MUSEOCITY – 2° edizione marzo 2018 – Un arcipelago a Milano – di Edy Rulli.


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Quanti Musei ci sono a Milano? I più risponderebbero I dont know, gli stessi nn sanno che la nostra città è la capitale culturale italiana, entrata a pieno titolo a far parte del circuito mondiale città d arte. Città di Musei, la nostra, fatta di tanti mattoni rappresentata anche da collezionisti privati fino a diventare patrimonio cittadino, permettendo nel contempo una grande pluralità di proposta. Un patrimonio nn improvvisato, ma accumulato nel corso dei secoli, risultato di una stratificazione di vite e opere consolidatisi nel tempo che oggi si offre in una fitta rete di musei. Alle grandi famiglie meneghine Trivulzio, Belgioioso, Borromeo, Durini ecc., si affiancano i musei d impresa, legame tra industrie e arte, il collezionismo bancario il cui fiore all occhiello sono le Gallerie d Italia con opere di proprietà CARIPLO, oltre ai musei d arte, di storia, scientifici, sportivi, case e atelier d artista, studi d architettura e designer. Le case museo sono 15: Poldi Pezzoli, Villa Necchi Campiglio, Casa Manzoni riaperta negli ultimi anni, Casa Boschi di Stefano, Bagatti Valsecchi, Fondazione Pini, Centro Alik Cavaliere ecc. Tra civici e privati in tutto sono ben 70! e da ex isole sono oggi un arcipelago che racconta la città con la funzione di coesione sociale, interconnesse tra di loro da tanti ponti che ne facilitano la fruizione. Su questo arcipelago si è svolta la 2° edizione di Museocity (2-4 marzo 2018) voluta da appassionati collezionisti, promossa dal Comune di Milano in collaborazione con l Ass. Museocity, un iniziativa che a messo in luce il grande patrimonio museale milanese con 60.000 visitatori. Fulcro dell iniziativa è stato il Museo Segreto, un itinerario da percorrere in 45 musei alla scoperta di opere antiche e contemporanee “riconsegnate” ai milanesi, donate o acquistate da un collezionista privato, con la narrazione della storia che appartiene loro. Il percorso espositivo ha visto la presenza di ben 12.700 visitatori nelle sole tappe del Castello Sforzesco e Museo del Novecento. Cifre di tutto rispetto unitamente alle Case Museo (1500), 1000 alla Pinacoteca Ambrosiana e 4730 alle Gallerie d Italia. I più ardimentosi si sono spinti fino al MuFoCo di Cinisello Balsamo, spazio WOW in v.le Campania, MIC museo del cinema in F.Testi, PAC con 2000 visite. Nn da meno l installazione multimediale Il 5° Stato aperta fino al 2 aprile 2018 nella Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale – ingresso gratuito -, vista da 1000 persone in 3 gg., racconta con un linguaggio nuovo oltre 100 capolavori conservati nelle collezioni milanesi. Titolo ispirato al 4° Stato di Pelizza da Volpedo che vuole metaforicamente sostituire l esercito di lavoratori con opere in marcia verso di noi, come del resto è lo scopo di tutte le mostre che si fanno. Questa esperienza immersiva, visual show, consiste in una grande proiezione in cui i soggetti delle singole opere supportate da animazioni, prendono vita dando luogo ad un nuovo modo di fruizione dell arte.

Conferenze e dibattiti hanno implementato questo importante evento artistico sulla tematica della storia dei musei strutturalmente legata a quella del collezionismo privato, base fondamentale per la raccolta di opere e sulle modalità in essere come la donazione o il comodato a lungo termine, se ancora valide o necessitano un ripensamento. Sul mecenatismo per le arti e nascita delle collezioni museali, nonché la tendenza alla musealizzazione delle collezioni private, in particolare nell ambito contemporaneo. I musei sono realtà vive e raccontano la città che li ospita, punto di aggregazione e per questo con porte sempre aperte, si fa per dire, (consiglio quindi visitarli solo negli orari e giorni di apertura prestabiliti, per evitare sorprese! ndr). Questa convinzione spinge gli organizzatori ad investire sempre più risorse e i risultati si vedono. Il numero dei visitatori è costantemente in aumento, implementato anche da presenze straniere; migliore è l offerta museale cittadina grazie anche al potenziale accesso mediatico all informazione un tempo inesistente e agli ingressi gratuiti della prima domenica di ogni mese. Oggigiorno tutto si consuma in tempi rapidi, il consumismo mira più all utilizzo in tempi brevi che nn al possesso dei beni, viviamo in Liquid Times come affermava il sociologo Zygmunt Bauman, in una società in cui i protagonisti si trasformano da produttori a consumatori, dove tutto viene mercificato incluso l essere umano con relazioni usa e getta. Quindi, cosa c è di meglio di un Museo su cui investire, essi invitano a fermarci, soffermarci e riflettere sul valore delle opere prodotte nel passato e nel presente, con grande opportunità per l uomo (post)moderno di apprendimento e maturazione nell ottica di problematiche esistenziali.

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