SULLE VIE DELL ILLUMINAZIONE di Edy Rulli

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LAC Lugano Arte e Cultura, è una bella struttura che ospita il nuovo centro culturale della città di Lugano  e il MASI Museo d arte della Svizzera italiana nell adiacente e centralissima Piazza Bernardino Luini con la chiesa S.M. degli Angeli e la sua grandiosa raffigurazione della Passione e Crocefissione del Luini (1529) bella come poche, nn scalfitta minimamente dai secoli trascorsi. Il moderno e avveniristico edificio ospita la grande mostra Sulle vie dell illuminazione. Il mito dell India nella cultura occidentale dal 1808-2017 a cura di Elio Schenini. Il focus India si prefigge di far luce su quel mondo misterioso e contraddittorio che negli ultimi due secoli ha affascinato gli occidentali, nn solo artisti ed intellettuali, quel mito di un paese dalla millenaria cultura e 1.3 Mld di abitanti, che negli anni ’60-’70 coinvolse anche il mondo giovanile, un mito però sempre più a brandelli per l incalzare della globalizzazione. La ricerca alla alternativa ad un mondo consumistico vede la luce verso la spiritualità in un tunnel ancora tutto da percorrere. La realtà indiana odierna è complessa ed articolata e nn è quella del pensiero stereotipato dell immaginario collettivo. Il colonialismo inglese con molti testi e stampe diffuse all inizio dell ‘800 le prime immagini sull orientalismo. Nella seconda metà dell ‘800 si comincia a fotografare l esotismo, inizio ‘900 esplode la grande moda ispirata alla India. Usi e costumi di quel continente lontano si diffondono in tutto il mondo. Il pigiama, l uso del tè, lo yoga, la dieta vegetariana, l ascetismo per superare le negatività della vita moderna, l Ayurveda (la Scienza della Salute Indiana e la Filosofia dell Essere). Tutte opera, tendenze, testimonianze fotografiche di due mondi che s incontrano peraltro senza mai fondersi. Anni ’60-70 esplode una vera e propria indiomania facendo proseliti nel mondo artistico-culturale occidentale. Verificare se l India del nostro immaginario è quella vera, è compito di Focus India in mostra dal 24 sett. al 21 genn. 2018 a Lugano e in questo lungo viaggio temporale ci fornirà anche la chiave di lettura di una realtà composita oltre ogni limite. E a catturarci saranno le pareti trasparenti della struttura, proprio come quelle della Fondazione Feltrinelli di Milano, pensate per attirare e quindi aggregare il passante frettoloso nella rete della cultura; ampie vetrate danno visibilità e trasparenza a tutto ciò che si svolge all interno di questo immenso contenitore. Please, come in, un invito ad una full immersion collettiva, tutti insieme appassionatamente, alla scoperta dell India più autentica diversa da quella che immaginiamo. Una quasi Street Art o Art on the Road nn solo nella definizione, ma mera intenzione. Un esplicito invito a partecipare ai numerosi eventi che sono su musica, conferenza, lecture d oeuvre, percorsi guidati, approfondimenti, yoga e Bharata Natyam (yoga in movimento), tutto praticato negli ampi spazi della Hall del Centro con vista lago. Workshop e atelier per bambini con letture da Racconti illustrati dall India, Kim di Kipling, Siddharta di H.Hesse, per adulti letture dai diari di Pasolini, Moravia, Elsa Morante del loro viaggio indiano. La mostra inoltre contempla venti programmi su arti visive, architettura, musica, teatro e danza, che aiuterà a far luce sul rapporto fra cinema modernista e quello visionario dell India contemporanea. Grandi fotografi Salgado, Scianna, McCurry, Parr e cineasti come Rossellini e Lous Malle ci danno immagini crude dell estrema povertà locale che tutti conosciamo. La musica merita un commento. Già nel ‘600 i primi approcci tra la musica indiana ed occidentale, ma un vero exploit si verifica nell ambito della controcultura anglo-americana ad opera di poeti della Beat Generation (Beatles) ed altri, contemplando vari generi, rock, jazz e classica con notevoli successi. In particolare nel pop contemporaneo, il sitar che diventa pop, la chitarra slide si tinge d indianità, molte sono le influenze, ma una vera e propria interazione nn si è mai verificata. Le due culture musicali si attraggono nel vano tentativo di compenetrarsi con il solo risultato che tutti gli arrangiamenti fatti da musicisti indiani avranno sempre una netta connotazione tutt altro che occidentale e sono da subito riconoscibili poiché la melodia e sonorità degli strumenti indiani prevarica sull armonia della nostra musica che è invece composita e ricca di suoni strumentali e vocali. Delle tipicità queste che rendono impossibile l interazione dei due generi. Nella letteratura come nn citare l India di Emilio Salgari, libri all indice per volontà della Chiesa che nel dopoguerra (e dopo? ndr) andava a braccetto col regime politico. Il libro da evitare nn certo per l innocente passione che legava la perla di Labuan, Lady Marianna Guillonk a Sandokan, mitica tigre della Malesia, indimenticabile…!, ma perché era una chiara  denuncia al colonialismo occidentale!

Tutti i dettagli su http://www.india.luganolac.ch

 

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Interessante opera composta da luci esposta al Museo con un chiaro messaggio ambientalista: se tutti i paesi emergenti consumassero la stessa quantità di energia dei paesi industrializzati, in poco tempo le risorse del pianeta si esaurirebbero.

 

 

 

 

 

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2 risposte a SULLE VIE DELL ILLUMINAZIONE di Edy Rulli

  1. edyrulli ha detto:

    Carlo Paradisi
    +1
    Ciao Edy, ho appena finito di leggere il tuo articolo sull’India e l’ho trovato estremamente interessante, capace di invitare chi lo legge ad approfondire l’argomento. Mi ha anche fatto piacere ritrovare i riferimenti sopratutto a Pasolini e Hesse, mie letture di gioventú, quando essere giovani si credeva di essere i padroni del mondo. Mi hai fatto ricordare i tanti giovani, amici, che sono partiti in India, molti per vivere li e non tornare piú. Altra cosa che mi ha colpito positivamente è che le tue conoscenze si incastrano in qualche modo con tutto ció che riguarda i beni culturali, ed io, che lavoro in quel campo (archeologia), immagina quanto ne sia restato colpito. Altra cosa (ma non sono un critico letterario) è il tuo modo di scrivere, la costruzione delle frasi, la loro sequenza, le parole che esprimono bene i tuoi pensieri, restutuiscono al lettore un discorso fluido, comprensibile, senza fronzoli, in grado quantomeno di instillare nella mente e nell’anima la curiositá e l’interesse per una civiltá e cultura cosí lontane, ma anche in qualche modo vicine, alla nostra. A me piace scrivere e naturalmente leggere, ogni tanto mi cimento in qualche racconto breve sui miei viaggi in sudamerica, o qualche poesia in italiano o spagnolo. Mi aiuta a riflettere, a pensare, a fare i conti con le cose della vita. Ma non voglio annoiarti troppo, solo volevo dirti, per quel poco che conta il mio parere, che hai un gran talento. Ti ringrazio. Besos. 😘

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  2. edyrulli ha detto:

    Dal nome del blog si dovrebbe evincere che a parlare, anzi scrivere, è gente comune senza velleità alcuna, in uno stile né letterario, né giornalistico, ma in una forma corrente accessibile a tutti. Io nn sono una letterata, scrivo per passione, ho come riferimento un target di lettori che si aspettano da me un minimo di informazione sintetica e mai analitica e…molte foto. Ho il culto della bellezza (che è quella cosa che salverà il mondo!) tutto ciò che è bello va osservato e rispettato. Mi interesso a tutto ciò che è arte anche se nn sempre sono in grado di capirla a fondo, per la sola ragione che ci nobilita rispetto le innumerevoli mediocrità e brutture che la vita riserva. Uscire di casa per andare a chiudermi in un centro commerciale o un supermercato o a far fare ricette dal medico di famiglia, nn fa per me, è sempre stato così. Ognuno deve fare i conti con la propria natura e propensioni. Le mie doti di creatività le ho applicate nella scrittura, lo stile me lo sono inventato io ed è mia immagine e somiglianza. Rinnovo i miei ringraziamenti per il lusinghiero commento già espresso su Google+. Bye

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