economico italiano, in particolare il settore manifatturiero, fiore all occhiello del Made in Italy.

Numerose le proposte da parte dei relatori presenti per recuperare le quote perse dell esportazione, un tempo nn lontano motore trainante delle nostre Aziende. Una rapida sintesi per i lettori di questo blog. Si tratta di proposte per rimettere in moto l industria 4.0 prematuramente messa da parte, avviare il processo di il rilancio del settore attraverso misure che incentivano l innovazione digitale di piccole e medie Aziende, come previsto appunto dal Piano Nazionale Imprese 4.0. Sburocratizzazione. Finanziamenti agevolati per le imprese. Miglioramento delle infrastrutture anche ricorrendo al Recovery Found, promuovere incentivi statali sia per il pubblico che per il privato. Colmare il gap del calo dei consumi interni conquistando nuovi mercati nei paesi in via di sviluppo. Riforma della Pubblica Amministrazione. Progetti per l uso dei fondi europei utilizzati solo in misura del 38%. Studio accurato dei prestiti in arrivo dall Europa e nn solo, in parte a fondo perduto, ma il resto sarà una palla al piede che finiremo di pagare nel 2058. Bella eredità per i nostri nipoti! Rilanciare l attività fieristica. In quanto a quest ultima voce viene fatto rilevare che le fiere rappresentano 46 Mld di vendite, di cui la metà resta in Lombardia con un indotto di 8 Mld e un contributo al PIL del 3%. Solo a Milano mediamente 50 fiere all anno che coinvolgono 25.000 aziende e 4 mln di compratori. Nell epoca pandemica tutte le fiere sono state digitalizzate e visto il successo di presenze on line, continueranno ad esserlo parallelamente a quelle in presenza, diventando comunity. Nasce un nuovo modo di fare fiera, nn tanto per le misure di sicurezza sanitaria, ma anche per il successo della versione on line. La partecipazione a importanti fiere internazionali da parte degli operatori è ostacolata dal rilascio del visto dei paesi extra comunitari sarà quindi facilitato l ottenimento di un Covid-free-pass che attesta il proprio stato di salute. Fiere in sicurezza con ingressi contingentati e integrati col digitale, nonché corridoi verdi. Riportare i visitatori in Italia essendo le fiere il valore dell economia, uno strumento efficace di politica industriale.

Nota dolente sono i trasporti, ponti e viadotti obsoleti da mettere in sicurezza. Viene citato l esempio di un trasporto ingombrante (5% mt alt.), Mi-To, percorsi 310 km anziché 160 attraverso 35 comuni, 5 gg. di lavoro dell autista, abbattimento e successivo ripristino dei semafori a cura e spese del trasportatore. Tutto ciò per la carenza strutturale della nostra rete stradale. Anche a fronte di queste problematiche si auspica l utilizzo del Recovery Found. Buona la scelta dell Eco Bonus 110% perché tutte le scelte future a marchio UE avranno l impronta green, come dal Green Deal Europeo che punta ad essere il primo continente a impatto climatico zero entro il 2050. L introduzione dello smart working che continuerà nel tempo, richiede l ammodernamento delle connessioni e il potenziamento delle bande di per sé già migliorate per l introduzione della fibra ottica largamente diffusa, superando l attuale ADSL e WI-FI domestico con l impiego del 5G. In particolare le fiere ne avrebbero giovamento che disporrebbero di Hot Spot potenziati. Per il rilancio delle esportazioni duramente provate, lo Stato è presente con il fondo previsto dal Patto per l Export gestito dalla Farnesina con i suoi 300 punti nel mondo tra uffici vari, Ambasciate, Consolati ecc., come sottolineato dall On. Manlio Di Stefano, con 3 Mld del recovery found. Si cita il progetto di rete unica di fibra ottica con la fusione di TIM e OPEN FIBER (Cassa Depositi e Prestiti).

LINK CORRELATI DI QUESTO BLOG:

https://commonspeeches.com/2019/10/30/fiori-all-occhiello-manifesto-della-meccanica-anima-2020-di-edy-rulli/

https://commonspeeches.com/2019/03/06/la-classe-non-e-acqua-la-meccanica-italiana-anima-di-edy-rulli/

https://commonspeeches.wordpress.com/2017/12/29/smart-export-focus-anima-sulla-meccanica-italiana-di-edy-rulli/

https://commonspeeches.wordpress.com/2017/07/12/anima-open-to-innovation-tecnologie-italiane-in-un-mondo-4-0-di-edy-rulli/

https://wp.me/p3Osmg-Ph

Il mondo affonda, la Cina vince. Vola l’economia del Dragone

Pac ultima chiamata: il Parlamento raccolga la sfida del Green Deal europeo

Pubblicato in meccanica italiana | Contrassegnato , , | Lascia un commento

O L I O – One Word, Different Flavors – Forum Olio & Ristorazione – di Edy Rulli

L olio nn è solo condimento, ma un importante alimento nella piramide alimentare da assumere giornalmente perchè i grassi sono necessari al nostro organismo anche per la metabolizzazione delle vitamine che notoriamente sono oligo solubili. I consumi di questo nobile e antico alimento sono fermi per nn dire in calo e ciò per la lotta indiscriminata e generalizzata ai grassi come se fossero l origine di tutti i mali, per il cambio di abitudini alimentari e per il diffondersi di diete dimagranti. Sono necessarie iniziative per rivitalizzare il mercato degli oli extra vergini in pieno stallo e gli unici incentivi all incremento delle vendite sono le attività promozionali della grande distribuzione che nn si limita alla vendita 3×2, ma usa l indecorosa quanto indegna pratica della vendita sottocosto di beni alimentari mettendo a rischio la nostra salute. Azioni queste che mettono in ombra e banalizzano ogni iniziativa che miri alla valorizzazione degli oli o al tentativo di far percepire le differenti qualità da parte del consumatore, ovvero che gli oli nn sono tutti uguali. Di questo e altri temi si è parlato al Forum Olio & Ristorazione 3° edizione tenutosi in questi giorni al Palazzo delle Stelline dove tutti sanno tutto degli oli e dove persino l aria profuma di olio extra vergine, Superstar del momento, possibili rimedi e proposte mirate da parte degli operatori del settore, coordinati da Luigi Caricato di Olio Officina.
L olio è al 98% grasso, il resto è un concentrato di aromi determinati da geografie del territorio, dalla presenza di alberi e arbusti dagli aromi inconfondibili che vengono assorbiti dal frutto dell ulivo. Per es., l olio siciliano che gode del clima e dei profumi del Mediterraneo contiene di per sé un elemento di distinzione che nn solo l addetto ai lavori, ma anche il consumatore/utilizzatore finale deve saper riconoscere ed apprezzare, uno scrigno questo di tesori, dono della natura. La raccolta d ulivo in Sicilia è anticipata rispetto le altre regioni in virtù del microclima isolano ed è cura del produttore assicurarsi del giusto punto di maturazione del frutto, cosa che andrà a incidere sul sapore dell olio. Questo ed altri accorgimenti deve essere in grado di recepire il ristoratore oggi, ma domani anche chi utilizza l olio nelle cucine domestiche. La strada da percorrere è lunga, nn solo in senso letterale, se si considera l estensione in lunghezza dell Italia, il suo terreno è variegato con climi diversi ed offre la bellezza di ben 538 monocultivar. Come districarsi davanti a questa enorme quantità di tipi d olio che si differenziano tra loro per diversità di gusto e cloni? Una linea guida potrebbe essere l etichetta posta sulla bottiglia che ne indica l origine (IGT) e altre caratteristiche, come selezionare gli oli in ragione dei differenti impieghi, allestire una “carta degli oli” (come tutti i vini!) e un “carrello degli oli”, scelte queste opportune per ristoranti di un certo livello. Se si avverasse, si assisterebbe nelle sale ad un rituale simile a quello della scelta del vino. Portare l assaggio tecnico e professionale alla portata di tutti così da rendere consapevole il consumatore della propria scelta. Di queste ed altre iniziative si è parlato al Forum, nn meno importante la necessità di diffondere la cultura del consumo tra gli operatori, figura al centro della filiera tra produttore e consumatore. Divulgare nelle Accademie, nelle Università con lezioni teoriche ed esercitazioni pratiche in cucina, nei punti di vendita e nei ristoranti, nonché formazione del loro personale. Questi tra gli strumenti per combattere la crisi del settore.
L olio extra vergine, fiore all occhiello della dieta mediterranea, bene immateriale riconosciuto dall UNESCO, è oggi un alimento usato universalmente a differenza del passato in cui era sola proprietà di chi lo produceva; unanime il riconoscimento delle sue proprietà nutritive, salutistiche e sensoriali. un “alimento funzionale” e “nutraceutico” che fa bene alla salute. Contiene vitamina E, contrasta l aterosclerosi e le malattie cardiovascolari, aiuta la digestione e combatte la stitichezza. I suoi acidi grassi monoinsaturi e polinsaturi sono grassi sani per permettono di mantenere nei livelli ottimali il colesterolo cattivo e regola la pressione sanguigna. L olio riduce l indice glicemico del pane. Una fetta di pane e olio prima del pasto principale riduce l appetito. Questa era la merenda geniale dell infanzia di quella generazione che oggi mediamente supera gli 80 anni in condizioni di salute soddisfacenti e fa del nostro paese con il Giappone, il 2° al mondo per aspettativa di vita.

L olio qualsiasi nn deve più esistere, nn si può continuare ad ignorare il mondo di sapori e geografie che rappresenta. La vita del prodotto va monitorata e controllata, un olio eccellente mal conservato vanifica tutti gli sforzi del produttore. La conservazione è importante, in luoghi bui e lontano da fonti di calore, tappo ermetico per rallentare il processo di ossidazione. Il certificato/bollino CEQ da 15 anni fa studi sulla conservazione e controlli dal confezionamento alla vendita. Da preferire le confezioni piccole, da 100 ml per un uso giornaliero familiare, 250 ml ecc. Oliare la pietanza con olio crudo ha la valenza di un integratore aromatico che aggiunge gusto; da qui l idea da trasmettere ai ristoratori l uso di bottigliette d olio, evtl. pagate a parte, per l uso del momento, quanto resta del contenuto il cliente se lo porta a casa. Ricordo della bella serata al ristorante, sempre che il conto nn sia stato troppo salato! L abbinamento degli oli è il punto di forza nella ristorazione dove si prevede una migliore formazione degli chefs per metterli in grado di consigliare (come già per il vino) il giusto olio a secondo della pietanza. Comodamente seduti al tavolo del ristorante griffato, ascolteremo un saccente chef che, facendo sfoggio della sua cultura oliocentrica, ci farà notare il diverso colore delle foglie del rametto d ulivo preventivamente messo sul carrello degli oli. Diverso il colore, diverso il sapore, ecco che l olio diventa Superstar, grande alleato degli chefs.

Carrelli degli oli, Why not? Esiste quello dei vini, perchè nn quello degli oli. Ma la strada da percorrere è ancora lunga, il carrello rappresentato dalla foto nn fa riferimento allo scenario futuro, si invita un amico a bere un bicchiere di vino, nn di olio! Nn esiste infatti parallelismo tra i due alimenti. Si dice però: Buono questo vino, va giù come l olio. Stranezze della lingua!
Due consigli pratici per una cucina più dietetica: usare olio anziché burro nella preparazione di dolci e per mantecare il risotto.

Link correlati:

Nessuna descrizione della foto disponibile.

<img class=”j1lvzwm4″ src=”data:;base64, ” width=”18″ height=”18″ />

Anna Longo Borghini, Mario Asquini e altri 3

Commenti: 5

Condivisioni: 2

Mi piace

Commenta

Condividi

Pubblicato in industria olearia italiana | Contrassegnato , , , | Lascia un commento

MILANO UNICA edizione 2020 – di Edy Rulli

Dopo tanto “virtuale”, riprendono a Rho-Fiera Milano le attività fieristiche in forma fisica. Il primo comparto a dare il via è quello tessile che con grande coraggio e determinazione ha dimostrato “di avere stoffa” riuscendo a coinvolgere ben 207 aziende in gran parte italiane per questa 31° edizione di Milano Unica. Nessun altro settore avvertiva l esigenza di tornare a mostre in presenza dal momento che i tessuti vanno toccati con mano, palpata la consistenza, visti con la luce giusta, per permettere una scelta oculata da parte degli operatori commerciali. L impegno dei Ministri Luigi Di Maio e Speranza hanno permesso l atteso ritorno alla normalità nonché mobilità, senza ovviamente ignorare le norme di sicurezza previste dall emergenza Covid, di un settore composto da una filiera di 64.000 aziende con i suoi 118.000 addetti e 8 mld. di fatturato annui, che più di altri ha sofferto una situazione di discontinuità nn solo dovuto alla pandemia, ma anche agli effetti perversi della mondializzazione. Si è infatti registrata una flessione del fatturato del 34,4% nei primi 6 mesi del 2020, pur mantenendo un saldo positivo della bilancia commerciale di 500 mln di euro.

Il sistema moda Italia è una macchina da guerra che nn teme concorrenti, con una filiera unica al mondo che tuttavia richiede sempre nuovi investimenti per far fronte ai mercati globali che impongono un nuovo paradigma fatto di innovazione, digitale e sostenibilità, come afferma Carlo Maria Ferro, presidente di ICE, Istituto Commercio Estero. Importanti finanziamenti sono previsti per promuovere una campagna di promozione del brand Italia all estero, per dare maggiore trasparenza e tracciabilità al nostro mercato. E’ anche prevista la valorizzazione delle nostre Start Up e con l occasione di questa edizione viene annunciata la nascita di un prodotto dalla filiera tutta italiana partendo dalla materia prima, il cotone, proveniente dalle coltivazioni nostrane e precisamente dalla Puglia. La Terra d Otranto nei circondari di Taranto e Brindisi produce infatti un ottimo prodotto in diretta concorrenza con le coltivazioni americane e asiatiche.

Link correlati:

https://commonspeeches.com/2019/02/06/white-milano-tortona-district-22-25-febbraio-2019-di-edy-rulli/

https://commonspeeches.com/2018/09/09/milano-moda-donna-18-24-settembre-2018-di-edy-rulli/

https://commonspeeches.com/2018/09/03/milano-extra-large-xl-2018-mostra-dimostra-di-edy-rulli/

https://commonspeeches.com/2018/07/26/next-design-perspectives-2018-altagamma-di-edy-rulli/

https://www.fashionmagazine.it/market/obiettivo-una-filiera-tessile-sostenibile-il-primo-raccolto-di-cotone-100-italiano–made-in-puglia-106016?utm_source=%2Fmeta%2Fnewsletter%2Fnewsletter&utm_medium=newsletter&utm_campaign=nl609-basic&utm_term=2784c762da784d9adece645ff9e61637

https://www.milanounica.it/it/il-racconto-della-31-edizione?utm_campaign=MU31raccontoit&utm_medium=email&utm_source=pdt

Pubblicato in mostre Fiera MIlano | Contrassegnato , , , | Lascia un commento

MOVIE WEEK 2020 – Settimana del cinema a Milano – di Edy Rulli

A seguito dell’ emergenza sanitaria, i luoghi di cultura sono stati i primi a chiudere e i primi a riaprire ed ora a farlo sono tra i più sicuri in assoluto. Sono quindi pronti per la riapertura in tutta sicurezza delle 36 diverse sedi di cui 20 sale cinematografiche sia al chiuso che all’aperto per ospitare dal 14 al 20 settembre 2020 ben 100 singoli eventi della piattaforma MOVIE WEEK 2020 dando altresì ampio spazio alla divulgazione della programmazione delle singole sale. Nn solo proiezione di singoli film, ma iniziative di vario genere diffuse sul territorio, tutte, ovviamente, inerenti il mondo cinematografico. La ripresa delle attività in presenza era molto attesa dopo il lockdown perché il cinema nn è solo la visione di immagini, ma anche un tipo di esperienza e in determinate forme e momenti può anche essere un tassello utile a riempire il nostro tempo libero intrattenendoci e arricchendoci nel contempo.

Il programma completo sul sito:

www.milano.movieweek.it e yes milano.it

Citiamo solo alcune delle iniziative:

Apertura il 14 settembre con la serata i inaugurale presso l hub della Triennale che prevede in data 18 settembre la commemorazione del maestro Morricone di recente scomparso e la presentazione del film del 77. Festival di Venezia di Emma Dante che sarà presente alla anteprima. All’ Anteo Spazio Cinema l anteprima del film Una notte al Louvre Leonardo da Vinci di Pierre-Hubert Martin e il capolavoro di Brian De Palma Gli Intoccabili. Ingresso libero con prenotazione obbligatoria. A cura di AGIS Lombardia il cortometraggio Sono innamorato di Pippa Bacca, la sfortunata artista morta in Turchia a cui è stato dedicato il giardino della Casa degli Artisti di caso Garibaldi/Tommaso da Cazzaniga.
Ved link:

La Fondazione Ente dello Spettacolo organizza presso l università Sacro Cuore una serata su Fellini a 60 anni dall’ uscita della sua Dolce vita (1960). I film della mostra di Venezia al cinema Palestrina.

Link correlati dell edizione 2018:
MILANO.MOVIEWEEK.IT
Pubblicato in Cinema | Contrassegnato , | Lascia un commento

GLI UFO IN SALOTTO di Edy Rulli

L ufologia nasce ufficialmente nel 1947 dopo un importante avvistamento da parte del pilota Kenneth Arnold ed è considerata una pseudoscienza poiché il tentativo da parte della maggioranza degli ufologi di applicare in parte il metodo scientifico per giungere a conclusioni “scientifiche” è rimasto tale essendo inattuabile. I numerosi progetti sullo studio ufficiale della storia degli UFO si conclusero senza dati di fatto ai fini scientifici; il primo di questi studi, il progetto SIGN, si conclude testualmente così: l esistenza dei dischi volanti nn poteva, né essere confermata, né essere smentita. La ricerca di vita nel cosmo resta comunque una delle più grandiose e affascinanti sfide per la conoscenza umana. Il confronto con una forma di vita intelligente aliena è un tema che affascina molti e a cominciare da Galileo e Giordano Bruno che per primi sostennero che possono esistere altri esseri viventi diversi da quello che la nostra immaginazione più sfrenata può concepire. La congettura che intelligenze extraterrestri cerchino di mettersi in comunicazione con altre identità a distanze interstellari resta tale e come tale il tema continua ad affascinare appassionati di tutto il mondo. La fantasia della gente comune si accende al pensiero dell esistenza di presunte razze aliene, presunti sbarchi di velivoli di provenienza extraterrestre come ci ha mostrato il film di Spielberg ET, ma la forza immaginifica dell individuo raggiunge i massimi livelli sull ipotesi di sparizioni di persone semplicemente “rapite” da alieni. In letteratura fanno bella mostra di sé ben 254 libri di Ufologia. In alcuni si cerca di ricostruire la genesi e lo sviluppo di idee relative alla presenza nel passato di extraterrestri sul pianeta Terra la cui narrazione si snoda attraverso la narrativa fantastica e divulgazione scientifica. Il grosso della produzione nel corso del Novecento e anche in Italia dopo la fine della 2.Guerra Mondiale si vede la nascita della Science Fiction originaria dell America. Alcuni libri trattano l ipotesi di campi magnetici che si pongo in una via di mezzo tra l ipotesi naturale e quella psico sociologica, altri prospettano la possibilità di palle di fuoco che si svilupperebbero per la combustione di gas all interno di vortici atmosferici. Secondo il neurologo canadese Persingers, i campi magnetici vaganti nell atmosfera potrebbero interferire con il cervello umano e causare allucinazioni di vario genere. In altri casi e in determinate circostanze, i dischi volanti rappresenterebbero visioni, oggettivazioni fantastiche in un inconscio troppo duramente represso. E ancora e con le dovute cautele, viene introdotta l ipotesi che esista una sincronicità tra inconscio e fenomeno naturale. Verso la metà degli anni ’70 si ipotizzano proiezioni psicologiche nonché l influenza di una intensa produzione di libri, film, serie televisive di  fantascienza, causa convenzionale di proiezioni psicologiche che causano una specie di “sogno da svegli”. In alcuni libri si sottolinea l affinità fenomenologiche tra fulmini globulari e alcuni casi UFO. Oltre il cielo, oltre la scienza a cura di CICAP, è uno dei tanti libri partoriti dalla mente fantasiosa di autori a volte gente comune oltre che scrittori e scienziati che si sono però avvalsi di testimonianze attendibili e attestazioni da parte della comunità scientifica.

Doris Canetti, poetessa e pittrice, di cui si è già occupata questo blog, ha dedicato molti anni della sua vita ad assemblare materiale, foto ed interviste a testimonial di fatti realmente accaduti e documentati di fenomeni extraterrestri. Segue le linee guida dello studioso Roberto Pinotti, scrittore, giornalista, ufologo di cui ama citare il seguente testo tratto da Notizie Net: “…di sicuro nn vogliono problemi con noi. Usano la Terra come scalo, ma da sempre nn interagiscono con una civiltà inferiore e violenta, mantenendosi a debita distanza. Nn si fidano e forse fanno bene.” Né l interesse economico, né le mire di uno scoop, né la bramosia di apparire sui media (il mondo di Internet e Social nn le appartiene e né ambisce a farne parte), né alcun altro tipo di visibilità in altri ambiti sono imputabili alla Canetti; sempre e soltanto una sana e disinteressata passione per la materia e la ricerca della verità che si concretizzeranno nella stesura di un libro in fase di realizzazione. Il testo che segue fa parte della raccolta di testimonianze che saranno pubblicate con la presentazione dell autrice stessa DORISKA in arte, fondatrice de IL SALOTTO DELLA POESIA come ricordato nel post a questo link:

https://commonspeeches.com/2019/11/06/il-salotto-della-poesia-decennale-alda-merini-di-edy-rulli/

Link correlato:

John Was Trying To Contact Aliens. Il documentario su Netflix

Le profezie di Papa Giovanni

Tratto dal libro Le profezie di Papa Giovanni
Pubblicato in ufologia | Contrassegnato , , | Lascia un commento

BUIO OLTRE LA SIEPE – Le Marche bellezza infinita – di Edy Rulli

img_20200211_164747209456068.jpg

…E questa siepe, che da tanta parte / Dell ultimo orizzonte il guardo esclude.…La citazione leopardiana solo per ricordare i 200 anni dalla nascita della più celebre delle sua poesie conservata nella biblioteca della casa nativa di Recanati, vista lo scorso anno da oltre 100.000 visitatori; di fatto la siepe, intesa come barriera, ha solo valore simbolico e c entra poco con il discorsetto che andiamo a fare. Questa regione infatti è tutta proiettata al futuro, vede benissimo oltre la siepe e ha già da tempo individuato gli obiettivi da perseguire con un programma di tutto rispetto per il rilancio turistico del territorio dopo le devastazioni del terremoto di quel terribile 24 agosto 2016. Guardare oltre la siepe per creare spazio alla sinergia pubblico e privato con investimenti mirati che vadano oltre ai 167 Mln, di euro del bando europeo per promozione e accoglienza i cui fondi sono peraltro da rimodulare. Un impegno quinquennale già collaudato e che terminerà nel 2022, ma solo sulla carta e in termini di finanziamento pubblico, ma che dopo, con l aiuto di tutti, continuerà fino a colmare il gap prodotto da quella terribile calamità naturale che nessuno dimentica, con l intento di raggiungere i picchi dell anno d oro 2015. Molto è stato fatto e il mercato estero si è ripreso, in particolare la Germania, ora si punta alla Russia e al Nord Europa e come migliorare i collegamenti con Svezia e Norvegia. Sembrava una mission impossible poter riunire 45 opere di Raffaello dislocate in 17 paesi diversi per farne una mostra, invece è stato possibilissimo e addirittura in 3D. “Una Mostra Impossibile” solo di nome, allestita per commemorare i 500 anni dalla morte di Raffaello che di fatto partirà in un tour internazionale dall aeroporto di Falconara Marittima rotta Bruxelles, Parigi, Mosca, Sofia, Monaco di B., Francoforte, Vienna che sotto sotto vuole anche promuovere turisticamente questa Regione. Altre mostre a Urbino, Loreto, Jesi. Urbino, patrimonio Unesco, dove risiedeva la corte del Duca di Montefeltro, è rimasta tale e quale come allora; il suo Palazzo Ducale che ospita la Galleria Nazionale delle Marche, ha visto transitare nel 2019 la bellezza (anche in senso lato) di 280.000 visitatori paganti. Raffaello e il Bramante con le loro opere ne fanno la culla del Rinascimento. Pesaro che ha dato i natali a Rossini e Pergolesi, è polo musicale per il suo Conservatorio e l Opera Festival. Altri post di questo blog sull aspetto culturale dell iniziativa ai link sotto indicati. Si vuole coniugare turismo e cultura, niente di più facile viste le bellezze naturalistiche della Regione che però ha ancora qualche problemino nella stagionalità, si mira infatti ad un turismo che copra 12 mesi all anno e lasciare alle spalle il turismo solo balneare che tuttavia resta il settore trainante dell economia locale e. Le Marche, unica regione al plurale, offre un paesaggio plurimo che va dai monti e colline al mare, percorso che si può fare tranquillamente in un ora di tempo grazie all importante rete di ciclovie e cicloturistiche per ben 900 km dal costo di 50 Mln di euro. 24 percorsi ciclabili per principianti e più esperti. 4 parchi, 6 riserve naturali, il tutto al servizio di un turismo esperenziale di tutto rispetto. Sagre autunnali del tartufo bianco (ved. link), appuntamenti culinari e nn. Fabriano è il bancomat di molti paesi, nelle sue cartiere si stampano banconote per tutto il mondo. La splendida Riviera del Conero, secondo promontorio dopo il Gargano, strizza l occhio ad un turismo d élite.Tutto questo è …quel paese che sta sulla collina… del marchigiano Jimmy Fontana, riproposta a Sanremo dal complesso I Ricchi e Poveri; una miriade di Borghi incastonati in oltre 230 Comuni che poggiano su colline uniche al mondo con il loro dolce degradare dai monti al mare. Tutto questo patrimonio nn è sfuggito alla Lonely Planet che assegna il 2° posto nella top ten e unica destinazione italiana in classifica, a conferma del suo ruolo di rilievo a livello mondiale. Riconoscimento che si colloca parallelo al più noto Bandiera Blu per la classificazione dello stato dei mari. E scusate se è poco!link correlati:https://commonspeeches.com/2018/07/02/unestate-darte-nelle-citta-marchigiane/https://commonspeeches.com/2018/06/15/capolavori-sibillini-le-marche-e-i-luoghi-della-bellezza-di-edy-rulli/https://commonspeeches.com/2018/02/20/bit-2018-fiera-internazionale-turismo-le-marche-on-the-road-di-edy-rulli/https://commonspeeches.com/2015/10/23/bianco-o-nero-purche-sia-tartufo-le-marche-si-presentano-di-edy-rulli/https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=1883743921755362&id=100003593177989https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=1883492568447164&id=100003593177989https://www.artribune.com/arti-visive/archeologia-arte-antica/2020/03/rinascimento-marchigiano-mostra-roma/?utm_source=Newsletter%20Artribune&utm_campaign=bac98ff608-&utm_medium=email&utm_term=0_dc515150dd-bac98ff608-154007945&ct=t%28%29&goal=0_dc515150dd-bac98ff608-154007945https://www.centropagina.it/ancona/marche-bit-milano-successo-regione-turismo-fiera-pieroni/

Link correlato:

500 anni dalla morte di Raffaello. Urbino celebra il suo artista con una mostra “impossibile”

Patrizio Roversi conduttore TV di Turisti per Caso, esperto di viaggi, ha commentato brillantemente Le Marche nel corso della presentazione.Palazzo Bovara cso Venezia 51 ho ospitato l evento

Pubblicato in eventi culturali | Contrassegnato , , , , , , , , | Lascia un commento

oof Olio Officina 2020 (nr.3) – Olio tunisino questo sconosciuto – di Edy Rulli

Il ramoscello d ulivo è universalmente riconosciuto come simbolo di pace e si ricorre a questa simbologia come auspicio di fratellanza e unione tra i popoli, spesso inascoltato. Fermo restando alle sue indubbie e riconosciute proprietà nutraceutiche e analogamente nell alimentazione, l olio che si ricava dai suoi frutti ha valore sia dietetico che figurativo, di assemblare il cibo, far da collante tra i vari ingredienti, favorendone la funzione digestiva. Ma alla luce del recente polverone sollevato nel WEB legato alle importazioni dalla Tunisia, motivo di vasto contraddittorio nonché di divisione da parte di un pubblico quanto meno impreparato/disinformato, sembra che il peso del nobile e simbolico ruolo attribuito all olio sia stato ridimensionato a mera sostanza aggregante utile al gusto e alla cottura del cibo e nulla più. Tutto si unisce, tutto si divide e diventa materia di controversia quando entrano in gioco di interessi economici individuali e del proprio paese.“…che ne sai di un campo di grano…” Cantava Lucio Battisti. Ebbene, dobbiamo sapere che l olio tunisino è di buona qualità e paradossalmente anche il grano canadese al netto del glifosato, entrambi sono presenti sulle nostre tavole da anni in forma più o meno anonima, opportunamente occultato agli occhi del consumatore, l olio è usato per creare i blend ,arte in cui siamo molto bravi, un po’ meno nel pretenderne il merito perché la tecnologia nn ha confini né frontiere, chiunque può copiare le nostre tecnologie con buona pace di chi le ha inventate e investito i propri denari per realizzarle. Tutti i paesi che si affacciano sul Mediterraneo, come pure la Sicilia, godono del Microclima e i loro prodotti oleari sono naturalmente biologici; nn conoscono la chimica e tanto meno la temutissima mosca olearia, coltivazioni che escludono quasi totalmente l uso di fertilizzanti. Benché in alcuni paesi la loro sia un agricoltura prevalentemente arcaica, nn si lasciano intimidire dalle sperimentazioni relative alle tecniche per ridurre il consumo di acqua essendo questa risorsa preziosissima. Tutto ciò viene detto a fronte delle Fake News circolate sul WEB ad opera di troll pilotati da grossi interessi; sia chiaro che noi dobbiamo essere liberi di poter fare scelte consapevoli in base ad informazioni esatte e oneste, liberi di comprare olio tunisino o grano canadese, ma ciò fatto sulla base di informazioni attendibili. Nel 2016 a seguito di una fake news, esplose la bolla dell olio di palma, ora usato per biodiesel e diesel, la cui produzione è solo calata, ma nn cessata del tutto; per l eccedenza si è passati all uso di olio di girasole con contenuto in acido oleico molto simile a quello d oliva e adatto alle alte temperature di fritture e dolci da forno industriale. L Ucraina e la Russia producono da sole metà della produzione mondiale. Ved. Link Assitol: https://lnkd.in/gbDMxm6La competitività tra paesi è materia alquanto complessa avendo ciascuno di essi caratteristiche climatiche e socio economiche, politiche, legislative, standard produttivi, diversi l uno dall altro che a volte rendono i nostri prodotti meno competitivi. Anche il grano tunisino è ottimo, buon per loro che il Padreterno abbia deciso di far splendere il sole su quelle terre per più giorni alla anno e al momento giusto. Nn dimentichiamo quante conseguenze, nn sempre buone, ha portato la guerra del Kippur con l occupazione da parte di Israele delle alture del Golan per l approvvigionamento idrico lasciando in sofferenza le terre a valle. A noi la scelta: olio tunisino a danno della nostra agricoltura, grano canadese con grande disappunto degli agricoltori pugliesi, e altrettanto inquinante essendo trasportato via mare per migliaia di km. prima di giungere fino a noi. E di fronte ai prodotti importati da Israele, come ci comportiamo? Fra le tante cose, l olio può essere considerato un attivatore di cultura e di legami collettivi, ma anche fonte di diatribe a sfondo ideologico e/o campanilistico.Tanto facile è farci invadere dall olio tunisino nonostante le pastoie burocratiche e doganali, un vero e proprio onere essendo un paese extracomunitario, altrettanto difficile è esportare il nostro olio nel Nord Europa in particolare in Germania benché si sia in un regime di libero scambio. Questo paese infatti usa metodi di analisi sulla circolazione delle merci a dir poco discutibili e nn ufficiali e stridenti con la normativa in uso danneggiando così la filiera italiana e conseguentemente le nostre esportazioni. Si tratta di risonanza magnetica molecolare quale strumento di controllo che viene usato in esclusiva e senza possibilità di contraddittorio dalla GDO Tedesca presso i Laboratori EUROFINS, una verifica merceologica a loro esclusivo uso e consumo (ved. Link). La globalizzazione mette in competizione popoli dai diversi contesti e dalla storia controversa e noi spesso influenzati a fare scelte ideologiche e/o di convenienza. Che fare, se a fronte di un fabbisogno interno di 1 Mln di tonn. di grano, l Italia ne ha prodotto nel 2019 solo 300.000 tonn., cosa diamo ai panifici per produrre la nostra amata pasta? Che fare se le politiche agricole comunitarie europee sono ferme agli anni ’92-’93?L economia del futuro sarà circolare, nn più lineare, centrata sull azzeramento dei rifiuti da smaltire, sì al riciclo e riuso, questo è l impegno da portare a termine entro il 2050. Le aziende devono/vogliono cambiare il modo di produrre e l agricoltura è all apice di questo processo di transizione. Bisogna però dire che il salto di qualità nell ambito europeo nn c è stato essendo la politica agraria ferma gli anni ’90 ed è l Europa per prima a bloccare l intero settore restando ancorati al vecchio sistema di rimborsi a sostegno degli agricoltori che varia tra i possessori di almeno 500 mq di parcella agricola ammissibile o 50 ettari di piantagioni. Il bilancio europeo destina il 40% al settore di cui il 73% erogati a fronte di rimborsi pari a 2 Mld di euro nel 2018 e 1,2 Mld nel 2019 di cui hanno beneficiato 584.000 agricoltori. Un possessore di 50 ettari riceve 300 euro a ettaro pari a 15.000 annui, suddiviso per 12 mesi ha un entrata media comparabile al RDC. Cambiamento vuole anche dire rinunciare a questo piccolo reddito che diversamente potrebbe essere convogliato verso un cambiamento radicale della gestione della politica agraria, pensato nel 1958 dal Trattato di Roma che ha previsto meccanismi di intervento a livello comunitario, ma fondamentalmente è rimasto immutato nel corso di tutti questi anni. Uno spreco enorme di risorse a cui nessuno vuole rinunciare, meglio poco che niente, meglio un uovo oggi che una gallina domani! Un cambiamento è possibile solo mettendo mano ad una riforma complessiva, gli stati europei devono poter esercitare potere legislativo mediante una seconda Camera demandando alla Commissione Europea, la UE deve essere una istituzione rappresentativa e ciò è possibile solo su iniziativa parlamentare per permettere al Parlamento di disporre modifiche agli accordi esistenti. Se ciò nn avverrà, l Europa rischia di implodere. A livello globale strategico, il documento agenda per lo sviluppo sostenibile ha molti obiettivi da raggiungere entro il 2030 supportati dalla UE, che prevedono l intreccio tra problemi sociali, relazioni uomo-risorse, lotta alle discriminazioni, equità e tutela dei diritti acquisiti, ricerca di un equilibrio complessivo ecc., il documento ONU prevede 17 obiettivi. I grossi investimenti del Green New Deal mirano a modificare il paradigma per una crescita che deve continuare, ma in modo diverso, che preveda il passaggio da combustibile fossile a industria generativa per creare un nuovo equilibrio tra uomo e natura.“E’ compito delle politiche pubbliche accompagnare le imprese nella transizione ecologica. L agricoltura è al centro di questa transizione e deve saper cogliere la sfida della sostenibilità con una grande capacità di innovazione.”Alfonso Pascale, storico dell Agricoltura.Link correlato:

https://commonspeeches.com/2020/02/09/oof-olio-officina-2020-nr-2-il-bimbo-la-merenda-geniale-di-edy-rulli/

http://www.olioofficina.it/newsletter/334.htm

https://www.repubblica.it/economia/rapporti/osserva-italia/trend/2017/02/18/news/coldiretti_crollano_le_semine_di_grano_pasta_italiana_a_rischio_con_il_ceta_-158528884/?ref=HRLV-6

http://www.olioofficina.it/saperi/economia/i-tanti-ostacoli-alle-importazioni-d-olio.htm

Pubblicato in alimentazione | Contrassegnato , , , , | Lascia un commento

oof Olio Officina 2020 nr.2 – Il “bimbo” – La merenda geniale – di Edy Rulli

Alla prova del cuoco conosciamo Luca di Biella, un signore ex bancario che ci racconta come decise di lasciare il suo posto sicuro in banca per seguire la vocazione di panificatore (folgorato sulla via per Damasco, ndr). Nel lontano 1983 ricevette l eredità paterna di una mattonella di lievito madre e tout court decise di seguire il proprio istinto naturale, come naturale lo è il lievito, e che quello sarebbe stata la svolta esistenziale e professionale tanto attesa, il primo mattone su cui fondare una nuova vita. Tutto ebbe inizio con quel panetto di lievito che ha lo stesso valore iconico di continuità sia per le cose materiali che per le persone. La sua vita e quella del fagottino di lievito scorrono parallelamente, lui accudisce i figli naturali come fa per il suo “bimbo” di lievito adottato, avvolto in un canovaccio di tela satin molto resistente al cui interno si sprigionano fino a 70 ate (atmosfere) che potrebbe strappare il tessuto (forza della vita, forza della natura (ndr) e sono batteri vivi di lievito perennemente in fermento, una colonia di miliardi di organismi attivi a tutti gli effetti che convivono felicemente tra loro, si evolvono, si modificano, si accoppiano e si riproducono. A volte lui accarezza quel fagottino che va curato, come i suoi figli d altronde, la temperatura delle sue mani trasmette al “bimbo” sensazioni, stimola la riproduzione, così come la carezza di una mamma agisce sullo sviluppo del cervello di un neonato favorendo la produzione di serotonina; è molto sensibile a quello che si svolge al di fuori del fagotto, ma è felice di avere un papà. E più i batteri sono felici, più il lievito con la farina daranno un pane buono, come buoni sono i frutti di una vita vissuta bene. I batteri hanno tutto quello che serve alla fermentazione, sanno quello che devono fare, ma hanno bisogno di tempo, tanto più è lento, tanto più è buono il prodotto che si ottiene. Per il pane salato la lievitazione è più corta, quindi da preferire è quello senza sale, più salutare. Secondo il messaggio della Genesi “andate e moltiplicatevi”, sulla stessa stregua dell uomo, il lievito madre nn ha mai smesso di riprodursi, senza sosta fino a giorni nostri. Se ben accudito, conservato, nutrito, libero di respirare, nn soffocato dalla plastica, vivranno entrambi in eterno. Lievito e farina per il pane l abbiamo, i pesci pure in particolare le Sardine che abbondano nn solo nel mare, dov è il problema? La sopravvivenza del Pianeta è assicurata!La merenda geniale. Sono stati presentati molti tipi di pane fatti con farina tipo 2 e con il 30% del peso di lievito con tempo di lievitazione variabile di ca. 24 ore senza contatto con l aria, il tempo necessario per mangiare gli zuccheri, in uso anche per la produzione di birra. L opzione dei cereali è un valore aggiunto: pane con il farro, il più antico in assoluto, dal sapore delicato; con segale condito con olio pugliese ricco di coratina che pizzica in gola e lascia un po’ di amaro sulla lingua grazie ai polifenoli, un fruttato verde che sa di campagna, una favola!; con grano Saraceno al 25% altrimenti l impasto sarebbe troppo duro; farina tipo integrale più FEFF, un cereale senza glutine per gli intolleranti. Il tutto condito con oli diversi scelti per evitare che un sapore sovrasti l altro, a pane delicato, olio delicato e così via. Pane e olio la Merenda geniale della mia generazione e da evidenti qualità “nutraceutiche”, patrimonio UNESCO (ved. link olio d oliva usato per la prevenzione dei tumori in America. Purtroppo il consumo di pane come per l olio, è in diminuzione e andrebbe rilanciato. Questo è quanto dovrebbe farci riflettere per il futuro delle prossime generazioni.(segue Post nr. 3 della serie Olio Officina)Link correlato:https://commonspeeches.com/2020/02/08/oof-olio-officina-2020-lolio-dei-popoli-1-di-edy-rulli/https://commonspeeches.com/2020/02/14/oof-olio-officina-2020-nr-3-olio-tunisino-questo-sconosciuto-di-edy-rulli/https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=2385747054888377&id=100003593177989https://commonspeeches.com/2020/02/08/oof-olio-officina-2020-lolio-dei-popoli-1-di-edy-rulli/https://www.ansa.it/canale_terraegusto/notizie/mondo_agricolo/2020/03/31/coronavirus-il-lievito-manca-perche-si-coltiva-e-non-si-fa-_7cb5ccba-0739-4dd5-8b3c-06f6bec8dca7.html

Pubblicato in alimentazione, alimentazione biologica | Contrassegnato , , , , | Lascia un commento

oof Olio Officina 2020 – L’olio dei popoli (1) – di Edy Rulli

Il Festival di Sanremo è in pieno svolgimento con uno share di visualizzazioni molto alto (oltre 10 Mln di spettatori!) e io qui a parlare di olio. Ma sì, parliamone, ma che almeno sia extra vergine. Lasciamo alle canzoni il compito di fare da sottofondo musicale a questa 9° edizione di Olio Officina con buona pace per tutti. Si festeggia infatti il 60° anniversario della categoria merceologica “olio extra vergine d oliva” e i 10 anni di attività del progetto culturale Olio Officina, ideato da Luigi Caricato. Nn è per il sottofondo sonoro che questa edizione, gradevole e interessante, va giù liscia come…l olio, appunto, ma è per il suo tema di fondo affascinante “l olio dei popoli” che evoca l universalità di questo alimento originario dei paesi arabi poi diffusosi in tutto il bacino del Mediterraneo, conosciuto e consumato in tutto il mondo (paragoni con McDonald’s, Coca Cola e Pizza sono superflui, prego astenersi! ndr). Scherzi a parte, i veri protagonisti saranno gli oli provenienti da Spagna (primo produttore al mondo), Grecia, Tunisia, Marocco, Turchia, Cile, Argentina, California e da terre lontane come l Australia e per la prima volta il Giappone (Sayonara!). Olio dell Impero del sol Levante, e pensare che noi eravamo rimasti fermi ai magnifici oli di Imperia riviera di Ponente e quella di Levante. Globalizzazione inarrestabile, chi la ferma più! Tutti sanno che l olio extra vergine costa più di quello normale che nn lo è, nn lo è mai stato o che ha perduto la presunta “extra” verginità. Diciamo che viene così definito dopo aver superato prove sia chimiche che organolettiche e deve rispettare tutti i parametri previsti in base ad un panel test su sapore, colore, odore, aspetto, eseguito da assaggiatori e laboratori accreditati ed hanno valore legale; deve essere controllato l origine e la provenienza dell olio; secondo il regolamento UE 2568/1991, viene accettato l olio ottenuto mediante estrazione con solo metodo meccanico che deve rispettare una serie di parametri chimici e organolettici.Il ruolo del panel test nei procedimenti giurisdizionali è importante ed affidabile e per questo boicottato dalle coop spagnole che ne chiedono l abolizione. Nel produrre olio, la chimica può essere perfetta ma il gusto può variare a secondo della provenienza della pianta. Un bouquet di profumi da sogno, nocciola, mandorla, carciofo frutta secca, agrumi…In Italia esistono oltre 500 cultivar diverse, un numero molto alto di biodiversità presente in nessun altro paese. Nel 2015 i nostri coltivatori, causa la mosca olearia e il maltempo, videro dimezzata la produzione interna; ciò ha inciso sulla qualità e favorito la contraffazione per supplire alla carenza del prodotto da lavorare e poter far fronte alla domanda e ha visto fiorire un mercato truffaldino. Controlli all epoca effettuati portarono alla luce che su 20 oli esaminati 9 nn corrispondevano all etichetta di extra vergine. Abbiamo 200 aziende olearie attive in Italia che però nn sono in grado di soddisfare il fabbisogno interno pari a 1 Mln. di tonn/anno. Nel 2018 sono stati prodotti 180.000 tonn., nel 2019 300.000 tonn., sarebbero necessarie nuove piantumazioni, ma il rilancio del settore con nuovi investimenti nn ha brillato per tempismo e di fatto il ” buco” è stato tappato con le importazioni, anche dalla Tunisia con grande scalpore dei media. Si fa prima ad importare e costa meno causa anche le pastoie burocratiche e le politiche agricole UE sono ferme al ’92-93. Pensare di smuovere l Europa dopo la Brexit è pura utopia. Operatori abilitati all assaggio hanno il compito di valutare e certificare pregi e difetti e la loro stima può essere solo oggettiva e nn soggettiva. Se le olive sono ammassate in ambienti umidi in modo tale da provocare un avanzato grado di fermentazione o dell olio rimasto in contatto con o fanghi di decantazione, si avverte un flavor (sapore) di rancido causa processo ossidativo. I nostri nonni conservavano le olive in cantina e, come per il vino, valgono le stesse condizioni ambientali ottimali per una buona conservazione: luogo fresco, riparato dalla luce e nn soggetto a sbalzi di temperatura. Le muffe/umidità sviluppano nel frutto funghi e lieviti. Acidità, perossidi, alchil esteri sono altri valori da considerare per l attestazione di extra vergine. Il metodo adottato da alcune aziende prevede di conservare le olive prima della spremitura in silos di refrigerazione a temperatura costante a scanso di choc termici. Altro metodo è la filtrazione che rende l olio più limpido e ne riduce gli effetti dell ossidazione o la pastorizzazione come per il latte ed il vino, in quanto le qualità organolettiche (polifenoli di cui sono ricchi gli oli pugliesi e calabresi, più marcato in quelli giovani), si conservano meglio e più a lungo. Una norma per l ottenimento dell olio biologico è quella di cospargere le foglie della pianta di caolino, sostanza innocua molto usata nel campo alimentare, ciò permette il cambio di colore quindi inattaccabile dagli insetti che nn le riconoscono. Purtroppo la sostanza è molto labile e va ripetuta dopo ogni pioggia, un grosso lavoro vanificato che nn si presta alle coltivazioni intensive; è retaggio del passato caratterizzato da piccoli lotti di terreno ad uso diverso ricavati da grossi appezzamenti ricevuti in eredità successivamente frazionati i cui rispettivi proprietari coltivavano il proprio orticello come meglio credevano. La presenza sul terreno di erbe aromatiche conferisce alle cultivar il flavor che le caratterizzano come pure il clima del paese di provenienza. Con l abbinamento di varie cultivar, si ottiene il blend desiderato dopo l eliminazione delle sostanze volatili, per soddisfare un mercato più ampio di consumatori, trionfo delle sensazioni olfattive e noi siamo maestri anche in questo, nella selezione e negli accostamenti. L olio è materia vivente e nella cucina griffata l emulsione è da evitare preferendo l olio di arachide dato che l operazione di sbattimento in un frullatore gli farebbe cambiare colore (anche gli umani se si agitano cambiano colore in volto! ndr). Pertanto il colore originario dell alimento muterebbe. Nel nostro caso, la ricetta presentata Baccalà mantecato con insalatina di puntarelle, se il baccalà si fosse presentato giallo anziché bianco candido, che orrore! E tutti sappiamo quanto sia importante l aspetto esteriore dei piatti nella cucina degli chefs, sicuramente più decisivo all occhio che al palato. Su questo nn ci piove, parola di food blogger. Nel frattempo Sanremo sta per finire, grazie ai lettori per l attenzione e a risentirci alla prossima edizione di Olio Officina. Oh, dimenticavo: l olio d oliva extra vergine nn fa ingrassare nonostante l alto contenuto calorico (particolare nn da poco!): 900 calorie per 100 gr. 1 cucchiaio = 90 calorie, più di un uovo. Ma è un grasso vegetale essenziale considerato “buono” a differenza di quello animale. Privo di colesterolo con pochi acidi grassi saturi, è fondamentale nelle verdure per poter metabolizzare il suo contenuto vitaminico essendo oligo solubile e nella dieta mediterranea la più salutare al mondo, previene i tumori (ved, link) e molto altro. Grazie al contenuto di acido oleico, polifenoli e vitamina E, è antiossidante e anti infiammatorio (gli stati infiammatori sono l origine di tutti i mali del nostro organismo). Svolge un ruolo “nutraceutico”, combatte il diabete riducendo l indice glicemico di un pasto ( max 30 gr al giorno), quindi consigliato ai diabetici, solo se extravergine, e il colesterolo. Scusate se è poco!segue post conclusivo (2).Link correlati:https://commonspeeches.com/2019/02/01/olioofficina-2019-di-edy-rulli/https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=2385747054888377&id=100003593177989https://commonspeeches.com/2020/02/09/oof-olio-officina-2020-nr-2-il-bimbo-la-merenda-geniale-di-edy-rulli/img_20200207_1503381047215018.jpg

Pubblicato in alimentazione | Contrassegnato , , , | Lascia un commento

A.A.A. SPONSOR CERCASI – Fondazione Milano Scuole Civiche – di Edy Rulli

FB_IMG_1580818925279

“Cultura del sapere” e “Cultura del saper fare” ovvero, tra il dire e il fare c è di mezzo…la Fondazione Milano che ha scelto questa definizione per contraddistinguersi da ogni altra Istituzione. Nn tutti la conoscono nonostante i numerosi premi istituzionali, riconoscimenti, medaglie di rappresentanza, Ambrogini d oro assegnati con merito per i loro 355 anni di attività svolta dalle 4 Scuole Civiche dai tempi della creazione della prima, la Scuola di Musica Claudio Abbado nata nel lontano 1862. Ne è seguita la Scuola di Teatro Paolo Grassi (1951), quella del Cinema Luchino Visconti (1952), quindi la Scuola Interpreti e Traduttori Altiero Spinelli (1980). Nel 2000 nasce la Fondazione che oggi festeggia il ventennale in concomitanza con l apertura dell anno accademico 2019/2020; nel 2018 si conclude il percorso grazie al quale tutte le scuole rilasciano titoli comparati a quelli universitari riconosciuti dal MIUR equipollenti a lauree triennali e diplomi accademici di primo e secondo livello AFAM. Espressione dello spirito che anima la società borghese, la Fondazione si prefigge di formare professionisti nelle diverse discipline, favorendo l incastro del linguaggio e dell arte con realtà professionali nazionali e internazionali, offrendo l opportunità di intraprendere percorsi di formazione universitaria per le discipline dello spettacolo e della comunicazione. La Fondazione ha oggi 3.000 allievi provenienti anche da 30 diversi paesi, ha 900 docenti ed è dislocata in sette sedi diverse e autonome l una dall altra, promuove la diffusione della cultura e del sapere sul territorio mediante incontri, spettacoli, concerti ecc. Molte di queste sono già note ai lettori di questo blog per i post pubblicati e sono: MiTo Settembre, Bookcity, Pianocity, eventi al Castello Sforzesco, BAM biblioteca degli alberi, Musei a cielo aperto ecc. Nell attività post-diploma, la Fondazione è impegnata nell accompagnamento al lavoro dei diplomati tramite il servizio job placement mettendo in contatto i giovani con le aziende di riferimento.

Nel corso di questi ultimi 20 anni molto è cambiato rispetto alle dinamiche globali, tutto si trasforma e ciò necessita radicali modifiche con notevoli costi per poter tenere il passo con la tecnica e l informatizzazione. Nel 2015 inizia la sfida EXPO che prosegue con Milano Cortina 2026, in questo lasso di tempo molta carne al fuoco messa dai crociati della “cultura del fare” coniugata con competenze tecniche, affinché un bacino di 200.000 di cui 30% studenti stranieri, che diventerà 300.000 nei prossimi 15 anni, abbia il meglio in quanto a strutture e strumenti di divulgazione. Guardando al futuro senza se, senza ma, la Fondazione si prefigge l ambizioso traguardo di diventare il primo Politecnico delle Arti, un vero e proprio campus quindi con una sede unica proponendo altresì le Olimpiadi della Cultura da affiancare a quella della neve, con protagonisti i giovani inventori di tutte le nazioni coinvolte nei giochi. Intende aprirsi a nuovi soci e graditi…sponsor, nonché rafforzare la collaborazione con le Università tra cui il Politecnico di Milano che già è al lavoro nell ambito di organizzazioni di macro-eventi. Nn meno importante è l economia tra le scuole civiche e il mondo delle professioni che richiede grandi sforzi economici. La Fondazione è un istituzione con un unico socio, il Comune di Milano, il quale notoriamente ha qualche problemino di liquidità essendo la sua sostenibilità finanziaria per quanto riguarda il suo contributo che è passato dal 95% delle entrate dell Ente del lontano 1862, agli attuali 63%. Va da sé che il gap va colmato con donazioni e volenterosi sponsor e magnanimi benefattori ai quali va sin d ora un generale benvenuto misto a sentiti ringraziamenti. Viene ricordato dall Assessore alla Cultura della Regione Galli, che il nostro Paese vanta un secondo brutto posto nella classifica della mortalità studentesca alias prematuro abbandono della scuola, è quindi necessario il massimo impegno da parte di tutti gli Enti preposti per migliorare la scuola adeguandola ai tempi che cambiano, anche con l aiuto di ricerche di mercato. In quanto all eventuale collocazione delle strutture pianificate, si potrebbe pensare alle aree dell ex EXPO, o altra zona periferica da ricercare nell ambito dell annoso discorso della riqualificazione delle periferie. Periferie? Già sentito qualcosa in merito, ma questa è tutta un altra storia!

Link correlato:

http://metronews.it/20/02/03/scuole-civiche-tra-tagli-e-rilancio.html

IMG_20200204_115014

Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti

IMG_20200204_115238

Civica Scuola Interpreti e Traduttori Altiero Spinelli

IMG_20200204_115500

Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi

IMG_20200204_115750

Civica Scuola di Musica Claudio Abbado . Villa Simonetta

Pubblicato in eventi culturali | Contrassegnato , , , | Lascia un commento