FIORI ALL’ OCCHIELLO – Manifesto della Meccanica ANIMA 2020 – di Edy Rulli

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https://commonspeeches.wordpress.com/2019/03/06/la-classe-non-e-acqua-la-meccanica-italiana-anima-di-edy-rulli/

https://commonspeeches.wordpress.com/2018/07/26/next-design-perspectives-2018-altagamma-di-edy-rulli/

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Molti esponenti del mondo imprenditoriale tra cui Cristiano Nardi e Enrico Fava, il Presidente Anima Marco Nocivelli, Marco Fortis, Vincenzo Boccia Confindustria, Stefano Buffagni Sviluppo Economico e Ivan Scalfarotto Ministero Affari Esteri, hanno preso parte al consuntivo 2018 e preconsuntivo 2019 di ANIMA Confindustria e presentato il Manifesto della Meccanica 2020 per il Governo su energia, infrastrutture, trasporti, per ricominciare a crescere e correre più veloci poiché l internazionalizzazione è già una realtà. Tra i vari punti trattati ne sintetizziamo solo alcuni per i lettori di questo blog.

Viene sottolineato che l Italia è al 9° posto nel mondo per l expo e al 6° per il miglior saldo di bilancio, la nostra manifattura occupa una posizione ambita a livello internazionale. Godiamo di buona reputazione e stima all estero grazie all eccellenza dei nostri manufatti nn circoscritti alla moda al food, ma estesa alla meccanica peraltro in continua trasformazione. La produzione 2018 ha raggiunto quota 48,7 Mld di euro, per fine 2019 previsto un aumento dell 1% pari a 49 Mld di cui 29 Mld di Expo. Gli investimenti sono al 2% inferiori al 7% dell anno precedente. Solo in Lombardia si ha il 40% dell intera produzione che consiste in carpenteria su pressione e meccanica di precisione e le commesse nn mancano. Tra 178 prodotti ANIMA, 104 sono tra i cinque migliori al mondo. In particolare l Industria 4.0 rischia di subire drastiche riduzioni d investimenti rispetto il 2017 di 10 mld di euro, che ha visto la messa in campo di strumenti coordinati: oltre a detti investimenti innovativi, finanza, competenze, infrastrutture di rete; resta comunque l auspicio che ciò nn si verifichi. Si richiede di rafforzare le competenze con la conferma del Credito d Imposta Formazione 4.0 e l incentivazione della formazione on the job. Mentre per la ricerca siamo allineati ad altri paesi, per la formazione del personale interposto tra il fabbricante e l utilizzatore d impianto, si lamenta un ruolo della scuola nn ancora all altezza della fluidità dei tempi e di altri paesi, per.es. la Germania. Pur crescendo, le esportazioni prevedono una contrazione dell 1,1% dovuta alle guerre dei dazi e alle crisi geopolitiche che rallentano la crescita mondiale. Dazi e protezionismi danneggiano tutte le economie. In campo nazionale il rapporto Expo-PIL è del 33%. I recenti dazi USA verso l UE su alluminio e acciaio sono paradossalmente le ritorsioni della vicenda AIRBUS in cui l Italia nn c entra niente e tant è tra tra i due litiganti a farne le spese siamo proprio noi! Il bilancio interno USA è in profondo rosso e se per ridurre il proprio passivo questo stato dovesse limitare le importazioni, dovremo trovare altri paesi disposti ad accogliere le nostre merci per far quadrare i conti. Viene presentata una proposta di defiscalizzazione come incentivo fiscale per le imprese che sopravvivono grazie alle esportazioni essendo i consumi interni ormai fermi in Italia come del resto altrove e dove altresì nn vengono fatti investimenti, da noi sono fermi al 16%. Le esportazioni fanno crescere il PIL, ma nn ci rendono ricchi e alle condizioni attuali nessun paese europeo crescerà quindi continueremo ad essere poveri anche nei prossimi 5 anni. È l expo che determina gli algoritmi nella bilancia commerciale di tutti i paesi industrializzati. Sei dei dieci prodotti italiani vanno nel mondo quindi necessitano potenziamento rete infrastrutture che li trasporti oltre confine.Da nn ignorare la criticità delle nostre infrastrutture ormai datate a prescindere dai problemi legati ai trasporti eccezionali, ci si augura inoltre la revisione generale del codice dei contratti pubblici per semplificare il sistema degli appalti e facilitare la realizzazione del Decreto Sblocca Cantieri. In Italia ci sono 190.000 unità abitative incompiute, opere da completare, che nn devono rappresentare solo consumo di suolo, ma siano ultimate e ad uso e consumo dei legittimi fruitori. Anche in questo settore come in altri, può essere definita una strategia di riqualificazione energetica basata sulle sinergie tre efficienza energetica e penetrazione delle rinnovabili (pompe di calore ecc.). Ci si augura una riduzione del cuneo fiscale e del costo dell energia pari al 30% tra i più alti in Europa.Viene auspicata la valorizzazione della produzione interamente nazionale, per.es. attraverso il marchio “Made In”. Il piano del Governo Green New Deal vede al lavoro l Industria Meccanica per una maggiore sostenibilità. Promuovere lo sviluppo di un economia a bassa intensità di carbonio, quindi decarbonizzare con l impiego di pompe di calore e impulso all elettrificazione mediante l uso di green gas (biocombustibili) e idrogeno nn solo nel settore trasporti, ma anche in campo industriale e in quello degli usi per riscaldamento in grado di sostituire i combustibili fossili a lungo termine. Un esempio, entro il 2030 tutti i mezzi pubblici dell ATM milanese saranno spinti dalla forza elettromotrice delle proprie batterie con un risparmio annuo di 30 mln di litri di gasolio. In quanto ai problemi legati alla contraffazione specifici per l industria manifatturiera, ci si augura la definizione di strumenti per il contrasto alle pratiche di concorrenza sleale.

Una critica viene mossa al fatto che da mesi si dibatte su una Finanziaria di 23 Mld e sulla flessibilità UE dimenticando che ci sono a disposizione 70 Mld già stanziati da usare e che quindi nn andrebbero ad aumentare il DP, ma che nn vengono utilizzati. Agli esordi e ancora in alto mare la proposta di una cooperazione massiva con Francia e Germania evtl. finanziato con Eurobond di 1.000 mld di cui 100 Mld ne beneficerebbe l Italia per le infrastrutture. Si preferisce fare cassa con i 2 Mld di tasse sulla plastica piuttosto che la sugar tax senza peraltro farci capire se si intende colpire il consumo o il consumatore. Tra i paesi emergenti l India, il più grande produttore di derrate alimentari al mondo, tra cui il latte soggetto a deterioramento in assenza di impianti per la refrigerazione e trattamento e quindi un mercato dalla crescita esponenziale per noi appetibile.
Tra le ditte italiane fa spicco la FAVA Spa che produce macchine per pastifici. Dagli anni del boom economico in cui erano in funzione 1500 pastifici si è ora a 150 aziende attive per una produzione di 35 Mln di q.li/anno di pasta di cui 16 mln destinati all expo. Con l internazionalizzazione nn solo dell economia, ma del consumo degli alimenti iniziata negli anni ’90, nuovi mercati come l Africa e il Medio Oriente si sono aperti all uso di questo alimento. Il 50% dei macchinari è destinato al mercato africano che però è carente di personale istruito al suo funzionamento. Macchine robuste frutto di ricerca e capacità manageriale dei sui ideatori che subiscono sì modifiche e revisioni in base alle esigenze del momento, ma sono indistruttibili e che sopravvivono agli stessi operai che, sappiamo, vanno in pensione sempre più avanti negli anni! L enorme stabilimento Barilla che vediamo sfilare come un serpentone percorrendo l autostrada MI-BO fu costruito nel ’67, le sue linee producono 10.000 q.li/ora 24/24 di pasta e funziona ancora egregiamente. Queste macchine sono un eccellenza italiana, chapeau!

Il MISE l ente preposto per lo sviluppo commercio estero passa al Ministero Affari Esteri e si trasferisce quindi alla Farnesina. Lavoro in aumento per il Ministero, speriamo che ce la facciamo!

Testo originale

Da un post di Luigi Marattin
LE PRINCIPALI OBIEZIONI (E QUALCHE BALLA) AL NOSTRO PIANO SHOCK SUGLI
INVESTIMENTI.
E – OVVIAMENTE – LE NOSTRE RISPOSTE
1) “E dove si trovano i soldi per mettere a bilancio 120 mld di investimenti?”.
Non bisogna trovare nulla. Non servono, cioè, coperture ex-ante secondo il principio della
competenza. Si tratta di risorse già stanziate e già iscritte nei bilanci. La proposta riguarda
“semplicemente” l’anticipo del cronoprogramma di realizzazione, trasformando più
velocemente le risorse di competenza in risorse di cassa.
2) “Ma non si può fare, smettetela con gli slogan!”.
In realtà è già stato fatto. Sia per l’Expo di Milano che per i lavori agli scavi di Pompei
(esperienze poi riprese dal governo M5S-Lega per la ricostruzione del Ponte Morandi) si
sono bypassate eccezionalmente le procedure ordinarie e si è affidato tutto ad un
semplice binomio: commissario straordinario (per garantire velocità) e tutela speciale Anac
(per garantire legalità). Se ha funzionato in quelle tre specifiche occasioni, perché non
dovrebbe funzionare in via più generale?
3) “Ma volete per sempre sopprimere ogni procedura per affidare gli appalti?”
No. Non abbiamo abbandonato l’idea che sia possibile in un paese normale definire un set
di regole che combini efficacemente le esigenze di efficienza e di legalità/tutela della
concorrenza. Ma ora siamo in presenza di un’emergenza, e come tale va trattata: durante
la crisi 2008-2013 l’Italia ha perso il 33% degli investimenti, e finora ne sono stati
recuperati solo poco più di un terzo. Se non ripartono in fretta gli investimenti, non solo la
nostra economia finirà in recessione ma ne sarà permanentemente pregiudicata la
possibilità di avere una capacità produttiva degna di un’economia che vuole competere
nella globalizzazione. Per cui proponiamo questo piano sperimentale “shock” per almeno
un triennio.
4) “questa vostra idea danneggerà la finanza pubblica!”.
Ricordando che non c’è bisogno di trovare nessuna copertura ex-ante nei bilanci, se il
piano ha successo (cioè se alcune risorse che si prevedeva di spendere in futuro vengono
invece spese l’anno prossimo) vi è un aumento delle spese di cassa per investimenti, e
quindi un aumento del deficit nominale (perché le spese per investimento vengono
contabilizzate per cassa, o comunque nel momento in cui si immettono nell’economia
reale).
5) “ah, allora l’ammetti….volete far aumentare il deficit e sfasciare la finanza pubblica!”.
Ma che stai a di’. Quel deficit che si farebbe l’anno prossimo, sarebbe comunque stato
fatto negli anni successivi (perché, appunto, si anticipa un’erogazione di cassa
originariamente prevista per il futuro). Quindi non si modifica l’ammontare complessivo del

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