IL TEMPO DELLE DONNE 2018 – morire di felicità – di Edy Rulli

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Si è conclusa la tre giorni di Il tempo delle donne 2018 (7-8-9 settembre) tenutosi alla Triennale di Milano. 120 appuntamenti aperti a tutti, 250 ospiti personaggi più o meno famosi, che hanno detto la loro sul tema di quest anno La Felicità. Nel 2017 tema accentrato sull uomo, l anno precedente sui diritti acquisiti dalle donne nel XX secolo in seno al quale vedranno la luce battaglie per la conquista di diritti cardine della donna, quella di voto nel 1945, ma via via altri diritti civili, come sinteticamente illustrato nel post di questo blog al link:

https://commonspeeches.wordpress.com/2016/09/13/il-tempo-delle-donne-di-edy-rulli/

Nel mondo del lavoro molta strada c è ancora da fare, l occupazione femminile è più bassa della media auropea (48,8%), discriminazione salariale e di carriera rispetto l uomo. La felicità secondo Albano, tra gli ospiti più applauditi è una birra, un panino…”, per altri è nella sua ricerca, per alcune donne è poter fare ciò che più ci piace e ci gratifica, libere da vincoli, pregiudizi, remore, dopo aver dedicato una vita ai figli e alla famiglia. Vedi la sottoscritta che ha aperto un blog alla veneranda età di… L età nn conta, in tutto quello che facciamo è il nostro spirito indomito e la grande forza di volontà a darci la carica necessaria, si aggiunge un buono stato psico-fisico grazie alle migliori condizioni di vita e welfare ormai alla portata di tutti, con un aspettativa di vita di 82,8 anni, con il Giappone tra le più alte al mondo, secondi in Europa dopo la Francia. Al bando Cicerone “la vecchiaia è il peggiore dei mali”, nel ‘600 raramente si andava oltre i 50 anni, nel XX secolo tutto ci porta ad esaltare la giovinezza e l aspetto fisico e gli strumenti per poterlo fare ci sono tutti, l anzianità è vissuta più che altro come un problema sociale, come far quadrare i conti dell INPS, la longevità è una questione di costi, ma se le barriere anagrafiche ci sono, sono lì per essere abbattute, costi quel che costi. Le donne in prima linea nella battaglia che porta a cancellare dal lessico di ogni sistema linguistico frasi come: Se l è cercata! e “cosa ne sa un immigrato che nn si possono violentare le donne sulla spiaggia!” La lotta al feminicidio è appena cominciata e nn è vincendo una battagli che si vince la guerra, un uomo prima di me l aveva detto! L eredità della terra ci appartiene, questo è il secolo del sorpasso. Il livello di serenità interiore è determinante nel raggiungimento della felicità, diritto di tutti e a tutte le età. Saper godere anche delle piccole cose, giorno per giorno per tutta la durata della vita, centellinare le piccole gioie evitandone l ubriacatura che potrebbe esserci fatale. Dice Mario Furlan nel suo libro Essere felici per sempre: La felicità è tutta questione di atteggiamento. Sì tratta, cioè di avere un atteggiamento mentale positivo. Nei confronti del passato, del presente e del futuro. Che il passato ci insegni, ma nn ci schiacci. Troppe persone vivono nel passato rimuginando gli errori commessi. È inutile, e anzi controproducente! Che il presente venga vissuto appieno, assaporandolo e godendone…

Dipende infatti dalla capacità fisiologica del nostro organismo produrre più o meno ormoni della felicità ciò è determinato anche dallo stile di vita, alimentazione e quant altro per es. l esposizione a raggi ultravioletti aumenta il livello di un altro ormone, l endorfina. L antropologo Marc Augé “la felicità si può sperimentare, si può provare, ma nn può essere una condizione permanente” Se così fosse potrebbe portarci alla morte. Morire di gioia o di dolore, lo diciamo spesso senza però pensare che di fatto potrebbe accaderci. E’ infatti provato scientificamente che la felicità nn nasce dal cuore e dalla testa, ma da un processo biochimico legato ai neurotrasmettitori presenti nel cervello. La serotonina, ormone responsabile del buon umore, ma anche del dolore e ogni altro stato d animo, paradossalmente potrebbe anche ucciderci; è principalmente presente nell apparato gastrointestinale e a livello di sistema nervoso controlla, regola i cicli sonno/veglia, fame/sazietà, motilità intestinale, memoria e il desiderio sessuale. Quindi, controllare la felicità è d obbligo,va assunta in modiche dosi, una sbornia d euforia e un conseguente squilibrio ormonale potrebbe esserci fatale!

A tutte le donne che sopravviveranno alla troppa felicità un arrivederci alla prossima edizione di Il tempo delle donne.

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2 risposte a IL TEMPO DELLE DONNE 2018 – morire di felicità – di Edy Rulli

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