INCONTRI RAVVICINATI CON IL PIANETA ROSSO al Museo della Scienza – di Edy Rulli

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Life on Mars, la canzone del compianto David Bowie, già nel 1973 accennava al Pianeta Rosso; qualche decennio prima altri autori ci deliziavano con la bellissima Luna Rossa. Nel 1877 l astrologo Giovanni Schiaparelli iniziava le sue osservazioni del suolo marziano, nel 1969 i primi passi sulla Luna, ma ancora prima la NASA mandava sonde ad esplorare Marte continuando fino ai gg. nostri con l apporto di una grande produzione di letteratura fantascientifica, film, e serie TV. Ma è la storia di questo pianeta che ci affascina, con i suoi crateri, canyon, deserti, dune, mari prosciugati probabili custodi di tracce di vita ancora tutte da scoprire, hanno alimentato la curiosità nn solo degli studiosi, ma anche agito sull immaginario collettivo. Questo è il motivo della mostra al Museo Nazionale Scienza e Tecnologia di Milano dal 9 febbraio al 3 giugno 2018 che espone in gran quantità dati e immagini dell ultimo mezzo secolo in questo Incontri ravvicinati con il Pianeta Rosso. All you can know about Mars! In attesa di una possibile colonizzazione, con il progetto ExoMars, gli scienziati si prefiggono di cercare, piuttosto che portare, la vita sul pianeta. Almeno, nn prima del 2030, data prevista per l invio di un equipaggio Marte e prima gli astronauti si limiteranno ad orbitargli attorno causa le potenti radiazioni cosmiche. Quindi, per il momento accontentiamoci di incontri ravvicinati, ma nn troppo. La mostra esporrà inoltre modelli delle sonde ExoMars TGO e Mars Express e di un rover della NASA progetto per lo sbarco 2020, la trivella Leonardo, il grande telescopio dell Osservatorio di Brera con il quale Schiaparelli osservò e descrisse la superfice di Marte. Scopo della mostra nn solo divulgativo, ma anche per rimarcare l importante contributo italiano all esplorazione con il programma ExoMars, iniziato nel 2016 con l analisi dell atmosfera, si concluderà nel luglio 2020 (durata 200 gg.) quando un rover robotizzato (5° della serie) potrà prelevare campioni di suolo marziano violandolo con una trivella dalla punta di diamante fino alla profondità max di 2 mt. dove le attività biologiche sopravvivono al riparo delle radiazioni. Sul fondo di un lago risalente a 3000 anni fa sono state trovate molecole organiche in campioni di terra e roccia contenente carbonio essenziale per lo sviluppo dell essere vivente. Comunque sia, i terrestri hanno grande esperienza in trivellazioni più o meno selvagge fatte su larga scala in tutti gli angoli del globo, dal deserto ai fondali marini, calotta artica ecc., ovunque ci sia stato sentore della presenza dell oro nero. Trattandosi di Marte, ad attirare è l oro blu, alias l acqua, gia’ oggetto di una precedente missione. È recente la scoperta di un lago sotterraneo di acqua salata, alla profondità di 1,5 km, con 20 km di diametro che le sonde del radar italiano Mars Express hanno rilevato. L imprenditore Elon Musk che con la modica spesa di 500.000 $ si è assicurato un prossimo passaggio su Marte, pensa di arrivarci già nel 2024, ma molte sono le difficoltà (anche nel 1969 per il lancio del primo satellite erano tante, ma poi si superano, potenza della scienza!) Considerata la distanza che ci separa, percorribile in nn meno di tre anni (54 Mln. di km, 140 Mln. dalla Luna), per il momento ci si limiterebbe ad inviare soltanto robot che notoriamente hanno meno esigenze degli umanoidi, nn bevono, nn mangiano, nn si sentono soli una volta catapultati nello spazio più assoluto, nn hanno crisi di astinenza per il prolungato distacco dai loro affetti.Il Driller è un gioiello di robotica spaziale il cui Spettrometro analizzerà il terreno, costruito nel laboratorio Leonardo di Nerviano (Milano) di cui andare fieri. Il progetto è frutto di cooperazione tra le agenzie spaziali europea, russa, italiana, NASA. L italiana Thales Alenia Space (67%) e Leonardo (33%) sono le guide del Consorzio Industriale Europeo (130 aziende).

La mostra ha altresì lo scopo di attirare i giovani alle nuove opportunità lavorative che offre il mondo scientifico nato oltre 50 anni fa, per effetto del ricambio generazionale. Sono infatti richiesti ingegneri, fisici, biologi, matematici, esperti in fisiologia umana per sostituire quelli che sono andati o andranno presto in pensione. Come già espresso in questo blog con gli articoli Space Girls 1 e 2 rispettivamente del 21 aprile e 28 maggio 2017, ved. link.

https://commonspeeches.wordpress.com/2017/05/28/space-girls-space-women-2-donne-alla-conquista-di-marte-di edy-rulli/

https://commonspeeches.wordpress.com/2017/04/21/la-dove-volano-le-aquile-space-girls-space-women-di-edy-rulli/

Certo, l ambiente di lavoro di un astronave sospesa nel vuoto in balia della forza gravitazionale, nn è dei più stabili, sicuri e confortevoli, nn si tratta infatti di Star Trek dove si camminava come sulla terra (potere della fiction!), grazie a generatori di gravità artificiale. Assenza di peso da nn confondere con quello corporeo altrimenti ci sarebbe la corsa allo spazio da parte di astronaute in sovrappeso. Scherzi a parte, sappiamo tutti che un ambiente del genere nn è facilmente sopportabile se nn dopo lunga, estenuante preparazione. Ma che sarà mai questa tanto temuta assenza di gravità in confronto al mondo del lavoro precario di oggi in cui fluttuano migliaia di lavoratori giovani e meno giovani senza la certezza del posto e il mantenimento dei diritti acquisiti. Tra l instabilità contrattuale e quella spaziale quale è la peggiore? Un appello quindi ai molti giovani diplomati e laureati in procinto di andare all estero a cercare lavoro a considerare che Marte nn è poi così lontano…! (ndr.)

Altri link correlati:

https://commonspeeches.com/2019/07/19/m-o-o-n-stregati-dalla-luna-di-edy-rulli/

http://dlvr.it/QywB6V

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4 risposte a INCONTRI RAVVICINATI CON IL PIANETA ROSSO al Museo della Scienza – di Edy Rulli

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