DREAM BEASTS – Non solo mulini a vento – di Edy Rulli

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In Olanda esistono più di 1.000 antichi mulini a vento di cui molti patrimonio Unesco e solo una terra così poteva dare i natali all ingegnere-artista Theo Jansen che a partire dagli anni ’80 con in vento ha avuto attivamente a che fare in un rapporto tanto lungo quanto sofferto. Forze della natura da una parte, ingegno creativo dell uomo dall altra e in questa ottica ha inizio una sfida tra le più appassionanti degli ultimi decenni ad opera di questo artista olandese, assatanato dall idea di riuscire a far muovere e deambulare cose inanimate, senza l ausilio di motore, ma con la sola spinta data dalla forza del vento. Nascono così le sue bestie da spiaggia (Strandbeest) viste a volte come ibridi dell evoluzione della specie, a volte come grossi insetti piuttosto che scheletri zoomorfi preistorici, senza voler porre limiti all immaginazione di chi li osserva. Grazie ad un processo di selezione, è come se l uomo avesse costruito una nuova specie umana, né uomo, né animale, sfidando la potenza del Creatore che ne deteneva l esclusiva per nn citare poi il mitico Eolo che nella gestione dei venti un certo potere pure l aveva, prima che sulla scena terrestre apparisse il temerario Jansen, quello delle macchine deambulanti. In principio fu l approccio fatale di Theo bambino con gli studi meccanici pionieristici di Leonardo Da Vinci a inserire il tarlo nella sua mente, dando inizio ad un processo di ricerche che dal 1990 nn si è mai arrestato. Con tubi in PVC per il cablaggio, nastro adesivo, fili in nylon, fascette, bottiglie in plastica, costruisce una nuova specie animale, sculture cinetiche zoomorfe con aspetto vagamente riconducibile a scheletri di dinosauro, mammut, millepiedi, bruchi, insetti, un Jurassic Park di animali estinti, assemblati in impalcature apparentemente fragili, ma progettate per sopravvivere su spiagge e in grado di riconoscere i pericoli come maree o raffiche di vento eccessivo e ciò grazie a sensori di cui sono provvisti. Un gambero gigantesco che invece di avanzare nel futuro con la robotica, indietreggia nel passato, come attratto dalla forza gravitazionale originata dal genio leonardesco, principale ispiratore di tutta questa storia. In questo Jurassic Park di ibridi dai tratti preistorici o mostri zoomorfi nessuno ce l ha fatta, nn ci sono sopravvissuti sulle piatte coste battute dal vento del Mare del Nord, l Animaris Umerus richiese 3 anni di lavoro per la sua realizzazione, ma dopo lunga gestazione cadde sotto il suo stesso peso, una vita di soli 26 secondi breve, ma intensa, se nn altro fulgido esempio del potenziale della natura e dell ingegno umano quando si uniscono. Leonardo immagina e disegna il futuro, Jansen viaggia a ritroso nel tempo come volesse ricongiungersi al suo caro Leo, origine di tutto e da cui, come per una dipendenza, nn riesce a liberarsi. E continua a costruire i suoi mostriciattoli che nascono come algoritmi, nel tentativo di creare nuove forme di vita, un arte povera usando materiali di riciclo, tubi, bottiglie in PET per immagazzinare energia eolica, pistoni ad aria compressa per garantire autonomia anche in assenza di vento. Le opere di Jansen sono un mix di meccanica, ingegneria e biologia e sono giunte per la prima volta in Italia, nn a caso a Milano dove Leonardo soggiornò a lungo, nella ricorrenza dei 500 anni dalla sua morte.Ved. link di questo blog:

https://commonspeeches.wordpress.com/2019/01/11/dear-leonardo-milano-e-leonardo-500-di-edy-rulli/

Le sue gigantesche installazioni cinetiche resteranno esposte nel padiglione Aeronavale del Museo della Scienza e della Tecnica dal 20 febbraio al 19 maggio 2019. Nei giorni 11 aprile e 9 maggio le creature saranno temporaneamente rianimate e muoveranno alcuni timidi passi per la gioia di adulti e bambini per poi ricadere nel loro sonno eterno da qui alla preistoria.

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4 risposte a DREAM BEASTS – Non solo mulini a vento – di Edy Rulli

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