MILANO UNICA edizione 2020 – di Edy Rulli

Dopo tanto “virtuale”, riprendono a Rho-Fiera Milano le attività fieristiche in forma fisica. Il primo comparto a dare il via è quello tessile che con grande coraggio e determinazione ha dimostrato “di avere stoffa” riuscendo a coinvolgere ben 207 aziende in gran parte italiane per questa 31° edizione di Milano Unica. Nessun altro settore avvertiva l esigenza di tornare a mostre in presenza dal momento che i tessuti vanno toccati con mano, palpata la consistenza, visti con la luce giusta, per permettere una scelta oculata da parte degli operatori commerciali. L impegno dei Ministri Luigi Di Maio e Speranza hanno permesso l atteso ritorno alla normalità nonché mobilità, senza ovviamente ignorare le norme di sicurezza previste dall emergenza Covid, di un settore composto da una filiera di 64.000 aziende con i suoi 118.000 addetti e 8 mld. di fatturato annui, che più di altri ha sofferto una situazione di discontinuità nn solo dovuto alla pandemia, ma anche agli effetti perversi della mondializzazione. Si è infatti registrata una flessione del fatturato del 34,4% nei primi 6 mesi del 2020, pur mantenendo un saldo positivo della bilancia commerciale di 500 mln di euro.

Il sistema moda Italia è una macchina da guerra che nn teme concorrenti, con una filiera unica al mondo che tuttavia richiede sempre nuovi investimenti per far fronte ai mercati globali che impongono un nuovo paradigma fatto di innovazione, digitale e sostenibilità, come afferma Carlo Maria Ferro, presidente di ICE, Istituto Commercio Estero. Importanti finanziamenti sono previsti per promuovere una campagna di promozione del brand Italia all estero, per dare maggiore trasparenza e tracciabilità al nostro mercato. E’ anche prevista la valorizzazione delle nostre Start Up e con l occasione di questa edizione viene annunciata la nascita di un prodotto dalla filiera tutta italiana partendo dalla materia prima, il cotone, proveniente dalle coltivazioni nostrane e precisamente dalla Puglia. La Terra d Otranto nei circondari di Taranto e Brindisi produce infatti un ottimo prodotto in diretta concorrenza con le coltivazioni americane e asiatiche.

Link correlati:

https://commonspeeches.com/2019/02/06/white-milano-tortona-district-22-25-febbraio-2019-di-edy-rulli/

https://commonspeeches.com/2018/09/09/milano-moda-donna-18-24-settembre-2018-di-edy-rulli/

https://commonspeeches.com/2018/09/03/milano-extra-large-xl-2018-mostra-dimostra-di-edy-rulli/

https://commonspeeches.com/2018/07/26/next-design-perspectives-2018-altagamma-di-edy-rulli/

https://www.fashionmagazine.it/market/obiettivo-una-filiera-tessile-sostenibile-il-primo-raccolto-di-cotone-100-italiano–made-in-puglia-106016?utm_source=%2Fmeta%2Fnewsletter%2Fnewsletter&utm_medium=newsletter&utm_campaign=nl609-basic&utm_term=2784c762da784d9adece645ff9e61637

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MOVIE WEEK 2020 – Settimana del cinema a Milano – di Edy Rulli

A seguito dell’ emergenza sanitaria, i luoghi di cultura sono stati i primi a chiudere e i primi a riaprire ed ora a farlo sono tra i più sicuri in assoluto. Sono quindi pronti per la riapertura in tutta sicurezza delle 36 diverse sedi di cui 20 sale cinematografiche sia al chiuso che all’aperto per ospitare dal 14 al 20 settembre 2020 ben 100 singoli eventi della piattaforma MOVIE WEEK 2020 dando altresì ampio spazio alla divulgazione della programmazione delle singole sale. Nn solo proiezione di singoli film, ma iniziative di vario genere diffuse sul territorio, tutte, ovviamente, inerenti il mondo cinematografico. La ripresa delle attività in presenza era molto attesa dopo il lockdown perché il cinema nn è solo la visione di immagini, ma anche un tipo di esperienza e in determinate forme e momenti può anche essere un tassello utile a riempire il nostro tempo libero intrattenendoci e arricchendoci nel contempo.

Il programma completo sul sito:

www.milano.movieweek.it e yes milano.it

Citiamo solo alcune delle iniziative:

Apertura il 14 settembre con la serata i inaugurale presso l hub della Triennale che prevede in data 18 settembre la commemorazione del maestro Morricone di recente scomparso e la presentazione del film del 77. Festival di Venezia di Emma Dante che sarà presente alla anteprima. All’ Anteo Spazio Cinema l anteprima del film Una notte al Louvre Leonardo da Vinci di Pierre-Hubert Martin e il capolavoro di Brian De Palma Gli Intoccabili. Ingresso libero con prenotazione obbligatoria. A cura di AGIS Lombardia il cortometraggio Sono innamorato di Pippa Bacca, la sfortunata artista morta in Turchia a cui è stato dedicato il giardino della Casa degli Artisti di caso Garibaldi/Tommaso da Cazzaniga.
Ved link:

La Fondazione Ente dello Spettacolo organizza presso l università Sacro Cuore una serata su Fellini a 60 anni dall’ uscita della sua Dolce vita (1960). I film della mostra di Venezia al cinema Palestrina.

Link correlati dell edizione 2018:
MILANO.MOVIEWEEK.IT
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GLI UFO IN SALOTTO di Edy Rulli

L ufologia nasce ufficialmente nel 1947 dopo un importante avvistamento da parte del pilota Kenneth Arnold ed è considerata una pseudoscienza poiché il tentativo da parte della maggioranza degli ufologi di applicare in parte il metodo scientifico per giungere a conclusioni “scientifiche” è rimasto tale essendo inattuabile. I numerosi progetti sullo studio ufficiale della storia degli UFO si conclusero senza dati di fatto ai fini scientifici; il primo di questi studi, il progetto SIGN, si conclude testualmente così: l esistenza dei dischi volanti nn poteva, né essere confermata, né essere smentita. La ricerca di vita nel cosmo resta comunque una delle più grandiose e affascinanti sfide per la conoscenza umana. Il confronto con una forma di vita intelligente aliena è un tema che affascina molti e a cominciare da Galileo e Giordano Bruno che per primi sostennero che possono esistere altri esseri viventi diversi da quello che la nostra immaginazione più sfrenata può concepire. La congettura che intelligenze extraterrestri cerchino di mettersi in comunicazione con altre identità a distanze interstellari resta tale e come tale il tema continua ad affascinare appassionati di tutto il mondo. La fantasia della gente comune si accende al pensiero dell esistenza di presunte razze aliene, presunti sbarchi di velivoli di provenienza extraterrestre come ci ha mostrato il film di Spielberg ET, ma la forza immaginifica dell individuo raggiunge i massimi livelli sull ipotesi di sparizioni di persone semplicemente “rapite” da alieni. In letteratura fanno bella mostra di sé ben 254 libri di Ufologia. In alcuni si cerca di ricostruire la genesi e lo sviluppo di idee relative alla presenza nel passato di extraterrestri sul pianeta Terra la cui narrazione si snoda attraverso la narrativa fantastica e divulgazione scientifica. Il grosso della produzione nel corso del Novecento e anche in Italia dopo la fine della 2.Guerra Mondiale si vede la nascita della Science Fiction originaria dell America. Alcuni libri trattano l ipotesi di campi magnetici che si pongo in una via di mezzo tra l ipotesi naturale e quella psico sociologica, altri prospettano la possibilità di palle di fuoco che si svilupperebbero per la combustione di gas all interno di vortici atmosferici. Secondo il neurologo canadese Persingers, i campi magnetici vaganti nell atmosfera potrebbero interferire con il cervello umano e causare allucinazioni di vario genere. In altri casi e in determinate circostanze, i dischi volanti rappresenterebbero visioni, oggettivazioni fantastiche in un inconscio troppo duramente represso. E ancora e con le dovute cautele, viene introdotta l ipotesi che esista una sincronicità tra inconscio e fenomeno naturale. Verso la metà degli anni ’70 si ipotizzano proiezioni psicologiche nonché l influenza di una intensa produzione di libri, film, serie televisive di  fantascienza, causa convenzionale di proiezioni psicologiche che causano una specie di “sogno da svegli”. In alcuni libri si sottolinea l affinità fenomenologiche tra fulmini globulari e alcuni casi UFO. Oltre il cielo, oltre la scienza a cura di CICAP, è uno dei tanti libri partoriti dalla mente fantasiosa di autori a volte gente comune oltre che scrittori e scienziati che si sono però avvalsi di testimonianze attendibili e attestazioni da parte della comunità scientifica.

Doris Canetti, poetessa e pittrice, di cui si è già occupata questo blog, ha dedicato molti anni della sua vita ad assemblare materiale, foto ed interviste a testimonial di fatti realmente accaduti e documentati di fenomeni extraterrestri. Segue le linee guida dello studioso Roberto Pinotti, scrittore, giornalista, ufologo di cui ama citare il seguente testo tratto da Notizie Net: “…di sicuro nn vogliono problemi con noi. Usano la Terra come scalo, ma da sempre nn interagiscono con una civiltà inferiore e violenta, mantenendosi a debita distanza. Nn si fidano e forse fanno bene.” Né l interesse economico, né le mire di uno scoop, né la bramosia di apparire sui media (il mondo di Internet e Social nn le appartiene e né ambisce a farne parte), né alcun altro tipo di visibilità in altri ambiti sono imputabili alla Canetti; sempre e soltanto una sana e disinteressata passione per la materia e la ricerca della verità che si concretizzeranno nella stesura di un libro in fase di realizzazione. Il testo che segue fa parte della raccolta di testimonianze che saranno pubblicate con la presentazione dell autrice stessa DORISKA in arte, fondatrice de IL SALOTTO DELLA POESIA come ricordato nel post a questo link:

https://commonspeeches.com/2019/11/06/il-salotto-della-poesia-decennale-alda-merini-di-edy-rulli/

Link correlato:

John Was Trying To Contact Aliens. Il documentario su Netflix

Le profezie di Papa Giovanni

Tratto dal libro Le profezie di Papa Giovanni
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BUIO OLTRE LA SIEPE – Le Marche bellezza infinita – di Edy Rulli

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…E questa siepe, che da tanta parte / Dell ultimo orizzonte il guardo esclude.…La citazione leopardiana solo per ricordare i 200 anni dalla nascita della più celebre delle sua poesie conservata nella biblioteca della casa nativa di Recanati, vista lo scorso anno da oltre 100.000 visitatori; di fatto la siepe, intesa come barriera, ha solo valore simbolico e c entra poco con il discorsetto che andiamo a fare. Questa regione infatti è tutta proiettata al futuro, vede benissimo oltre la siepe e ha già da tempo individuato gli obiettivi da perseguire con un programma di tutto rispetto per il rilancio turistico del territorio dopo le devastazioni del terremoto di quel terribile 24 agosto 2016. Guardare oltre la siepe per creare spazio alla sinergia pubblico e privato con investimenti mirati che vadano oltre ai 167 Mln, di euro del bando europeo per promozione e accoglienza i cui fondi sono peraltro da rimodulare. Un impegno quinquennale già collaudato e che terminerà nel 2022, ma solo sulla carta e in termini di finanziamento pubblico, ma che dopo, con l aiuto di tutti, continuerà fino a colmare il gap prodotto da quella terribile calamità naturale che nessuno dimentica, con l intento di raggiungere i picchi dell anno d oro 2015. Molto è stato fatto e il mercato estero si è ripreso, in particolare la Germania, ora si punta alla Russia e al Nord Europa e come migliorare i collegamenti con Svezia e Norvegia. Sembrava una mission impossible poter riunire 45 opere di Raffaello dislocate in 17 paesi diversi per farne una mostra, invece è stato possibilissimo e addirittura in 3D. “Una Mostra Impossibile” solo di nome, allestita per commemorare i 500 anni dalla morte di Raffaello che di fatto partirà in un tour internazionale dall aeroporto di Falconara Marittima rotta Bruxelles, Parigi, Mosca, Sofia, Monaco di B., Francoforte, Vienna che sotto sotto vuole anche promuovere turisticamente questa Regione. Altre mostre a Urbino, Loreto, Jesi. Urbino, patrimonio Unesco, dove risiedeva la corte del Duca di Montefeltro, è rimasta tale e quale come allora; il suo Palazzo Ducale che ospita la Galleria Nazionale delle Marche, ha visto transitare nel 2019 la bellezza (anche in senso lato) di 280.000 visitatori paganti. Raffaello e il Bramante con le loro opere ne fanno la culla del Rinascimento. Pesaro che ha dato i natali a Rossini e Pergolesi, è polo musicale per il suo Conservatorio e l Opera Festival. Altri post di questo blog sull aspetto culturale dell iniziativa ai link sotto indicati. Si vuole coniugare turismo e cultura, niente di più facile viste le bellezze naturalistiche della Regione che però ha ancora qualche problemino nella stagionalità, si mira infatti ad un turismo che copra 12 mesi all anno e lasciare alle spalle il turismo solo balneare che tuttavia resta il settore trainante dell economia locale e. Le Marche, unica regione al plurale, offre un paesaggio plurimo che va dai monti e colline al mare, percorso che si può fare tranquillamente in un ora di tempo grazie all importante rete di ciclovie e cicloturistiche per ben 900 km dal costo di 50 Mln di euro. 24 percorsi ciclabili per principianti e più esperti. 4 parchi, 6 riserve naturali, il tutto al servizio di un turismo esperenziale di tutto rispetto. Sagre autunnali del tartufo bianco (ved. link), appuntamenti culinari e nn. Fabriano è il bancomat di molti paesi, nelle sue cartiere si stampano banconote per tutto il mondo. La splendida Riviera del Conero, secondo promontorio dopo il Gargano, strizza l occhio ad un turismo d élite.Tutto questo è …quel paese che sta sulla collina… del marchigiano Jimmy Fontana, riproposta a Sanremo dal complesso I Ricchi e Poveri; una miriade di Borghi incastonati in oltre 230 Comuni che poggiano su colline uniche al mondo con il loro dolce degradare dai monti al mare. Tutto questo patrimonio nn è sfuggito alla Lonely Planet che assegna il 2° posto nella top ten e unica destinazione italiana in classifica, a conferma del suo ruolo di rilievo a livello mondiale. Riconoscimento che si colloca parallelo al più noto Bandiera Blu per la classificazione dello stato dei mari. E scusate se è poco!link correlati:https://commonspeeches.com/2018/07/02/unestate-darte-nelle-citta-marchigiane/https://commonspeeches.com/2018/06/15/capolavori-sibillini-le-marche-e-i-luoghi-della-bellezza-di-edy-rulli/https://commonspeeches.com/2018/02/20/bit-2018-fiera-internazionale-turismo-le-marche-on-the-road-di-edy-rulli/https://commonspeeches.com/2015/10/23/bianco-o-nero-purche-sia-tartufo-le-marche-si-presentano-di-edy-rulli/https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=1883743921755362&id=100003593177989https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=1883492568447164&id=100003593177989https://www.artribune.com/arti-visive/archeologia-arte-antica/2020/03/rinascimento-marchigiano-mostra-roma/?utm_source=Newsletter%20Artribune&utm_campaign=bac98ff608-&utm_medium=email&utm_term=0_dc515150dd-bac98ff608-154007945&ct=t%28%29&goal=0_dc515150dd-bac98ff608-154007945https://www.centropagina.it/ancona/marche-bit-milano-successo-regione-turismo-fiera-pieroni/

Link correlato:

500 anni dalla morte di Raffaello. Urbino celebra il suo artista con una mostra “impossibile”

Patrizio Roversi conduttore TV di Turisti per Caso, esperto di viaggi, ha commentato brillantemente Le Marche nel corso della presentazione.Palazzo Bovara cso Venezia 51 ho ospitato l evento

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oof Olio Officina 2020 (nr.3) – Olio tunisino questo sconosciuto – di Edy Rulli

Il ramoscello d ulivo è universalmente riconosciuto come simbolo di pace e si ricorre a questa simbologia come auspicio di fratellanza e unione tra i popoli, spesso inascoltato. Fermo restando alle sue indubbie e riconosciute proprietà nutraceutiche e analogamente nell alimentazione, l olio che si ricava dai suoi frutti ha valore sia dietetico che figurativo, di assemblare il cibo, far da collante tra i vari ingredienti, favorendone la funzione digestiva. Ma alla luce del recente polverone sollevato nel WEB legato alle importazioni dalla Tunisia, motivo di vasto contraddittorio nonché di divisione da parte di un pubblico quanto meno impreparato/disinformato, sembra che il peso del nobile e simbolico ruolo attribuito all olio sia stato ridimensionato a mera sostanza aggregante utile al gusto e alla cottura del cibo e nulla più. Tutto si unisce, tutto si divide e diventa materia di controversia quando entrano in gioco di interessi economici individuali e del proprio paese.

“…che ne sai di un campo di grano…” Cantava Lucio Battisti. Ebbene, dobbiamo sapere che l olio tunisino è di buona qualità e paradossalmente anche il grano canadese al netto del glifosato, entrambi sono presenti sulle nostre tavole da anni in forma più o meno anonima, opportunamente occultato agli occhi del consumatore, l olio è usato per creare i blend ,arte in cui siamo molto bravi, un po’ meno nel pretenderne il merito perché la tecnologia nn ha confini né frontiere, chiunque può copiare le nostre tecnologie con buona pace di chi le ha inventate e investito i propri denari per realizzarle. Tutti i paesi che si affacciano sul Mediterraneo, come pure la Sicilia, godono del Microclima e i loro prodotti oleari sono naturalmente biologici; nn conoscono la chimica e tanto meno la temutissima mosca olearia, coltivazioni che escludono quasi totalmente l uso di fertilizzanti. Benché in alcuni paesi la loro sia un agricoltura prevalentemente arcaica, nn si lasciano intimidire dalle sperimentazioni relative alle tecniche per ridurre il consumo di acqua essendo questa risorsa preziosissima. Tutto ciò viene detto a fronte delle Fake News circolate sul WEB ad opera di troll pilotati da grossi interessi; sia chiaro che noi dobbiamo essere liberi di poter fare scelte consapevoli in base ad informazioni esatte e oneste, liberi di comprare olio tunisino o grano canadese, ma ciò fatto sulla base di informazioni attendibili. Nel 2016 a seguito di una fake news, esplose la bolla dell olio di palma, ora usato per biodiesel e diesel, la cui produzione è solo calata, ma nn cessata del tutto; per l eccedenza si è passati all uso di olio di girasole con contenuto in acido oleico molto simile a quello d oliva e adatto alle alte temperature di fritture e dolci da forno industriale. L Ucraina e la Russia producono da sole metà della produzione mondiale. Ved. Link Assitol: https://lnkd.in/gbDMxm6

La competitività tra paesi è materia alquanto complessa avendo ciascuno di essi caratteristiche climatiche e socio economiche, politiche, legislative, standard produttivi, diversi l uno dall altro che a volte rendono i nostri prodotti meno competitivi. Anche il grano tunisino è ottimo, buon per loro che il Padreterno abbia deciso di far splendere il sole su quelle terre per più giorni alla anno e al momento giusto. Nn dimentichiamo quante conseguenze, nn sempre buone, ha portato la guerra del Kippur con l occupazione da parte di Israele delle alture del Golan per l approvvigionamento idrico lasciando in sofferenza le terre a valle. A noi la scelta: olio tunisino a danno della nostra agricoltura, grano canadese con grande disappunto degli agricoltori pugliesi, e altrettanto inquinante essendo trasportato via mare per migliaia di km. prima di giungere fino a noi. E di fronte ai prodotti importati da Israele, come ci comportiamo? Fra le tante cose, l olio può essere considerato un attivatore di cultura e di legami collettivi, ma anche fonte di diatribe a sfondo ideologico e/o campanilistico.

Tanto facile è farci invadere dall olio tunisino nonostante le pastoie burocratiche e doganali, un vero e proprio onere essendo un paese extracomunitario, altrettanto difficile è esportare il nostro olio nel Nord Europa in particolare in Germania benché si sia in un regime di libero scambio. Questo paese infatti usa metodi di analisi sulla circolazione delle merci a dir poco discutibili e nn ufficiali e stridenti con la normativa in uso danneggiando così la filiera italiana e conseguentemente le nostre esportazioni. Si tratta di risonanza magnetica molecolare quale strumento di controllo che viene usato in esclusiva e senza possibilità di contraddittorio dalla GDO Tedesca presso i Laboratori EUROFINS, una verifica merceologica a loro esclusivo uso e consumo (ved. Link). La globalizzazione mette in competizione popoli dai diversi contesti e dalla storia controversa e noi spesso influenzati a fare scelte ideologiche e/o di convenienza. Che fare, se a fronte di un fabbisogno interno di 1 Mln di tonn. di grano, l Italia ne ha prodotto nel 2019 solo 300.000 tonn., cosa diamo ai panifici per produrre la nostra amata pasta? Che fare se le politiche agricole comunitarie europee sono ferme agli anni ’92-’93?

L economia del futuro sarà circolare, nn più lineare, centrata sull azzeramento dei rifiuti da smaltire, sì al riciclo e riuso, questo è l impegno da portare a termine entro il 2050. Le aziende devono/vogliono cambiare il modo di produrre e l agricoltura è all apice di questo processo di transizione. Bisogna però dire che il salto di qualità nell ambito europeo nn c è stato essendo la politica agraria ferma gli anni ’90 ed è l Europa per prima a bloccare l intero settore restando ancorati al vecchio sistema di rimborsi a sostegno degli agricoltori che varia tra i possessori di almeno 500 mq di parcella agricola ammissibile o 50 ettari di piantagioni. Il bilancio europeo destina il 40% al settore di cui il 73% erogati a fronte di rimborsi pari a 2 Mld di euro nel 2018 e 1,2 Mld nel 2019 di cui hanno beneficiato 584.000 agricoltori. Un possessore di 50 ettari riceve 300 euro a ettaro pari a 15.000 annui, suddiviso per 12 mesi ha un entrata media comparabile al RDC. Cambiamento vuole anche dire rinunciare a questo piccolo reddito che diversamente potrebbe essere convogliato verso un cambiamento radicale della gestione della politica agraria, pensato nel 1958 dal Trattato di Roma che ha previsto meccanismi di intervento a livello comunitario, ma fondamentalmente è rimasto immutato nel corso di tutti questi anni. Uno spreco enorme di risorse a cui nessuno vuole rinunciare, meglio poco che niente, meglio un uovo oggi che una gallina domani! Un cambiamento è possibile solo mettendo mano ad una riforma complessiva, gli stati europei devono poter esercitare potere legislativo mediante una seconda Camera demandando alla Commissione Europea, la UE deve essere una istituzione rappresentativa e ciò è possibile solo su iniziativa parlamentare per permettere al Parlamento di disporre modifiche agli accordi esistenti. Se ciò nn avverrà, l Europa rischia di implodere. A livello globale strategico, il documento agenda per lo sviluppo sostenibile ha molti obiettivi da raggiungere entro il 2030 supportati dalla UE, che prevedono l intreccio tra problemi sociali, relazioni uomo-risorse, lotta alle discriminazioni, equità e tutela dei diritti acquisiti, ricerca di un equilibrio complessivo ecc., il documento ONU prevede 17 obiettivi. I grossi investimenti del Green New Deal mirano a modificare il paradigma per una crescita che deve continuare, ma in modo diverso, che preveda il passaggio da combustibile fossile a industria generativa per creare un nuovo equilibrio tra uomo e natura.

“E’ compito delle politiche pubbliche accompagnare le imprese nella transizione ecologica. L agricoltura è al centro di questa transizione e deve saper cogliere la sfida della sostenibilità con una grande capacità di innovazione.”

Alfonso Pascale, storico dell Agricoltura.

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https://commonspeeches.com/2020/02/09/oof-olio-officina-2020-nr-2-il-bimbo-la-merenda-geniale-di-edy-rulli/

http://www.olioofficina.it/newsletter/334.htm

https://www.repubblica.it/economia/rapporti/osserva-italia/trend/2017/02/18/news/coldiretti_crollano_le_semine_di_grano_pasta_italiana_a_rischio_con_il_ceta_-158528884/?ref=HRLV-6

http://www.olioofficina.it/saperi/economia/i-tanti-ostacoli-alle-importazioni-d-olio.htm

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oof Olio Officina 2020 nr.2 – Il “bimbo” – La merenda geniale – di Edy Rulli

Alla prova del cuoco conosciamo Luca di Biella, un signore ex bancario che ci racconta come decise di lasciare il suo posto sicuro in banca per seguire la vocazione di panificatore (folgorato sulla via per Damasco, ndr). Nel lontano 1983 ricevette l eredità paterna di una mattonella di lievito madre e tout court decise di seguire il proprio istinto naturale, come naturale lo è il lievito, e che quello sarebbe stata la svolta esistenziale e professionale tanto attesa, il primo mattone su cui fondare una nuova vita. Tutto ebbe inizio con quel panetto di lievito che ha lo stesso valore iconico di continuità sia per le cose materiali che per le persone. La sua vita e quella del fagottino di lievito scorrono parallelamente, lui accudisce i figli naturali come fa per il suo “bimbo” di lievito adottato, avvolto in un canovaccio di tela satin molto resistente al cui interno si sprigionano fino a 70 ate (atmosfere) che potrebbe strappare il tessuto (forza della vita, forza della natura (ndr) e sono batteri vivi di lievito perennemente in fermento, una colonia di miliardi di organismi attivi a tutti gli effetti che convivono felicemente tra loro, si evolvono, si modificano, si accoppiano e si riproducono. A volte lui accarezza quel fagottino che va curato, come i suoi figli d altronde, la temperatura delle sue mani trasmette al “bimbo” sensazioni, stimola la riproduzione, così come la carezza di una mamma agisce sullo sviluppo del cervello di un neonato favorendo la produzione di serotonina; è molto sensibile a quello che si svolge al di fuori del fagotto, ma è felice di avere un papà. E più i batteri sono felici, più il lievito con la farina daranno un pane buono, come buoni sono i frutti di una vita vissuta bene. I batteri hanno tutto quello che serve alla fermentazione, sanno quello che devono fare, ma hanno bisogno di tempo, tanto più è lento, tanto più è buono il prodotto che si ottiene. Per il pane salato la lievitazione è più corta, quindi da preferire è quello senza sale, più salutare. Secondo il messaggio della Genesi “andate e moltiplicatevi”, sulla stessa stregua dell uomo, il lievito madre nn ha mai smesso di riprodursi, senza sosta fino a giorni nostri. Se ben accudito, conservato, nutrito, libero di respirare, nn soffocato dalla plastica, vivranno entrambi in eterno. Lievito e farina per il pane l abbiamo, i pesci pure in particolare le Sardine che abbondano nn solo nel mare, dov è il problema? La sopravvivenza del Pianeta è assicurata!La merenda geniale. Sono stati presentati molti tipi di pane fatti con farina tipo 2 e con il 30% del peso di lievito con tempo di lievitazione variabile di ca. 24 ore senza contatto con l aria, il tempo necessario per mangiare gli zuccheri, in uso anche per la produzione di birra. L opzione dei cereali è un valore aggiunto: pane con il farro, il più antico in assoluto, dal sapore delicato; con segale condito con olio pugliese ricco di coratina che pizzica in gola e lascia un po’ di amaro sulla lingua grazie ai polifenoli, un fruttato verde che sa di campagna, una favola!; con grano Saraceno al 25% altrimenti l impasto sarebbe troppo duro; farina tipo integrale più FEFF, un cereale senza glutine per gli intolleranti. Il tutto condito con oli diversi scelti per evitare che un sapore sovrasti l altro, a pane delicato, olio delicato e così via. Pane e olio la Merenda geniale della mia generazione e da evidenti qualità “nutraceutiche”, patrimonio UNESCO (ved. link olio d oliva usato per la prevenzione dei tumori in America. Purtroppo il consumo di pane come per l olio, è in diminuzione e andrebbe rilanciato. Questo è quanto dovrebbe farci riflettere per il futuro delle prossime generazioni.(segue Post nr. 3 della serie Olio Officina)Link correlato:https://commonspeeches.com/2020/02/08/oof-olio-officina-2020-lolio-dei-popoli-1-di-edy-rulli/https://commonspeeches.com/2020/02/14/oof-olio-officina-2020-nr-3-olio-tunisino-questo-sconosciuto-di-edy-rulli/https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=2385747054888377&id=100003593177989https://commonspeeches.com/2020/02/08/oof-olio-officina-2020-lolio-dei-popoli-1-di-edy-rulli/https://www.ansa.it/canale_terraegusto/notizie/mondo_agricolo/2020/03/31/coronavirus-il-lievito-manca-perche-si-coltiva-e-non-si-fa-_7cb5ccba-0739-4dd5-8b3c-06f6bec8dca7.html

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oof Olio Officina 2020 – L’olio dei popoli (1) – di Edy Rulli

Il Festival di Sanremo è in pieno svolgimento con uno share di visualizzazioni molto alto (oltre 10 Mln di spettatori!) e io qui a parlare di olio. Ma sì, parliamone, ma che almeno sia extra vergine. Lasciamo alle canzoni il compito di fare da sottofondo musicale a questa 9° edizione di Olio Officina con buona pace per tutti. Si festeggia infatti il 60° anniversario della categoria merceologica “olio extra vergine d oliva” e i 10 anni di attività del progetto culturale Olio Officina, ideato da Luigi Caricato. Nn è per il sottofondo sonoro che questa edizione, gradevole e interessante, va giù liscia come…l olio, appunto, ma è per il suo tema di fondo affascinante “l olio dei popoli” che evoca l universalità di questo alimento originario dei paesi arabi poi diffusosi in tutto il bacino del Mediterraneo, conosciuto e consumato in tutto il mondo (paragoni con McDonald’s, Coca Cola e Pizza sono superflui, prego astenersi! ndr). Scherzi a parte, i veri protagonisti saranno gli oli provenienti da Spagna (primo produttore al mondo), Grecia, Tunisia, Marocco, Turchia, Cile, Argentina, California e da terre lontane come l Australia e per la prima volta il Giappone (Sayonara!). Olio dell Impero del sol Levante, e pensare che noi eravamo rimasti fermi ai magnifici oli di Imperia riviera di Ponente e quella di Levante. Globalizzazione inarrestabile, chi la ferma più! Tutti sanno che l olio extra vergine costa più di quello normale che nn lo è, nn lo è mai stato o che ha perduto la presunta “extra” verginità. Diciamo che viene così definito dopo aver superato prove sia chimiche che organolettiche e deve rispettare tutti i parametri previsti in base ad un panel test su sapore, colore, odore, aspetto, eseguito da assaggiatori e laboratori accreditati ed hanno valore legale; deve essere controllato l origine e la provenienza dell olio; secondo il regolamento UE 2568/1991, viene accettato l olio ottenuto mediante estrazione con solo metodo meccanico che deve rispettare una serie di parametri chimici e organolettici.Il ruolo del panel test nei procedimenti giurisdizionali è importante ed affidabile e per questo boicottato dalle coop spagnole che ne chiedono l abolizione. Nel produrre olio, la chimica può essere perfetta ma il gusto può variare a secondo della provenienza della pianta. Un bouquet di profumi da sogno, nocciola, mandorla, carciofo frutta secca, agrumi…In Italia esistono oltre 500 cultivar diverse, un numero molto alto di biodiversità presente in nessun altro paese. Nel 2015 i nostri coltivatori, causa la mosca olearia e il maltempo, videro dimezzata la produzione interna; ciò ha inciso sulla qualità e favorito la contraffazione per supplire alla carenza del prodotto da lavorare e poter far fronte alla domanda e ha visto fiorire un mercato truffaldino. Controlli all epoca effettuati portarono alla luce che su 20 oli esaminati 9 nn corrispondevano all etichetta di extra vergine. Abbiamo 200 aziende olearie attive in Italia che però nn sono in grado di soddisfare il fabbisogno interno pari a 1 Mln. di tonn/anno. Nel 2018 sono stati prodotti 180.000 tonn., nel 2019 300.000 tonn., sarebbero necessarie nuove piantumazioni, ma il rilancio del settore con nuovi investimenti nn ha brillato per tempismo e di fatto il ” buco” è stato tappato con le importazioni, anche dalla Tunisia con grande scalpore dei media. Si fa prima ad importare e costa meno causa anche le pastoie burocratiche e le politiche agricole UE sono ferme al ’92-93. Pensare di smuovere l Europa dopo la Brexit è pura utopia. Operatori abilitati all assaggio hanno il compito di valutare e certificare pregi e difetti e la loro stima può essere solo oggettiva e nn soggettiva. Se le olive sono ammassate in ambienti umidi in modo tale da provocare un avanzato grado di fermentazione o dell olio rimasto in contatto con o fanghi di decantazione, si avverte un flavor (sapore) di rancido causa processo ossidativo. I nostri nonni conservavano le olive in cantina e, come per il vino, valgono le stesse condizioni ambientali ottimali per una buona conservazione: luogo fresco, riparato dalla luce e nn soggetto a sbalzi di temperatura. Le muffe/umidità sviluppano nel frutto funghi e lieviti. Acidità, perossidi, alchil esteri sono altri valori da considerare per l attestazione di extra vergine. Il metodo adottato da alcune aziende prevede di conservare le olive prima della spremitura in silos di refrigerazione a temperatura costante a scanso di choc termici. Altro metodo è la filtrazione che rende l olio più limpido e ne riduce gli effetti dell ossidazione o la pastorizzazione come per il latte ed il vino, in quanto le qualità organolettiche (polifenoli di cui sono ricchi gli oli pugliesi e calabresi, più marcato in quelli giovani), si conservano meglio e più a lungo. Una norma per l ottenimento dell olio biologico è quella di cospargere le foglie della pianta di caolino, sostanza innocua molto usata nel campo alimentare, ciò permette il cambio di colore quindi inattaccabile dagli insetti che nn le riconoscono. Purtroppo la sostanza è molto labile e va ripetuta dopo ogni pioggia, un grosso lavoro vanificato che nn si presta alle coltivazioni intensive; è retaggio del passato caratterizzato da piccoli lotti di terreno ad uso diverso ricavati da grossi appezzamenti ricevuti in eredità successivamente frazionati i cui rispettivi proprietari coltivavano il proprio orticello come meglio credevano. La presenza sul terreno di erbe aromatiche conferisce alle cultivar il flavor che le caratterizzano come pure il clima del paese di provenienza. Con l abbinamento di varie cultivar, si ottiene il blend desiderato dopo l eliminazione delle sostanze volatili, per soddisfare un mercato più ampio di consumatori, trionfo delle sensazioni olfattive e noi siamo maestri anche in questo, nella selezione e negli accostamenti. L olio è materia vivente e nella cucina griffata l emulsione è da evitare preferendo l olio di arachide dato che l operazione di sbattimento in un frullatore gli farebbe cambiare colore (anche gli umani se si agitano cambiano colore in volto! ndr). Pertanto il colore originario dell alimento muterebbe. Nel nostro caso, la ricetta presentata Baccalà mantecato con insalatina di puntarelle, se il baccalà si fosse presentato giallo anziché bianco candido, che orrore! E tutti sappiamo quanto sia importante l aspetto esteriore dei piatti nella cucina degli chefs, sicuramente più decisivo all occhio che al palato. Su questo nn ci piove, parola di food blogger. Nel frattempo Sanremo sta per finire, grazie ai lettori per l attenzione e a risentirci alla prossima edizione di Olio Officina. Oh, dimenticavo: l olio d oliva extra vergine nn fa ingrassare nonostante l alto contenuto calorico (particolare nn da poco!): 900 calorie per 100 gr. 1 cucchiaio = 90 calorie, più di un uovo. Ma è un grasso vegetale essenziale considerato “buono” a differenza di quello animale. Privo di colesterolo con pochi acidi grassi saturi, è fondamentale nelle verdure per poter metabolizzare il suo contenuto vitaminico essendo oligo solubile e nella dieta mediterranea la più salutare al mondo, previene i tumori (ved, link) e molto altro. Grazie al contenuto di acido oleico, polifenoli e vitamina E, è antiossidante e anti infiammatorio (gli stati infiammatori sono l origine di tutti i mali del nostro organismo). Svolge un ruolo “nutraceutico”, combatte il diabete riducendo l indice glicemico di un pasto ( max 30 gr al giorno), quindi consigliato ai diabetici, solo se extravergine, e il colesterolo. Scusate se è poco!segue post conclusivo (2).Link correlati:https://commonspeeches.com/2019/02/01/olioofficina-2019-di-edy-rulli/https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=2385747054888377&id=100003593177989https://commonspeeches.com/2020/02/09/oof-olio-officina-2020-nr-2-il-bimbo-la-merenda-geniale-di-edy-rulli/img_20200207_1503381047215018.jpg

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A.A.A. SPONSOR CERCASI – Fondazione Milano Scuole Civiche – di Edy Rulli

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“Cultura del sapere” e “Cultura del saper fare” ovvero, tra il dire e il fare c è di mezzo…la Fondazione Milano che ha scelto questa definizione per contraddistinguersi da ogni altra Istituzione. Nn tutti la conoscono nonostante i numerosi premi istituzionali, riconoscimenti, medaglie di rappresentanza, Ambrogini d oro assegnati con merito per i loro 355 anni di attività svolta dalle 4 Scuole Civiche dai tempi della creazione della prima, la Scuola di Musica Claudio Abbado nata nel lontano 1862. Ne è seguita la Scuola di Teatro Paolo Grassi (1951), quella del Cinema Luchino Visconti (1952), quindi la Scuola Interpreti e Traduttori Altiero Spinelli (1980). Nel 2000 nasce la Fondazione che oggi festeggia il ventennale in concomitanza con l apertura dell anno accademico 2019/2020; nel 2018 si conclude il percorso grazie al quale tutte le scuole rilasciano titoli comparati a quelli universitari riconosciuti dal MIUR equipollenti a lauree triennali e diplomi accademici di primo e secondo livello AFAM. Espressione dello spirito che anima la società borghese, la Fondazione si prefigge di formare professionisti nelle diverse discipline, favorendo l incastro del linguaggio e dell arte con realtà professionali nazionali e internazionali, offrendo l opportunità di intraprendere percorsi di formazione universitaria per le discipline dello spettacolo e della comunicazione. La Fondazione ha oggi 3.000 allievi provenienti anche da 30 diversi paesi, ha 900 docenti ed è dislocata in sette sedi diverse e autonome l una dall altra, promuove la diffusione della cultura e del sapere sul territorio mediante incontri, spettacoli, concerti ecc. Molte di queste sono già note ai lettori di questo blog per i post pubblicati e sono: MiTo Settembre, Bookcity, Pianocity, eventi al Castello Sforzesco, BAM biblioteca degli alberi, Musei a cielo aperto ecc. Nell attività post-diploma, la Fondazione è impegnata nell accompagnamento al lavoro dei diplomati tramite il servizio job placement mettendo in contatto i giovani con le aziende di riferimento.

Nel corso di questi ultimi 20 anni molto è cambiato rispetto alle dinamiche globali, tutto si trasforma e ciò necessita radicali modifiche con notevoli costi per poter tenere il passo con la tecnica e l informatizzazione. Nel 2015 inizia la sfida EXPO che prosegue con Milano Cortina 2026, in questo lasso di tempo molta carne al fuoco messa dai crociati della “cultura del fare” coniugata con competenze tecniche, affinché un bacino di 200.000 di cui 30% studenti stranieri, che diventerà 300.000 nei prossimi 15 anni, abbia il meglio in quanto a strutture e strumenti di divulgazione. Guardando al futuro senza se, senza ma, la Fondazione si prefigge l ambizioso traguardo di diventare il primo Politecnico delle Arti, un vero e proprio campus quindi con una sede unica proponendo altresì le Olimpiadi della Cultura da affiancare a quella della neve, con protagonisti i giovani inventori di tutte le nazioni coinvolte nei giochi. Intende aprirsi a nuovi soci e graditi…sponsor, nonché rafforzare la collaborazione con le Università tra cui il Politecnico di Milano che già è al lavoro nell ambito di organizzazioni di macro-eventi. Nn meno importante è l economia tra le scuole civiche e il mondo delle professioni che richiede grandi sforzi economici. La Fondazione è un istituzione con un unico socio, il Comune di Milano, il quale notoriamente ha qualche problemino di liquidità essendo la sua sostenibilità finanziaria per quanto riguarda il suo contributo che è passato dal 95% delle entrate dell Ente del lontano 1862, agli attuali 63%. Va da sé che il gap va colmato con donazioni e volenterosi sponsor e magnanimi benefattori ai quali va sin d ora un generale benvenuto misto a sentiti ringraziamenti. Viene ricordato dall Assessore alla Cultura della Regione Galli, che il nostro Paese vanta un secondo brutto posto nella classifica della mortalità studentesca alias prematuro abbandono della scuola, è quindi necessario il massimo impegno da parte di tutti gli Enti preposti per migliorare la scuola adeguandola ai tempi che cambiano, anche con l aiuto di ricerche di mercato. In quanto all eventuale collocazione delle strutture pianificate, si potrebbe pensare alle aree dell ex EXPO, o altra zona periferica da ricercare nell ambito dell annoso discorso della riqualificazione delle periferie. Periferie? Già sentito qualcosa in merito, ma questa è tutta un altra storia!

Link correlato:

http://metronews.it/20/02/03/scuole-civiche-tra-tagli-e-rilancio.html

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Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti

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Civica Scuola Interpreti e Traduttori Altiero Spinelli

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Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi

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Civica Scuola di Musica Claudio Abbado . Villa Simonetta

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PARIGI-HAMMAMET – A volte ritornano – di Edy Rulli

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Nn si è badato a spese. La già sede dell ex Fondazione Craxi, ora Centro Internazionale nella prestigiosa via Formentini 10 nel cuore di Brera, è veramente una bella location. Di fresca ristrutturazione durata 10 anni, fa spicco un design di alto livello, nessun particolare è lasciato al caso ed entrando si riceve l impressione che, nonostante la crisi economica incombente, di soldi ne girano ancora tanti, presumibilmente tanti come ai tempi d oro, quando era cuore pulsante del PSI, centro di riformismo laico. Anche i giornalisti invitati erano di un certo livello: Pierluigi Battista, Maurizio Belpietro, coordinatore Sergio Scalpelli, ospite Stefania Craxi, che hanno presentato il libro edito Mondadori Parigi-Hammamet pubblicato dalla Fondazione Craxi sugli ultimi anni di esilio dell uomo politico, una spy-story nn tanto sulla sua vita privata, ma quella del paese di come era e di come siamo diventati. Un paese che vanta una storia avvincente e a tratti sconcertante degna del potenziale narrativo di un John Le Carré, ma è ancora riduttivo. Un altro libro su Craxi è stato pubblicato di recente di Claudio Martelli dal titolo L Antipatico, aggettivo che cela sotto false spoglie lo statista un po’ mariuolo, ma nn per sua colpa, leader del Riformismo Liberale nell Italia del boom economico, difensore di popoli oppressi tra cui quelli del sistema sovietico, impegnato a fronteggiare il comunismo, portatore di cultura riformista, ma nel contempo e in modo stridente, Craxi era impegnato a far funzionare il sistema dei Partiti con ruberie a vario titolo, che ha visto sottrarre alla ricchezza del Paese il 10% del suo PIL (fonte giornalistica). Anche il film Hammamet del regista Amelio contribuisce alla palese volontà dei suoi sostenitori di voler ricostruire/riabilitare un mito del passato. Oggi tutto è possibile: negare l esistenza dell Olocausto, negare genocidi, affermare il contrario di tutto, tutto è materia opinabile se fatto democraticamente in rispetto al diritto di parola/opinione/pensiero. Potrebbe essere proposta la santificazione di Hitler e di Stalin o la scomunica del Papa, why not? Il libro è una riflessione sull Italia di ieri e di oggi anche se nn esistono termini di paragone con i tempi attuali e quelli di allora in cui l economia tirava e il mondo nn era globalizzato. Infatti, ogni fenomeno andrebbe contestualizzato con l uso di parametri sempre diversi. Si possono fare solo considerazioni di merito.L Italia era la 4° potenza mondiale, cresceva ad un ritmo del 4%, una crescita che però portava il DP dal 60 al 90% e a MIlano, la città da bere, un inflazione fino al 2% negli anni dall ’81 al ’91. Paladino del socialismo liberale, con Craxi gli italiani si scoprirono grandi risparmiatori accumulando fortune in BOT e CCT e investendo nel mattone, cosa che faceva sì lievitare il DP in modo abnorme e rappresenta una palla al piede per le future generazioni, ma oggi a beneficiarne sono comunque sempre i loro figli e nipoti, al netto di quel 10% della cresta fatta dai Partiti come accennato sopra. Disponevamo di una classe dirigente corrotta e assoggettata alla morsa mortale del sistema partitico, ma pur sempre capace e preparata, con anni di gavetta alle spalle, che ha saputo creare grandi realtà industriali come l Eni, Fincantieri, Ansaldo, Breda, Dalmine, Italsider, Pirelli, Fiat, Alfa Romeo ecc. con notevoli capacità manageriali, senso delle istituzioni. Una classe dirigente spazzata via da Mani Pulite oltre che con i suicidi Cagliari, Ambrosoli, Sindona, Gardini (?), Calvi (?), tutti collegati alla maxi tangente Enimont. Una Mani Pulite che spazza via inquisiti, ma anche inquisitori (ved. caso Di Pietro). Secondo Norbio: ” Legalità e giustizia nn sempre combaciano. Sergio Cusani fu l unico a finire in carcere nonostante il polverone sollevato. Classe sostituita oggi da elementi la cui miseria è sotto gli occhi di tutti. La Libia, unica risorsa energetica, ci sta sfuggendo di mano, il caso Riva-Ilva, Soc. Autostrade, imprese che chiudono o delocalizzano. Immigrazione incontrollata. Con Mani Pulite inizia l intensa stagione dell eliminazione per via giudiziaria e mediatica dell avversario politico. Una politica inerme che ha visto 149 Governi in 157 anni dall Unità d Italia. Solo un Governo è durato 5 anni, un lustro, un era geologica dal 2001 al 2006 (lo chiameremo Governo Durex! ndr). Quindi, negli anni ’90 il crollo della classe dirigente e fine della Prima Repubblica, l Europa e l Euro hanno fatto il resto bloccando la crescita, a crescere solo il DP. Grazie all egemonia di Francia e Germania perdiamo il 30% del nostro PIL. Nessuno che difende gli interesse nazionali. Aziende fiori all occhiello del made in Italy in pasto a capitali stranieri. Giornali forcaiolo asserviti al potere. Bersaglio di lobbies e potentati finanziari. Craxi aveva combattuto il comunismo e fu l unico a pagare per il finanziamento occulto ai partiti, PCI, DC, ecc. ne uscirono indenni. Personaggio scomodo anche agli occhi degli americani per il caso Sigonella. Ma una volta rimossi gli ostacoli del pericolo comunista, questo nn bastava più, un disegno occulto imponeva di spazzare via anche una parte della nostra sovranità e a volerlo era l America, anzi, no, l URS. Secondo Belpietro il piano era ordito dalla Russia, vero!Ugo Intini: “Finita la contrapposizione Est-Ovest, l Europa poteva diventare un temibile concorrente economico e potere politico. In tutti i Paesi vi furono scandali, ma nessun sistema democratico fu stravolto. Solo l Italia. Craxi aveva previsto il fallimento della UE e i disastri nazionali con 20 anni di anticipo e ci imponeva di pretendere la rinegoziazione dei parametri di Maastricht (ved. link). La platea presente alla presentazione del libro viene invitata a ricordare Craxi come uno statista di sinistra nella storia positiva italiana diventato ad un certo punto scomodo e fatto fuori dal giustizialismo di sinistra facente parte di una manovra globale, dobbiamo quindi cambiare la narrazione di quegli anni. Il Bettino nazionale (nn Bottino, ogni riferimento a quel 10% del PIL è puramente casuale, ndr!), teoricamente potrebbe essere evocato per riempire l attuale vuoto politico e le premesse ci sono tutte per chi volesse farlo. Rivalutare un personaggio politico della sua stazza si può, tutto è possibile. La telenovela continua. Un comitato appositamente istituito per commemorare i 20 anni dalla sua morte ha un ricco palinsesto da proporci, prossimamente su questo schermo!Questo e molto altro è accaduto nella Prima Repubblica, ma nn da meno nella 2°, nella 3° ecc. perchè si è continuato e si continua a rubare, come diceva l ex super commissario Piercamillo Davigo: “Dopo Mani Pulite nn hanno smesso di rubare, solo che adesso nn se ne vergognano più”. Su quello che è stato mettiamo una pietra sopra, ma se qualcuno decidesse e fosse in grado di far luce sui mali che affliggono questa Italietta allo sfascio e porvi rimedio avrà tutta la mia riconoscenza. Leggerò il suo libro, andrò a vedere il suo film se sarà la luce in fondo al tunnel. Prima di allora, no!

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OCCHIO ALLA TRUFFA ma c’è il SALVAGENTE! – di Edy Rulli

A dir poco singolare, uno spettacolo teatrale che affronta temi come la contraffazione alimentare, tariffe telefoniche, glifosato, falso Bio, fatti assolutamente veri e portati in scena da attori veri al Teatro Filodrammatici e il tutto voluto dalla rivista il Salvagente di Matteo Fago, leader nei test di laboratorio al servizio del consumatore, che altresì rilascia la certificazione Zero Truffe, bollino speciale che certifica l idoneità di un servizio a seguito di specifici test a tutela del consumatore, come previsto dalla Legge 3 del 2012.

Una storytelling di truffe e truffati, imprenditori virtuosi e non, ad assistere un pubblico oggi più informato di ieri, bisognoso di una sempre maggiore informazione che il Web riesce sì a dare, ma con le dovute riserve. Il progetto presentato si chiama Zero Truffe e rispecchia i temi trattati dalla rivista mensile ora disponibile anche on line. Pensato come un servizio a quegli imprenditori virtuosi di buona volontà che si ergono a paladini nella lotta contro le truffe e chi vuole arricchirsi ingannando il prossimo. L informazione nn basta mai per rendere tutto più trasparente dal momento che leggi, normative, etichette, bollini ecc. tutto si può bypassare ricorrendo all astuzia, deve essere quindi certa, verificata ed esente da fake news purtroppo sempre in agguato. La rivista nasce 30 anni fa quando la società nn era ancora così complessa come oggi strutturata nella fiducia, in cui il consumatore nn conosceva i propri diritti e nessuno si eleggeva in sua difesa. Grazie ai Media, l informazione è oggi più diffusa e lo sarà maggiormente nel 2021 quando la fibra coprirà il 90% dell intera rete informatica permettendo una maggiore ramificazione su tutto il territorio nazionale. In merito viene auspicata più sicurezza nelle banche dati per ottimizzare il servizio essendo il digitale totalizzante e investe tutti i settori dell economia. Su Cyber security (ved. link a fondo pagina). Il Vice Ministro degli Interni Matteo Mauri presente all evento, sottolinea la necessità di un patto per una maggiore trasparenza. Cita un fatto di cronaca avvenuto decenni fa del metanolo nel vino che causò dei morti e vide ridursi la fiducia del consumatore che ne porta vivo ancora il ricordo. Il caso è servito a far puntare i fari su questo prodotto e, dato che nn tutti i mali vengono per nuocere, paradossalmente la qualità merceologica del vino ne usciva migliorata. Tuttavia, benché l ubriacatura o meglio lo stordimento generale dell opinione pubblica sia ancora vivida, proprio in questi giorni è esploso nel Pavese un nuovo caso di contraffazione, quindi bisogna tenere sempre alzata la guardia. In quanto a sicurezza e trasparenza siamo messi meglio di altri paesi essendo noi gli unici a disporre di una Polizia Postale con valenza di Commissariato PS anche on line presso cui è possibile denunciare truffe subite via Internet. In passato si sono verificati casi di false informazioni che hanno seriamente danneggiato imprese come la Salsa Mutti, poi fortunatamente riabilitata. La rivista fa giornalismo su test di laboratorio spesso rivelatisi più efficaci ed attendibili di quelli di fonti ufficiali; i dati risultati dalle inchieste vengono fatti incrociare con quelli di fonte universitaria, le Università di Napoli e Venezia usano metodi di ricerca tra i più innovativi. Vengono citati alcuni casi:

Nel 2015 i peperoncini indiani che nascono grigi cambiavano miracolosamente colore grazie ad un colorante cancerogeno con un ingrediente contenuto nelle vernici. Su 20 olii esaminati solo la metà era vergine e nn extra vergine. Dal 2005 al 2012, una dopo l altra in rapida successione come per un effetto domino, cadono i big dell industria olearia italiana perdendo la presunta “extra” verginità. Alla prova organolettica in base ad un panel test su sapore, colore, odore, aspetto, vengono declassati Carpelli classico, Bertolli, Collabora, Filippo Berio. Tra gli olii più sicuri quello dell azienda familiare Monini i cui componenti della famiglia responsabili effettuano di persona i controlli selezionando il prodotto all origine e la sua provenienza. Nel produrre l olio, la chimica può essere perfetta, ma il gusto può variare a secondo della provenienza della pianta. Micro tossine presenti nel grano canadese che ne ha decretato l azzeramento delle importazioni. Per favorire la crescita in un clima freddo, il Glifosato veniva spruzzato direttamente sulla pianta anziché nel terreno come diserbante. Antibiotici, cortisonici, antiinfiammatori assunti dagli animali nelle filiere di allevamento in dosi infinitesimali, ma che neonati e bambini nn sono in grado di metabolizzare. A lungo andare producono antibiotico resistenza. In 21 latti esaminati, 12 contenevano farmaci veterinari attivi al 49% nei campioni, esclusa la presenza di mico tossine. Sul tema fondamentale come l antibiotico resistenza, la Granarolo Gran Latte effettua 2 mln di controlli/anno per evitare che il latte antibiotato possa essere lavorato nei propri stabilimenti. Contenitori pizza e alimenti da carta riciclata in cui si trova di tutto anche il bisfenolo (plastica) mentre le normative, benché discordanti tra loro, esigono l uso di carta vergine. Bisfenolo A nei cartoni pizza confermato anche da test svizzeri ed è presente in lattine di cibo e bottiglie acqua in plastica dura. In merito è in corso una interpellanza presso la Commissione Europea. Il Triclosan è un antibatterico che si trova nei cosmetici, detersivi, ma anche dentifrici, sospettato di essere un interferente endocrino e cancerogeno; promette denti bianchi e sorriso splendente, ma, purtroppo, la sua azione nn si esaurisce qui e dopo una lunga lotta, anche la Colgate ha tolto questo ingrediente dal suo dentifricio. Micro plastiche sono riscontrabili in molti alimenti, bevande e acqua di falda. Sono considerate micro plastiche solidi insolubili costituiti da polimeri con dimensioni inferiori a 5 mm (ved. link in calce.) Di tutte le ricerche condotte nessun prodotto ne è esente in misura che varia da 18,80 a 89 micro particelle/litro invisibili ad occhio nudo. Riscontate tracce di alluminio nel cibo e pesticidi nel minestrone surgelato!

Molte Aziende si sono avvalse delle analisi di questo giornale ricevendo la Certificazione Zero Truffe; la loro è una scelta etica e di fidelizzazione che fa aumentare la fiducia del consumatore, quindi la resa sul piano economico è maggiore. Tra queste: Conad, Esselunga, Granarolo. Le Aziende meritevoli di bollino Qualità Media in base ai parametri di Salvagente sono: discounts come Todis, Eurospin, Lidl e della GDO (grande distribizione) Coop, Suply, Consilia, Gruppo Euro, Pam, Conad, Esselunga, Auchan, Carrefour.

Per concludere, gli strumenti per combattere le contraffazioni e l inquinamento ci sono, ma resta il fatto che un Azienda può continuare a produrre veleni e anche a basso prezzo, delocalizzando, in barba alle normative vigenti aprendo un dominio fuori dall UE. Ma questa è tutta un altra storia!

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https://commonspeeches.com/2016/04/19/contraffazione-made-in-italy-di-edy-rulli/

https://commonspeeches.com/2019/11/08/micro-e-nano-particelle-chi-ha-paura-dei-nani-di-edy-rulli/

Alluminio e l’allarmismo di Striscia la Notizia. Rischi per la salute? Pochi e solo se si usa in modo scorretto

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