CORSICA – Parli u corsu? – di Edy Rulli

IMG_20180817_102852

La Corsica, una montagna nel mare, caratterizzata da due linee di catene montuose da Nord-ovest a Sud-est che a soli 28 km dal mare possono superare i 2500 mt di altezza, dividendola geograficamente in due parti: Haute Corse e la Corse-du-Sud. Terra aspra e selvaggia che ricorda a volte la Sardegna, con ripide, torrenti, vallate, canyon, gole, che la trapassano da una montagna all altra, oggi sfruttate da masse di turisti in prevalenza francesi (pochi italiani), per praticare canyoning, rafting, kayak, canoa, trekking e altri sport estremi, ma in passato causa di suddivisioni tra gli abitanti per le numerose barriere naturali, che vivevano in zone a compartimenti stagni e diedero origine ad uno sviluppo in verticale legato principalmente alla pastorizia. Allo sviluppo delle coste ci pensarono gli invasori di varia provenienza i quali hanno fondato o sviluppato le maggiori città sul mare. Un territorio così frazionato nn poteva che creare numerosi confini e divisioni tra la popolazione dalla vita nn facile.Tipica tendenza isolana, come in Sicilia e Sardegna, si praticava la vendetta, la faida, il banditismo ad uso e consumo della giustizia fai da te. Suddivisioni amministrative si resero necessarie e sono tuttora in vigore nonostante le vicissitudini socio-politiche con cambi di potere a seguito delle varie dominazioni. Liguri, Francesi, Greci, Etruschi, Vandali, Bizantini, Pisani, Aragonesi, ma i Romani furono gli invasori più geniali che portarono la coltivazione del grano in quelle terre aspre e tutt altro che pianeggianti necessariamente dedite alla pastorizia. Pasquale Paoli u babbu di a Patria fu il padre della guerra d indipendenza da Genova.

Parli u corsu?

A lingua hà viva, ci tocca à parlà. Tutto invita a parlà italianu e rispondere in corsu e buon diertimento. Per ora ci limitiamo a pensare che nomi come Stefanu, Paulu, Urelianu, sono tutt altro che rari, anzi molto diffusi tra le nuove generazioni. Le antiche origini italiane sono inarrestabili e riaffiorano anche nei nomi sempre più diffusi. Molti sono i cognomi italiani e così restano e vanno pronunciati. I 500 anni di dominio genovese nn si cancellano con una guerra, le radici sono riconoscibili anche in questo. La lingua corsa è forgiata ad hoc su quella italiana, nata prima che i genovesi la “vendessero” ai Francesi con il trattato di Versailles del 1768 a copertura dei debiti di guerra, può essere considerato un lascito della guerra d indipendenza.

U nostru sognu hà da campà. Il cuore della Corsica è nelle canzoni in lingua corsa del famoso complesso I Muvrini, gruppo polifonico, colonna sonora dei nostri soggiorni in quelle terre che nn si sentono nè italiane, nè francesi, ma semplicemente corse. Uno spirito ribelle e indomito il loro che fa capolino in ogni canto corso perchè ogni lingua ha un popolo di appartenenza e forse in fututo potrà avere anche un suo Stato. U nostru sognu hà da campà, un incitamento alla resistenza, un auspicio che prima o poi si avveri, affidato alle note di una famosa canzone. Nn è certo nelle eleganti boutiques di Calvi o un supermercato di Bastia che si impara a conoscere l isola e le sue origini, ma nei canti tradizionali secolari la cui musica è piena di suoni suggestivi e a volte strazianti, il miglior veicolo per entrare nello spirito corso. Canti polifonici che sembrano a volte nenie, ma sono ricchi di suoni dati da strumenti dimenticati come il liuto di Pigna, il piffero che ci ricordano il passato. Nell inno nazionale Diu vi salvi Regina sono riconoscibili suoni e ripercussioni orientali di Sitar e Tonbak. Contaminazioni ben accette nella musica che si arricchisce e apporta energia creativa, nn sempre le si subiscono nei fatti della vita e della Storia, in particolare per quanto riguarda i corsi indomiti e caparbi che ancora, a distanza di secoli e con le loro canzoni, inneggiano alla libertà e indipendenza. Oltre la musica c è l entroterra con la sua cultura agro-pastorale che aiuta a capire la Corsica, bando quindi agli itinerari turistici lungo la costa pur offrendoci scorci di mare bellissimi e incontaminati come Leccia e Saleccia nell area protetta del Désert des Agriates sulla costa occidentale e i panorami mozzafiato del Dito. Dei veri paradisi!

IMG_20180813_122533

IMG_20180813_105137

IMG_20180813_123635

Questa voce è stata pubblicata in Gente viaggi Corsica e contrassegnata con , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.