ASSASSINIO CHIAVI IN TASCA – 25 novembre data da non dimenticare – di Edy Rulli

Nella giornata del 25 novembre molte iniziative da parte della collettività volte a evidenziare la gravità del fenomeno del femminicidio in piena evoluzione e in fase ascendente e che nn dà il minimo segnale di volersi arrestare. Una donna su 10 subisce abitualmente violenza domestica e la violenza di genere conta 88 vittime al giorno, una ogni 15 minuti. Tra le varie considerazioni emerge quella inquietante secondo cui chi commette il crimine è in grande maggioranza persona nota, un partner, un ex coniuge, un marito che entra ed esce da casa a proprio piacimento, l 80% di loro ha le chiavi di casa della vittima. Dal 2000 ben 3230 delitti nell ambito familiare per mano di un uomo. Una donna su 10 subisce violenze domestiche. Nel 2017 ben 123 donne uccise, nel 2018 sono 142, nei primo 10 mesi del 2019 già 94. Il 34% del totale delle uccisioni sono femminicidi.

La Convenzione di Istanbul è il primo trattato internazionale che riconosce la violenza contro le donne come violazione dei diritti umani e invita il legislatore a fare Leggi in tal senso che ovviamente necessitano lo stanziamento di fondi da parte dei vari Stati (Ma perché Istanbul, una città prevalentemente di fede musulmana, per stipulare una convenzione a favore delle donne? ndr). Poco tempo dopo nasce in Italia il Protocollo d intesa ZEUS che introduce nei decreti di ammonimento la cosiddetta “ingiunzione trattamentale” che spinge i persecutori ad iniziare un percorso terapeutico che viene applicato su stalking, bullismo, violenze domestiche. Per poterlo applicare è necessario che la vittima denunci il suo aggressore e il dato positivo è che le denunce sono in costante aumento. A Milano 30 denunce al giorno, 700 al mese a Roma in virtù del Codice Rosso. In quanto ai fondi stanziati, 85 mln tra il 2015-2017, 37 mln per il 2019, sborsati sì, ma mai interamente giunti a destinazione se nn in piccole tranches, vuoi per la burocrazia, vuoi per altre ragioni. E’ in funzione una task force per poter applicare l art. 282-ter che prevede il divieto di avvicinamento ai luoghi della persona offesa. Le strutture in Italia sarebbero sufficienti, 258 case rifugio e 270 centri anti-violenza, ma ovviamente per il loro funzionamento sono necessari fondi che arrivino regolarmente e nn a pioggia e in modo discontinuo come in realtà avviene. Il protocollo Zeus prevede l allontanamento della persona denunciata e ciò è possibile anche mediante la denuncia di un vicino di casa testimone di violenze domestiche, specie se ad essere vittima è un minore. Attualmente sono 500.000, 1 bambino su 5, vive violenza assistita. Perché allontanare dalla propria casa il soggetto debole donna o bambino, mentre è l orco che dovrebbe essere messo in condizione di nn più nuocere? Queste misure e il Codice Rosso che prevede la trattazione prioritaria del caso, permettono di ovviare a lunghe procedure giudiziarie in cui spesso la denunciante si perde per strada per paura o minacce e solo il 10% di queste giunge al termine dell iter giudiziario. A ciò si aggiunge la carente formazione dei Magistrati in materia di tutela dei diritti delle donne che spesso vengono penalizzate da sentenze peggiorative quando, ahimè, vengono applicate leggi anacronistiche del C.P. tuttora in vigore. Dai maltrattamenti in famiglia al femminicidio il passo è breve. Quando un caso entra di competenza della Polizia mediante denuncia, deve essere risolto ipso facto, senza il rischio di finire nel cassetto di qualche Giudice dormiente o affetto da pregiudizi di parte. Quindi si comincia con un atto ufficiale da parte della Questura con l ammonimento e in base all art. 157 del Protocollo Zeus l ammonito va in trattamento; personale di polizia con formazione finalizzata insegna loro cosa possono o nn possono fare alle loro donne o a persone indifese, ed è quello che le famiglie e il contesto di provenienza nn ha saputo fare a tempo debito. I risultati sono buoni, solo il 10% di queste persone è recidivo. I comportamenti nn sono una materia da poter insegnare a scuola, è un fatto di educazione dell individuo, di contesto abitativo in cui ha vissuto dalla prima infanzia e tutti gli Stati devono farsene carico e fare rete per una possibile soluzione perché il problema è a livello planetario senza distinzione di classe sociale. Oltre a quella fisica vi è la violenza psicologica esercitata sulla donna che la rende subdola e incapace di reagire a causa di costante denigrazione da parte del compagno o presunto tale; ciò la rende più fragile quindi più controllabile nel subire la gelosia e possessività maschile.

In occasione dell incontro organizzato da Alley Oop presso Il Sole 24 Ore NONSEISOLA. Come fermare la violenza contro le donne, alcuni sponsor dell iniziativa come la Sorgenia, hanno illustrato il loro impegno e il ruolo anche sociale via WEB, con un sito che ha raggiunto 20 mln di persone e 2 mln hanno visualizzato un video per la raccolta fondi Case Accoglienza. Per questa Società che opera in campo energetico nn è l unico obiettivo la sostenibilità ambientale, ma altrettanto importante è la sostenibilità sociale di cui meno si parla, nel creare vera solidarietà verso giovani donne. Un interessante caso giudiziario è stato ricordato e riguarda la denuncia di una delle 34 vittime contagiate da virus HIV da parte un untore, un portatore consapevole di AIDS che ora sta scontando 22 anni di carcere. Grazie alla ricerca dell Istituto specializzato Spallanzani, è stato possibile l individuazione del DNA del gene che ha causato il contagio doloso mediante rapporti sessuali nn protetti.

Link: https://m.youtube.com/watch?v=PBPIkA2_hj0

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=2378447395618343&id=100003593177989

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3 risposte a ASSASSINIO CHIAVI IN TASCA – 25 novembre data da non dimenticare – di Edy Rulli

  1. Pingback: ANNO DELLA DONNA – I talenti delle donne 2020 – di Edy Rulli | commonspeeches

  2. Liliana ha detto:

    Edy, complimenti per l’articolo e per il tuo impegno👏

    "Mi piace"

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