I COLORI DEL MOTOMONDIALE di Edy Rulli

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Tanto per cominciare un ripassino delle nostre nozioni di latino. “Colore” deriva da celare, nascondere. I colori coprono le cose, ma celandole le esaltano. Il colore dà energia, sicurezza, prima di un combattimento gli antichi guerrieri si coloravano viso e corpo per esorcizzare la paura, i piloti di oggi indossano tute vistosamente colorate prima di sfidare la velocità a 350 km/h, anche se la paura è la stessa benché diversamente contestualizzata; ad accumularli la stessa naturale paura di ogni essere umano in situazioni di pericolo. Da qui il titolo della mostra al Museo Nazionale della Scienza e Tecnologia di Milano dal 5 al 3 giugno 2018 I colori del motomondiale con l esposizione di immagini coordinate da team mondiali e la collezione di caschi originali realizzati da Aldo Drudi, racing designer, grafico, in questi ultimi 40 anni. Dal primo di Graziano Rossi all ultimo di Valentino Rossi, oltre alle nuove grafiche dei tanti piloti di MotoGP, Moto2, Moto3. Nn solo caschi (100), 30 tute in pelle, 22 carene di motocicli, un automobile, due imbarcazioni, che poi proseguiranno il loro viaggio nelle principali capitali europee. La Motor Valley dell Emilia Romagna, un parco a due e quattro ruote unico al mondo fa conoscere con questa mostra la sua leggenda nata lungo la Via Emilia che ha la veneranda età di 2200 anni. Visto nascere miti quali la Ferrari, Maserati, Lamborghini, Pagano, Ducati, De Tomaso, Dallara, Morini. La nostra Motor Valley, Terra dei Motori, con 188 team sportivi, 9 musei aziendali, un circuito di 21 collezioni private, 4 autodromi nonché 11 piste da Karting, Un offerta turistica di tutto rispetto, se poi si unisce l enogastronomia, arte, cultura, paesaggio, è quanto basta per far impallidire la Silicon Valley d oltreoceano. In Emilia nascono le Officine, in Romagna i piloti. Ad accomunare le due regioni sono le piste, a volte per correre, altre per un giro di liscio nelle sale da ballo di cui la Romagna è ricca e orgogliosamente fiera. Gli antichi cavalieri calavano la visiera dell elmo della propria armatura prima di iniziare una battaglia e a distanza di secoli lo stesso iconico gesto di un pilota che inizia una corsa, certo con meno rischi e più probabilità di sopravvivenza di un tempo.Chi opera nel settore motociclistico e passa anni a disegnare caschi dà sì importanza al design, alla linea, al colore, ma soprattutto alla sicurezza progettando tute rivoluzionarie di nuova generazione ergonomiche, caschi che offrono la massima protezione per affrontare la sfida con l elemento velocità con tutto ciò che comporta. La vita di un pilota si consuma all insegna del pericolo nell osare oltre i limiti, una vita spericolata alla Steve McQueen direbbe il modenese Vasco Rossi, ma questo istinto è atavico, come dice Aldo Drudi. La passione per la velocità viene da lontano ed è insita nell uomo. Nella mitologia, ha cominciato lo sfortunato Icaro che voleva volare, ma le sue ali di cera si sciolsero al sole; gli eroi di oggi mantengono i piedi, anzi le ruote, ben piantate per terra, al massimo rischiano di forare le gomme che peraltro si possono sostituire a tempo di record. Mosso da grande passione, l impegno di Drudi nn è rivolto solo alle soluzioni tecnologiche, ma ha l ambizione di “colorare” la velocità nel raccontare il motociclismo e la sua anima romantica. Una mission impossible questa concessa solo agli artisti quindi: Astenersi perditempo! Nel corso della mostra i visitatori potranno gareggiare virtualmente con il videogame MotoGP, un gioco interattivo della Sony scegliendo tracciato, pilota, moto

Nella foto, la sala che ha ospitato la conferenza stampa il cui soffitto è il resto di quello originale della sala da ballo della nave da crociera Conte Biancamano varata nel 1925 e attiva fino agli anni ’60.

Aldo Drudi durante il Racing Party realizzato in collaborazione con Gazzetta dello Sport e Museo Della Scienza. La sua brillante performance ha fatto spettacolo unitamente a molti altri simpatici personaggi del mondo del motociclismo.

Collezione Color Collection by Arti.ficio azienda di Finale L. i cui abiti prendono forma e vita dell’ artista-stilista Italia Furlan. Abiti e accessori provengono da gonfiabili e banner pubblicitari della Peraria, a loro volta ottenuti dal riciclo di bottiglie di PVC.

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4 risposte a I COLORI DEL MOTOMONDIALE di Edy Rulli

  1. Pingback: PARMA CAPITALE DELLA CULTURA 2020 – Le 3 P – di Edy Rulli | commonspeeches

    • edyrulli ha detto:

      Franco Montorsi

      Beh! Parma è sempre stata una bella città e vivibile con i sui paesi e borghi nella vicinaze. I prodotti tipici locali son apprezzati e copiati in tutto il mondo. Poi finalmente comincia ad essere meno “comunista” del passato. Nel C.S. del 1 Dic. Capitolo MES gradirei capire meglio la frase : “”Le politiche identitarie dei populisti/sovranisti che condannano il Nord alla marginalità, mangeremo più Mortadella DOP e mozzarella IGP e tutti felici e contenti in questa decrescita felice, ma inarrestabile. Poi però nn lamentiamoci se mancano i soldi per rifare ponti scuole etc”” Domanda: non si possono degustare i veri prodotti tipici DOP del parmense e di altre regioni italiane senza causare danni etc.??

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    • edyrulli ha detto:

      Giusta osservazione. Secondo i relatori però è dannoso rivendicare una maggiore identità quando ciò comporta svantaggi in termini economici e questo si verifica quando la globalizzazione e la UE ci impongono cambiamenti che vanno a discapito della unicità di alcuni nostri prodotti, es. l uso Iatte in polvere, mozzarella industriale per il gusto americano ecc.

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    • edyrulli ha detto:

      Aggiungo: anche con il divieto di indicare la provenienza della filiera di alcuni prodotti (olio) se ne vuole sacrificare l unicità nell intento di massificare la produzione per ragioni economiche e che io nn condivido. Vorrei poter continuare a scegliere cosa mangiare, senza imposizioni. Nn vedo dove sia il danno, si può produrre IGP e DOP parallelamente a quelli massificati a costi più contenuti.

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