OLIOOFFICINA 2019 di Edy Rulli

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Dell esistenza dell olio d oliva si sa da almeno 6000 anni, ma nn se ne è mai parlato molto. Di certo si sa che qualitativamente nn era lo stesso olio che conosciamo oggi con le numerose qualità organolettiche e, benché di scarsa qualità, era alla portata dei soli ceti benestanti. Solo a fine ‘800 viene introdotta la chimica con un conseguente esponenziale aumento della sua produzione. A recuperare il gap ci hanno pensato le numerose precedenti edizioni di Olioofficina giunta alla sua ottava che si svolge al Palazzo delle Stelline di c.so Magenta a Milano dal 31 gennaio al 2 febbraio 2019 e tutto quello che nn è stato detto sarà sviscerato in questi tre giorni, nn proprio tutto, qualcosa sarà lasciato per la prossima edizione. Si è iniziato così, con un argomento antico e attuale nello stesso tempo e riguarda un fenomeno emblematico della storia italiana, quella dell emigrazione verso l America dal 1860 al 1960 un cui segno tangibile è la collezione storica di 6.000 lattine d olio del XVII secolo del Museo Guatelli sito in un frantoio del ‘600 nell’ entroterra di Imperia. Nn sono semplici lattine di alluminio che, se ci fosse stata, sarebbero finite tra i riciclabili della raccolta differenziata, ma molto di più ed hanno un valore iconico inestimabile volto a ricostruire la storia della grande migrazione verso quel continente durata quasi un secolo. L olio in America era insipido rispetto l olio meridionale ricco di polifenoli tanto da pizzicare la lingua e poco conosciuto. Alla sua divulgazione hanno massicciamente contribuito i nostri migranti che hanno incrementato le esportazioni in grossi quantitativi contribuendo nel contempo al suo indotto, nel nostro caso la fabbricazione di lattine che riproducevano vere e proprie opere d arte litografate e che ebbe un grande boom. Ma queste nn erano semplici lattine, ma un pezzo di storia italiana che si svolgeva al di là dell oceano; sulla facciata di ogni lattina la sintesi dei grandi eventi e i loro protagonisti in tutti i campi dell arte, politica, religione ( il fascismo e Mussolini, Rodolfo Valentino, Caruso, papi ecc.). E qui etra in gioco la grande potenza evocativa delle immagini in un tempo in cui nn esisteva la televisione, Internet, il telefono, il cinema muovevano i primi passi e i contatti con i luoghi d origine oltre Atlantico nn erano facili. Quelle lattine che ritraevano flash della realtà italiana del momento erano una ventata di italianità, un riscatto, nella loro grigia esistenza di migranti. Tutti le volevano e chi le collezionava aveva davanti a sé una carrellata di eventi e personaggi di quella storia da cui loro erano esclusi. Una storia tutta italiana che scorreva davanti ai loro occhi, li emozionava e andava giù…liscia come l olio, benchè nn sempre fosse rose e fiori. Nel film Il Padrino, lo stesso Corleone da “bravo” italiano importava l olio dalla Liguria. Più di recente il regista italo americano Francis Ford Coppola appassionato della storia dell’ immigrazione italiana, ha esposto 600 reliquie di questa collezione nel proprio ristorante di Manhattan.

Link correlato: https://commonspeeches.wordpress.com/2018/01/18/olio-officina-festival-7-edizione-2018-di-edy-rulli/

https://commonspeeches.wordpress.com/2017/02/04/olioofficina-festival-2017-oil-and-food-di-edy-rulli/

http://www.ansa.it/canale_terraegusto/notizie/prodotti_tipici/2018/11/29/antiche-lattine-olio-per-emigrati-italiani-in-mostra-a-roma_33872292-4a41-4c1f-8db8-8fd589ee570e.html

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=2453828288080253&id=100003593177989

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Una risposta a OLIOOFFICINA 2019 di Edy Rulli

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