oof Olio Officina 2020 (nr.3) – Olio tunisino questo sconosciuto – di Edy Rulli

Il ramoscello d ulivo è universalmente riconosciuto come simbolo di pace e si ricorre a questa simbologia come auspicio di fratellanza e unione tra i popoli, spesso inascoltato. Fermo restando alle sue indubbie e riconosciute proprietà nutraceutiche e analogamente nell alimentazione, l olio che si ricava dai suoi frutti ha valore sia dietetico che figurativo, di assemblare il cibo, far da collante tra i vari ingredienti, favorendone la funzione digestiva. Ma alla luce del recente polverone sollevato nel WEB legato alle importazioni dalla Tunisia, motivo di vasto contraddittorio nonché di divisione da parte di un pubblico quanto meno impreparato/disinformato, sembra che il peso del nobile e simbolico ruolo attribuito all olio sia stato ridimensionato a mera sostanza aggregante utile al gusto e alla cottura del cibo e nulla più. Tutto si unisce, tutto si divide e diventa materia di controversia quando entrano in gioco di interessi economici individuali e del proprio paese.

“…che ne sai di un campo di grano…” Cantava Lucio Battisti. Ebbene, dobbiamo sapere che l olio tunisino è di buona qualità e paradossalmente anche il grano canadese al netto del glifosato, entrambi sono presenti sulle nostre tavole da anni in forma più o meno anonima, opportunamente occultato agli occhi del consumatore, l olio è usato per creare i blend ,arte in cui siamo molto bravi, un po’ meno nel pretenderne il merito perché la tecnologia nn ha confini né frontiere, chiunque può copiare le nostre tecnologie con buona pace di chi le ha inventate e investito i propri denari per realizzarle. Tutti i paesi che si affacciano sul Mediterraneo, come pure la Sicilia, godono del Microclima e i loro prodotti oleari sono naturalmente biologici; nn conoscono la chimica e tanto meno la temutissima mosca olearia, coltivazioni che escludono quasi totalmente l uso di fertilizzanti. Benché in alcuni paesi la loro sia un agricoltura prevalentemente arcaica, nn si lasciano intimidire dalle sperimentazioni relative alle tecniche per ridurre il consumo di acqua essendo questa risorsa preziosissima. Tutto ciò viene detto a fronte delle Fake News circolate sul WEB ad opera di troll pilotati da grossi interessi; sia chiaro che noi dobbiamo essere liberi di poter fare scelte consapevoli in base ad informazioni esatte e oneste, liberi di comprare olio tunisino o grano canadese, ma ciò fatto sulla base di informazioni attendibili. Nel 2016 a seguito di una fake news, esplose la bolla dell olio di palma, ora usato per biodiesel e diesel, la cui produzione è solo calata, ma nn cessata del tutto; per l eccedenza si è passati all uso di olio di girasole con contenuto in acido oleico molto simile a quello d oliva e adatto alle alte temperature di fritture e dolci da forno industriale. L Ucraina e la Russia producono da sole metà della produzione mondiale. Ved. Link Assitol: https://lnkd.in/gbDMxm6

La competitività tra paesi è materia alquanto complessa avendo ciascuno di essi caratteristiche climatiche e socio economiche, politiche, legislative, standard produttivi, diversi l uno dall altro che a volte rendono i nostri prodotti meno competitivi. Anche il grano tunisino è ottimo, buon per loro che il Padreterno abbia deciso di far splendere il sole su quelle terre per più giorni alla anno e al momento giusto. Nn dimentichiamo quante conseguenze, nn sempre buone, ha portato la guerra del Kippur con l occupazione da parte di Israele delle alture del Golan per l approvvigionamento idrico lasciando in sofferenza le terre a valle. A noi la scelta: olio tunisino a danno della nostra agricoltura, grano canadese con grande disappunto degli agricoltori pugliesi, e altrettanto inquinante essendo trasportato via mare per migliaia di km. prima di giungere fino a noi. E di fronte ai prodotti importati da Israele, come ci comportiamo? Fra le tante cose, l olio può essere considerato un attivatore di cultura e di legami collettivi, ma anche fonte di diatribe a sfondo ideologico e/o campanilistico.

Tanto facile è farci invadere dall olio tunisino nonostante le pastoie burocratiche e doganali, un vero e proprio onere essendo un paese extracomunitario, altrettanto difficile è esportare il nostro olio nel Nord Europa in particolare in Germania benché si sia in un regime di libero scambio. Questo paese infatti usa metodi di analisi sulla circolazione delle merci a dir poco discutibili e nn ufficiali e stridenti con la normativa in uso danneggiando così la filiera italiana e conseguentemente le nostre esportazioni. Si tratta di risonanza magnetica molecolare quale strumento di controllo che viene usato in esclusiva e senza possibilità di contraddittorio dalla GDO Tedesca presso i Laboratori EUROFINS, una verifica merceologica a loro esclusivo uso e consumo (ved. Link). La globalizzazione mette in competizione popoli dai diversi contesti e dalla storia controversa e noi spesso influenzati a fare scelte ideologiche e/o di convenienza. Che fare, se a fronte di un fabbisogno interno di 1 Mln di tonn. di grano, l Italia ne ha prodotto nel 2019 solo 300.000 tonn., cosa diamo ai panifici per produrre la nostra amata pasta? Che fare se le politiche agricole comunitarie europee sono ferme agli anni ’92-’93?

L economia del futuro sarà circolare, nn più lineare, centrata sull azzeramento dei rifiuti da smaltire, sì al riciclo e riuso, questo è l impegno da portare a termine entro il 2050. Le aziende devono/vogliono cambiare il modo di produrre e l agricoltura è all apice di questo processo di transizione. Bisogna però dire che il salto di qualità nell ambito europeo nn c è stato essendo la politica agraria ferma gli anni ’90 ed è l Europa per prima a bloccare l intero settore restando ancorati al vecchio sistema di rimborsi a sostegno degli agricoltori che varia tra i possessori di almeno 500 mq di parcella agricola ammissibile o 50 ettari di piantagioni. Il bilancio europeo destina il 40% al settore di cui il 73% erogati a fronte di rimborsi pari a 2 Mld di euro nel 2018 e 1,2 Mld nel 2019 di cui hanno beneficiato 584.000 agricoltori. Un possessore di 50 ettari riceve 300 euro a ettaro pari a 15.000 annui, suddiviso per 12 mesi ha un entrata media comparabile al RDC. Cambiamento vuole anche dire rinunciare a questo piccolo reddito che diversamente potrebbe essere convogliato verso un cambiamento radicale della gestione della politica agraria, pensato nel 1958 dal Trattato di Roma che ha previsto meccanismi di intervento a livello comunitario, ma fondamentalmente è rimasto immutato nel corso di tutti questi anni. Uno spreco enorme di risorse a cui nessuno vuole rinunciare, meglio poco che niente, meglio un uovo oggi che una gallina domani! Un cambiamento è possibile solo mettendo mano ad una riforma complessiva, gli stati europei devono poter esercitare potere legislativo mediante una seconda Camera demandando alla Commissione Europea, la UE deve essere una istituzione rappresentativa e ciò è possibile solo su iniziativa parlamentare per permettere al Parlamento di disporre modifiche agli accordi esistenti. Se ciò nn avverrà, l Europa rischia di implodere. A livello globale strategico, il documento agenda per lo sviluppo sostenibile ha molti obiettivi da raggiungere entro il 2030 supportati dalla UE, che prevedono l intreccio tra problemi sociali, relazioni uomo-risorse, lotta alle discriminazioni, equità e tutela dei diritti acquisiti, ricerca di un equilibrio complessivo ecc., il documento ONU prevede 17 obiettivi. I grossi investimenti del Green New Deal mirano a modificare il paradigma per una crescita che deve continuare, ma in modo diverso, che preveda il passaggio da combustibile fossile a industria generativa per creare un nuovo equilibrio tra uomo e natura.

“E’ compito delle politiche pubbliche accompagnare le imprese nella transizione ecologica. L agricoltura è al centro di questa transizione e deve saper cogliere la sfida della sostenibilità con una grande capacità di innovazione.”

Alfonso Pascale, storico dell Agricoltura.

Link correlato:

https://commonspeeches.com/2020/02/09/oof-olio-officina-2020-nr-2-il-bimbo-la-merenda-geniale-di-edy-rulli/

http://www.olioofficina.it/newsletter/334.htm

https://www.repubblica.it/economia/rapporti/osserva-italia/trend/2017/02/18/news/coldiretti_crollano_le_semine_di_grano_pasta_italiana_a_rischio_con_il_ceta_-158528884/?ref=HRLV-6

http://www.olioofficina.it/saperi/economia/i-tanti-ostacoli-alle-importazioni-d-olio.htm

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