PREMIO BOCUSE D’OR ITALIA 2020 – La cucina italiana alla riscossa – di Edy Rulli

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Paul Bocuse riteneva che la chiave del successo di un cuoco stesse nella qualità e nella creatività delle sue ricette; all insegna di questa definizione nasce il concorso internazionale dedicato all Alta Cucina Bocuse d Or da ritenersi le Olimpiadi della cucina. Il prestigioso concorso prevede la preparazione di due piatti in un tempo di 5 ore e 35 min. che rappresentino la cultura e il patrimonio gastronomico del proprio paese e premia la capacità e tecniche dei partecipanti, qualità queste ottenute solo dopo un importante training e una ricerca continua, frutto sinergico del lavoro di squadra con il proprio team. Dopo una prima selezione ad Alba (Piemonte) il prossimo 27 gennaio, se il team prescelto si qualificherà alle finali di Tallin (Estonia) il 28-29 maggio 2020, concorrerà alla premiazione finale di Lione. Promotori dell iniziativa l Accademia Bocuse d Or Italia in collaborazione con la Federazione Italiana Cuochi e il supporto di numerosi sponsor, con alla guida Enrico Crippa, Carlo Cracco, Luciano Tona, Rocco Pozzullo. I team che si cimenteranno sono composti da Alessandro Bergamo, Francesco Tanese, Lorenzo Alessio, Andrea Del Villano, Francesco Prata, Filippo Crisci e con una squadra tutta al femminile con Marialuisa Lovari, Briget Gimmi, Susanna Del Cipolla.

In occasione della conferenza stampa vengono fatte alcune considerazioni. L Italia nn ha mai vinto questa gara e nell ultima edizione addirittura è stata battuta dalla Norvegia. (Esiste una cucina norvegese? Cosa mangiano i norvegesi oltre al pesce affumicato? NdR). La Danimarca ha fatto importanti investimenti per fare della cucina nazionale il brand del paese contando su un ritorno economico in termini di turismo. In Giappone il food ha un ruolo strategico che si quantifica in un budget annuale di 158 mld di $ e rappresenta la principale attrazione turistica. Il nostro paese ha una ristorazione d eccellenza che però nn viene sufficientemente supportata e valorizzata. In questa gara i nostri cuochi ce la metteranno tutta, ce ne facciamo un baffo della cucina francese, norvegese e danese, la nostra è la migliore al mondo anche se nn vince i premi, e faremo di tutto per dimostrarlo con un approccio meglio organizzato e strutturato rispetto le precedenti edizioni. Il Codice Gualtiero Marchesi è nato qui ed è parte integrante del patrimonio culturale italiano e della nostra immagine nel mondo. La cucina è spesso paragonata ad un movimento artistico con frequenti riferimenti all arte figurativa e alla bellezza allo stato puro che solo in Italia si trova nel più grande numero di testimonianze. Italia culla dell arte e anche di quella culinaria. Why Not?

Risotto con crema di zucca, succo de melograno e sesamo nero. Questa la ricetta offerta agli ospiti da Carlo Cracco nella splendida location di via Silvio Pellico 6 con vista sulla Galleria dei milanesi.

È recente la notizia che in un grande stabile di pza Cantore 10 a Milano, sarà ospitata una nuova scuola di cucina per la formazione di giovani cuochi, iniziativa dell associazione Maestro Martino presieduta da Carlo Cracco.

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FIGLI DELLE STELLE (2) – Concorso di pittura Margherita Hack – di Edy Rulli

margherita hack ricordata da sgarbi, alberoni e don mazzi alla milano art gallery

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Si è svolto presso l Art Gallery nelle due sedi di Milano di Via Alessi e Via Ampère, il concorso di pittura dedicato alla memoria della prima donna astrofisica italiana Margherita Hack scomparsa da qualche anno, in cui si richiedevano soggetti ispirati alla sua figura nonché attività della celebre scienziata. Sono state assegnate le targhe agli artisti più talentuosi e la mostra resterà aperta fino al 10 gennaio 2020. L astrologa nota anche come Signora delle Stelle era una donna semplice e si stupiva molto quando i giornali la chiamavano in veste di opinionista. Era una scienziata che ci invitava ad nn avere paura del creato, ma a studiarlo, semplicemente. La cifra assegnata ai ai 5 vincitori nn poteva essere che astronomica, si fa per dire, ed ammonta a 20.000 euro da ripartire fra i primi classificati al concorso.

L evento ha dato lo spunto per ricordare questa donna umile tuttavia geniale che si annovera tra le poche famose in un firmamento di celebrità prettamente maschili. Rara la presenza di donne tra i grandi del pianeta, ma per questo lei brilla di più per andare a colmare il gap con i signori uomini. Questa constatazione riguarda però il passato, con le numerose lotte portate avanti per l emancipazione femminile, inevitabilmente si riduce il divario. Sempre nell ambito di questi concorsi, viene fatto presente che la presenza femminile alla Biennale di Venezia è stata pari al 60%, addirittura superiore a quella maschile.

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Il Piccolo caffè va in scena – Coffee Sapiens – di Edy Rulli

Quante tazzine di caffè sorseggiamo durante la giornata? In cima alla classifica i finlandesi, superiori di gran lunga agli italiani che però primeggiano per qualità e inventiva e creano per primi nel 1885 la macchina espresso bar, presentata all Esposizione Internazionale. Più tardi nel 1933 Bialetti inventa la macchinetta Moka per uso domestico. Tanto per nn farci mancare niente, nel 1895 nasce a Torino la LAVAZZA, ma il cerchio nn si chiude perché questa Azienda in pole position per innovazione e ricerca, continua a far parlare il caffè in tutte le lingue del mondo anche dopo mille anni dalla sua scoperta avvenuta in Etiopia sull altipiano di Koffa. Le pecore al pascolo su quell altura mangiarono accidentalmente piante di caffè dando insoliti segni di vivacità, esempio subito seguito dal pastore che passò poi la prima notte insonne della sua vita, se per effetto della caffeina o eccitato dall idea della scoperta che gli avrebbe fruttato dei bei soldini, nn lo sapremo mai! Arrivato a Venezia nel 1645 si diffonde rapidamente e dopo il petrolio è il prodotto più esportato al mondo, il monopolio va al Brasile con il 44% seguito da Vietnam, Indonesia, Etiopia, tutti paesi a clima tropicale necessari per la crescita della pianta. I Turchi inventarono la tostatura e la filtrazione in acqua della polvere di caffè molto concentrata che resta sul fondo della tazzina; prima di allora veniva consumato in forma solida con aggiunta di burro. Esistono vari modi di filtrare il caffè, dalla brodaglia di tendenza della Starbucks alla nostra classica tazzina di lungo, ristretto o macchiato dall intenso sapore e aroma. La pianta del caffè produce un frutto al cui interno ci sono due bacche/chicchi dal colore chiaro verdognolo che si scurisce dopo la tostatura. Ne esistono solo due specie, l arabica e la robusta, ma come si è arrivati ad avere 400/500 tipi di qualità diverse di caffè commercializzate e pubblicizzate, beh questo dovremmo chiederlo agli expertise Lavazza, è comunque una lunga storia riconducibile al luogo della crescita della pianta, natura del terreno, altitudine della montagna, tipo di lavorazione, tostatura a differenti temperature, tutti elementi che conferiscono aromi, profumi e sapori differenti tra loro benché originariamente le specie di caffè sono solo due. Con la tostatura il chicco perde il 12% di acqua e quindi peso, sviluppa degli olii/molecole che dopo l infusione in acqua sprigionano il profumo del caffè prima inodore. Il contenuto di grassi ne favorisce il deterioramento (sapore di rancido) a contatto dell aria ed è quindi preferibile che il caffè venga conservato in frigo e nn in luogo caldo. Lo stesso grasso che l alta pressione della macchina del bar trasforma poi in schiuma. Da lì la rituale domanda del barista: Con o senza schiuma? Un chicco intero nn si dissolve in acqua, per un blando infuso a freddo ci vogliono almeno 12 ore, è con la filtrazione che se ne amplifica l aroma.Dicevamo, la Lavazza continua a far parlare il caffè in tutte le parti del mondo con diverse iniziative tra cui la nascita dell enciclopedia Coffee Sapiens – tutto sul caffè – presentato ai Chiostri Nina Vinchi del teatro Piccolo di via Rovello. Un trattato sull intera filiera da quando il fiore germoglia ed emana profumo di gelsomino, alla distribuzione, alla gestione della struttura adibita alla ristorazione, consulenze di gestione, preparazione e formazione del personale addetto ecc. Quindi, dopo aver assaporato l ultima goccia di caffè la storia nn finisce qui perché sembra che gli esperti della Lavazza la sappiano lunga e a dar loro voce nasce la fondazione ElBulli Lab di Barcellona, unica per la ricerca di nuovi prodotti, che ha portato per primo il caffè nello spazio, anzi nella stazione spaziale di Samantha Cristoforetti, sotto forma di un solido biscotto, per evidenti esigenze di gravità. Perchè nn mangiare anziché bere il caffé? Bella domanda, ma bisogna solo cambiarne la consistenza mediante la liofilizzazione e/o disidratazione e il gioco è fatto, avremo così dei prodotti alternativi al caffè liquido e altrettanto buoni che si possono peraltro gustare presso il loro Store di pza San Fedele (foto).

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LE NUOVE GALLERIE LEONARDO DA VINCI – esposizione permanente – di Edy Rulli

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Il ciclo di festeggiamenti commemorativi dei 500 anni dalla morte di Leonardo sta per concludersi quando ecco che nasce un iniziativa per dare continuità alla sua memoria sempre così viva nonostante il tempo trascorso. Si tratta di Leonardo da Vinci – Le Nuove Gallerie – esposizione permanente al Museo della Scienza e Tecnologia appena inaugurata a Milano con la rappresentanza dei Partner istituzionali del Comune, Regione, Ministero Beni Culturali. Una grande esposizione permanente su 1300 mq fruibile per sempre. Nasce al termine di 4 anni di lavoro con un grosso investimento economico a compimento delle celebrazioni 2019 a livello internazionale sull opera nn solo di ingegnere, di tecnologo, umanista, indagatore della natura. Un regalo a Leonardo costato svariati milioni di euro, ma per lui questo ed altro. Milano si sdebita così verso chi fu tra gli artefici della sua fortuna. Hanno contribuito alla mostra i Musei Reali di Torino, la Soprintendenza Castello di Milano, Musei Archeologici e Storici e l Institut de France di Parigi, il Royal Collection Trust e 70 istituzioni da tutto il mondo con un corredo iconografico di oltre 500 immagini. Si compone di oltre 170 opere, 39 installazioni multimediali.Il Museo della Scienza nasce nel 1953 come Ente Pubblico e solo 18 anni fa diventa Fondazione; esattamente il giorno dell inaugurazione delle Nuove Gallerie diventa maggiorenne e in grado di camminare con le proprie gambe e quindi di autogestirsi, adulta e consapevole divulgatrice di conoscenze come lo è sempre stata al motto “La Scienza prima della Scienza” con riferimento a Leo. E, ciliegina sulla torta, con il compleanno decolla anche il suo nuovo sito su Internet. Come il Teatro alla Scala che ha dato alla lirica la valenza di una risorsa pari al petrolio, anche il Museo naviga in buone acque essendo in grado di autogestirsi senza l ausilio di soldi pubblici. Nel 2018 ha fatto registrare 250.000 visitatori con un incasso di 1.052.000 euro e la sua crescita è costante. Entrambe le istituzioni sono emblematiche di Milano e con la passata EXPO sono icone della città, la rappresentano nel mondo. Ciò invita a perseverare sulla linea intrapresa che prevede massicci investimenti nella cultura, la gallina dalle uova d oro da contrapporre alla caduta rovinosa della nostra economia con la chiusura di molte aziende italiane nonché alle mire predatorie da parte di investitori stranieri per quelle attività che ancora resistono (NdR). La speranza è l ultima a morire, del resto la tutela del nostro patrimonio artistico è prevista dalla Costituzione, dobbiamo tutelarla ci piaccia o no, con o senza risorse, ma possiamo farlo grazie al nostro potenziale culturale che ancora dà un buon spettacolo di sé a differenza della politica spettacolo che fa invece molto discutere.Il pubblico del Museo in 50 anni è cambiato, oggi l uso della tecnologia mediante interfacce multimediali permette di interagire con il visitatore, la realtà virtuale offre con la tridimensionalità la sensazione di essere fisicamente all interno dei disegni di Leo e di percepirne realisticamente le proporzioni. Installazioni suggestive con postazioni audiovisive e multimediali interattive con elementi in movimento attraverso l utilizzo di grandi proiezioni. Queste metodologie permettono altresì una lettura aggiornata dei suoi lavori. Un bell esempio è alla Sala delle asse del Castello Sforzesco in cui la tecnologia fa spettacolo peraltro molto apprezzato dal pubblico. Dal Rinascimento ad oggi il contesto culturale è cambiato e la mostra è in grado di dare una visione riveduta e aggiornata della tecnologia rispetto l epoca di riferimento.Tra gli sponsor privati la prestigiosa Leonardo Spa – Settore Aerospazio Difesa e Sicurezza – di Nerviano alle porte di Milano, quella dei 600 piccoli satelliti con sensori AASTR progettati per resistere alle radiazioni solari, che girano sulle nostre teste con il mite intento di monitorare lo spazio. Il Gruppo ENI Spa – Decarbonization e Environment R & D impegnato in un importante programma di decarbonizzazione in sintonia con Leonardo così attento alla natura e fa sua la teoria secondo cui “Scienza e Umanesimo debbano camminare a fianco”. La Fondazione CARIPLO che da sempre sostiene la ricerca scientifica e l innovazione. Dal 1991 ha destinato 520 mln di euro a 2500 progetti che avvicinano il mondo della ricerca alla comunità. Oltre alla ricerca scientifica ha promosso progetti nel campo dell’ arte e cultura, ambiente, e del sociale con un impegno di circa 3 mld di euro. Oltre 1000 progetti sostenuti con 150 mln di euro/anno.

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PARMA CAPITALE DELLA CULTURA 2020 – Le 3 P – di Edy Rulli

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Lo chiamavano trinità…come nn citare questo vecchio film, oppure I magnifici tre, per parlare di questa triade di unicità, un tris di prodotti DOP e IGP, felice connubio delle note 3 P – Parma – Prosciutto – Parmigiano, icona di Parma città della cultura 2020 estesa anche ai territori di Piacenza e Reggio Emilia, che sarà inaugurata dall 11 al 13 gennaio 2020 con una tre giorni di eventi in acconto ai 400 previsti dalle varie fasi della manifestazione. Mostre, concerti, performances, teatro; nasce con lo slogan Cultura per tutti – cultura di tutti, impegna 700 Istituzioni e volontari, due anni e mezzo di lavori e un finanziamento di 1 mln di euro per la sua realizzazione. Qui cultura e impresa hanno fatto rete rendendo possibile forme di contaminazione col tessuto urbano, periferie e comunità locali ed ha altresì promosso la contaminazione tra processi industriali e quelli culturali. Il Progetto Parma 2020 vuole offrire un pensiero sul contemporaneo inteso come “luogo che tiene insieme i tempi” (e la gente, almeno ci prova, ndr), tiene vivo il passato come tradizione, interpreta il presente orientandolo verso il futuro. Oggi più che mai importante in contesti multiculturali e globalizzanti come di fatto è la società attuale, ma in particolare questa Regione prima in Italia nell industria agroalimentare con 63 Mld di esportazioni, superiore alla Lombardia, caratterizzato da importante attività agricola nel campo dell allevamento zootecnico con una massiccia presenza di manodopera straniera grazie alla quale questo settore sopravvive nonostante la crisi. Scopo della cultura è anche abbattere quelle barriere storiche e sociali che complicano ogni forma di dialogo. Così Parma, città romana, medievale, rinascimentale, barocca, borbonica, illuminista, rivoluzionaria, asburgica, da contadina a imprenditoriale, come tante altre città italiane, si trova impegnata sul fronte comune di come combattere gli effetti perversi della globalizzazione. Con questo progetto scommette sulla carta dell inclusione e della sostenibilità ambientale nonché sociale. Pensiamo alla forma geografica dell Emilia Romagna, una sacca triangolare al centro dello stivale, una “pancia” messa di traverso tra Appennini, Po, mare Adriatico, dalla linea morfologica morbida ed accattivante. Fascia montuosa degradante verso la collina per poi finire dolcemente nella Pianura Padana. Crocevia di ogni spostamento da nord a sud e viceversa, e migrazioni più o meno epocali, impossibile da evitare, sta lì nel bel centro della Penisola, o l attraversi o finisci in mare. Forse per questo, ma anche per la proverbiale ospitalità dei suoi abitanti, rappresenta un attrazione fatale per masse migratorie, ma anche per quelle turistiche che nel 2018 hanno fatto registrare 60 mln di presenze. In questa “pancia” risiede la Food Valley italiana con il maggior numero di prodotti DOP e IGP (ben 44!) e alla sola Parma il 20% del fatturato italiano. Eccellenze nell’ industria conserviera con 4 Aziende leader nella conservazione del pesce, mentre quella delle conserve di pomodoro Mutti e la Parmalat hanno purtroppo la fama oscurata dalle note vicende. Una pancia che dopo aver metabolizzato il lavoro di tante braccia lo rende sotto forma di benessere economico, in un tessuto economico su cui si è sviluppato un modello virtuoso tra pubblico e privato che opera in unità di intenti con progetti condivisi.

Il Mare Adriatico nn è propriamente paragonabile alle Antille, ma le spiagge della Romagna sono magistralmente attrezzate e modello da imitare da parte di rampanti imprenditori votati al turismo balneare. Altre eccellenze del territorio sono i 142 Musei di cui 57 a Parma e 51 nella bellissima Piacenza (ved. link), 51 teatri (15 a Parma), parchi, aree naturalistiche, oasi e riserve nella provincia di Reggio Emilia. 161 km del Fiume Po transitano tra queste tre città, solo un artista creativo e fantasioso come Giuseppe Verdi, guardandolo scorrere dalle finestre della villa Sant Agata, poteva paragonarlo al mitico Nilo ispirandogli l opera l Aida!

A Parma ci sono 167 Caseifici, ma nessun salumificio. Toh, chi l avrebbe pensato, ma allora il celebre prosciutto dove lo fanno? Per saperlo bisogna andare a Parma! 11 siti Unesco per l enogastronomia, nella Food Valley, dove si mette a sistema l antica arte di fare salami con un volume d affari di 2,9 mld di euro, i volontari del Comitato promotore hanno già approntato 1-1/2 tonn, di tortellini (anelini) da offrire ai 3 mln di visitatori attesi. Il branding della cucina romagnola rispecchia quello della dieta mediterranea, pochi ingredienti, ma buoni e dietetici come deve essere la buona cucina. La Motor Valley che ha dato i natali alla Ferrari, Maserati, Lamborghini, Ducati, De Tomaso, Morini ecc. e la sua passione per i motori (ved. link). Inoltre da vistare la Cattedrale e il Battistero, la Galleria Nazionale all interno dell imponente Labirinto Masone del Palazzo Pilotta con opere del Correggio e Canaletto. Alla Biblioteca Palatina aggiunte di recente 10 nuove sezioni per una spesa di 2 mln di euro. Nn meno importanti sono gli sponsor tra cui l industria Barilla presente sul territorio da 140 anni, TIM, Fondazione CARIPARMA, Fidenza Village, Chiesi, Deloitte e molti altri. Ricca di storia a cultura, Parma ha dato i natali al tipografo Bodoni inventore dei caratteri di stampa, Toscanini ecc. La splendida Piacenza (ved. link) offre un altrettanto ricco palinsesto di eventi che si svolgono presso il Complesso S Sisto, Teatro Municipale, con la rappresentazione di numerose opere e altri siti ancora. Preceduta da Mantova nel 2016 (ved. link), nei prossimi gg. la simbolica consegna delle chiavi da Matera e Parma tornerà ad essere capitale anche se solo per un anno, come lo è già stata in un lontano passato. Il capoluogo della Basilicata ha duramente subito i danni della recente alluvione e nn poteva concludere in modo peggiore il suo splendido periodo di capitale in cui furono investiti 16 mln di euro. Una fine silenziosa poco mediatica e poco meritata, certo, Matera nn è Venezia! Sommersa dalle acque impetuose di fiumi di un dissestato territorio nazionale nn più in grado di reggere a calamità più o meno importanti che necessita urgenti interventi di messa in sicurezza e come lei, molte altre realtà italiane, ponti e autostrade comprese. Investire in arte/cultura (500 mln da parte di Cariparma) sembra sia redditizio – dà da mangiare – per ogni euro investito il ritorno è assicurato. Forse per questo la presentazione alla Stampa dell evento si è svolta all interno della Borsa di pza Affari nella sala delle Grida dove, prima della digitalizzazione del sistema, si svolgevano le contrattazioni finanziarie. Che c entra l arte con la finanza? C entra, eccome. I mecenati ben vengano, ma senza finanziatori nn si va da nessuna parte, come del resto in ogni altro settore. No money, no party!

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Foto di Edoardo Fornaciari.

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Il MES questo (s)conosciuto – Il Fondo Salva Stati esce allo scoperto – di Edy Rulli

Il Debito Pubblico ce l hanno tutti gli Stati del mondo, ma quello italiano è tra i più alti. E’ una palla al piede per le future generazioni e tutti dovremmo considerarlo al pari di una vera calamità come quello climatico ed entrambi potrebbero uccidere, uno con cataclismi immani, l altro infierendo in modo subdolo sull economia agendo come un potenziale killer essendo l economia alla base di tutto. Il DP è improduttivo, ci danneggia e si può combattere solo mettendo mani ai risparmi degli Italiani. Tolto il dente, tolto il dolore. Ma nessun Governo ci prova, mai nessuno ha pensato di metterci mano pena la depoltronizzazione. Diceva infatti l ex Presidente della Commissione Europea Junker: “ Tutti sanno cosa fare, ma nn sanno se facendolo saranno rieletti”. Quindi è solo una questione di poltrone ed è noto l attaccamento del proprio deretano a quel comodo strumento di potere a quattro gambe, braccioli e poggiateste. Una delle tante soluzioni al problema comune della stagnazione internazionale e crescita zero a livello mondiale sarebbe la riduzione di questo benedetto DP, ma l argomento è tabù, fino ad un certo punto, perchè il MES Meccanismo Europeo di Stabilità noto anche come Fondo Europeo Salva Stati è nato per scaricare le responsabilità di questo gesto estremo (che potrebbe causare anche una guerra civile!) dai politici ad un Ente astratto, di fatto nn esistente se nn nella mente di poteri occulti, nn giuridico quindi nn perseguibile penalmente da nessuna Legge. Un fantasma di nome MES che ci farebbe il favore di alleggerire il nostro DP pesante come un macigno, di 125 Mld di euro (naturalmente pagabili in comode rate, il va sans dire!) e in cambio del favore NIENTE, neanche uno spicciolo per rifare i nostri ponti e autostrade in disfacimento. Vorrei tanto chiamarmi MES!

Torniamo indietro di qualche decennio. L Italia cresceva +5%, di più degli altri Stati, perché emetteva BOT e CCT a manetta a copertura di spese pazze, superiori a quanto poteva permettersi. La Germania nn è stata meno e per la sua Riunificazione ha stanziato 25 Mld/anno per 25 anni e continuano sulla strada intrapresa stanziando ben 5 mld per la digitalizzazione della Scuola (serve?). L America di Trump nn cambia di molto, così pure la Francia ecc. Qualcosa però ci differenzia da questi Stati ed è l alto tasso di corruzione, la burocrazia, crollo demografico, lentezza giudiziaria che messe assieme incidono all 1% sul PIL. Nonostante tanto blablabla, nessuna soluzione si intravvede all orizzonte. Prima di Mani Pulite e del voto del ’94 che lo avrebbe ridimensionato, tutto il potere era in mano ai Partiti; successivamente la nascita del Bipolarismo lo ha frazionato e ha dato origine numerosi governi di breve durata in media di 1-1/2 anno ed è risaputo che i progetti a medio e lungo termine sono quelli che cambiano i connotati di una Nazione nn quelli a breve termine magari ugualmente necessari, ma con un potenziale inferiore. Ciò ha portato il potere decisionale nelle mani di una cupola romana di burocrati, ma anche internazionale, che agisce indisturbata. Questa cupola invisibile ma molto efficiente si chiama MES e inciderebbe sulla nostra economia per distruggerla, senza lasciare margini di trattativa (ambasciator nn porta pena!). Del MES si sa che viene criticato per le sue regole peraltro da rivedere, ma nn per i suoi intenti predatori che prevedono riforme strutturali attuate con con trastici tagli lineari specie in campo sanità e pensioni. Le politiche finora adottate nn hanno che peggiorato la situazione del nostro DP. Per es. i 500.000 pensionamenti del Pubblico Impiego bloccato, stop controllo gestione contro furti, il via al demenziale Codice Appalti di Renzi, ecc. Il Reddito di cittadinanza poi merita una parentesi a parte e gli Italiani sono invitati a vedere il bicchiere mezzo pieno piuttosto che vuoto. E’ risaputo che detto Reddito è andato anche a delinquenti che però avendo entrate fisse su cui contare per vivere “Avrebbero rubato meno”. In quanto agli extracomunitari con riconosciuta supremazia nel campo della riproduzione e principali detentori di tale Reddito, nonché potenziali elettori della maggioranza attualmente al Governo, si può pensare che possano compensare la denatalità nazionale e quindi aiutarci a recuperare il GAP, senza però osare a pensare di preferire figli di genitori italiani altrimenti si viene tacciati di razzismo. Per gli asili gratis ringraziano. (Costo gestione asili per lo Stato in Italia 16. Mln euro/anno). Le politiche identitarie dei populisti/sovranisti che condannano il Nord alla marginalità, mangeremo più Mortadella DOP e mozzarella IGP e tutti felici e contenti in questa decrescita felice, ma inarrestabile. Poi però nn lamentiamoci se mancano i soldi per rifare scuole, ponti e autostrade. Per concludere, i grandi temi vanno ripensati se nn altro per le future generazioni di giovani, le ricette di 20 anni fa nn funzionano più, bisogna ricominciare da zero.

Riusciranno i nostri eroi, attaccati alle poltrone…

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Il Mes, l’Italia e la Germania. Il post dI Alberto Bagnai

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Studio Esclusivo: l’Italia ha pagato 3.100 miliardi di interessi in 3 decenni (198% del PIL)

Palazzo Isimbardi ho ospitato l incontro “Si sono dimenticati il Nord?” con Edoardo Croci, Stefano Parisi, Benedetto Della Vedova, Carlo Scognamiglio.

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ASSASSINIO CHIAVI IN TASCA – 25 novembre data da non dimenticare – di Edy Rulli

Nella giornata del 25 novembre molte iniziative da parte della collettività volte a evidenziare la gravità del fenomeno del femminicidio in piena evoluzione e in fase ascendente e che nn dà il minimo segnale di volersi arrestare. Una donna su 10 subisce abitualmente violenza domestica e la violenza di genere conta 88 vittime al giorno, una ogni 15 minuti. Tra le varie considerazioni emerge quella inquietante secondo cui chi commette il crimine è in grande maggioranza persona nota, un partner, un ex coniuge, un marito che entra ed esce da casa a proprio piacimento, l 80% di loro ha le chiavi di casa della vittima. Dal 2000 ben 3230 delitti nell ambito familiare per mano di un uomo. Una donna su 10 subisce violenze domestiche. Nel 2017 ben 123 donne uccise, nel 2018 sono 142, nei primo 10 mesi del 2019 già 94. Il 34% del totale delle uccisioni sono femminicidi.

La Convenzione di Istanbul è il primo trattato internazionale che riconosce la violenza contro le donne come violazione dei diritti umani e invita il legislatore a fare Leggi in tal senso che ovviamente necessitano lo stanziamento di fondi da parte dei vari Stati (Ma perché Istanbul, una città prevalentemente di fede musulmana, per stipulare una convenzione a favore delle donne? ndr). Poco tempo dopo nasce in Italia il Protocollo d intesa ZEUS che introduce nei decreti di ammonimento la cosiddetta “ingiunzione trattamentale” che spinge i persecutori ad iniziare un percorso terapeutico che viene applicato su stalking, bullismo, violenze domestiche. Per poterlo applicare è necessario che la vittima denunci il suo aggressore e il dato positivo è che le denunce sono in costante aumento. A Milano 30 denunce al giorno, 700 al mese a Roma in virtù del Codice Rosso. In quanto ai fondi stanziati, 85 mln tra il 2015-2017, 37 mln per il 2019, sborsati sì, ma mai interamente giunti a destinazione se nn in piccole tranches, vuoi per la burocrazia, vuoi per altre ragioni. E’ in funzione una task force per poter applicare l art. 282-ter che prevede il divieto di avvicinamento ai luoghi della persona offesa. Le strutture in Italia sarebbero sufficienti, 258 case rifugio e 270 centri anti-violenza, ma ovviamente per il loro funzionamento sono necessari fondi che arrivino regolarmente e nn a pioggia e in modo discontinuo come in realtà avviene. Il protocollo Zeus prevede l allontanamento della persona denunciata e ciò è possibile anche mediante la denuncia di un vicino di casa testimone di violenze domestiche, specie se ad essere vittima è un minore. Attualmente sono 500.000, 1 bambino su 5, vive violenza assistita. Perché allontanare dalla propria casa il soggetto debole donna o bambino, mentre è l orco che dovrebbe essere messo in condizione di nn più nuocere? Queste misure e il Codice Rosso che prevede la trattazione prioritaria del caso, permettono di ovviare a lunghe procedure giudiziarie in cui spesso la denunciante si perde per strada per paura o minacce e solo il 10% di queste giunge al termine dell iter giudiziario. A ciò si aggiunge la carente formazione dei Magistrati in materia di tutela dei diritti delle donne che spesso vengono penalizzate da sentenze peggiorative quando, ahimè, vengono applicate leggi anacronistiche del C.P. tuttora in vigore. Dai maltrattamenti in famiglia al femminicidio il passo è breve. Quando un caso entra di competenza della Polizia mediante denuncia, deve essere risolto ipso facto, senza il rischio di finire nel cassetto di qualche Giudice dormiente o affetto da pregiudizi di parte. Quindi si comincia con un atto ufficiale da parte della Questura con l ammonimento e in base all art. 157 del Protocollo Zeus l ammonito va in trattamento; personale di polizia con formazione finalizzata insegna loro cosa possono o nn possono fare alle loro donne o a persone indifese, ed è quello che le famiglie e il contesto di provenienza nn ha saputo fare a tempo debito. I risultati sono buoni, solo il 10% di queste persone è recidivo. I comportamenti nn sono una materia da poter insegnare a scuola, è un fatto di educazione dell individuo, di contesto abitativo in cui ha vissuto dalla prima infanzia e tutti gli Stati devono farsene carico e fare rete per una possibile soluzione perché il problema è a livello planetario senza distinzione di classe sociale. Oltre a quella fisica vi è la violenza psicologica esercitata sulla donna che la rende subdola e incapace di reagire a causa di costante denigrazione da parte del compagno o presunto tale; ciò la rende più fragile quindi più controllabile nel subire la gelosia e possessività maschile.

In occasione dell incontro organizzato da Alley Oop presso Il Sole 24 Ore NONSEISOLA. Come fermare la violenza contro le donne, alcuni sponsor dell iniziativa come la Sorgenia, hanno illustrato il loro impegno e il ruolo anche sociale via WEB, con un sito che ha raggiunto 20 mln di persone e 2 mln hanno visualizzato un video per la raccolta fondi Case Accoglienza. Per questa Società che opera in campo energetico nn è l unico obiettivo la sostenibilità ambientale, ma altrettanto importante è la sostenibilità sociale di cui meno si parla, nel creare vera solidarietà verso giovani donne. Un interessante caso giudiziario è stato ricordato e riguarda la denuncia di una delle 34 vittime contagiate da virus HIV da parte un untore, un portatore consapevole di AIDS che ora sta scontando 22 anni di carcere. Grazie alla ricerca dell Istituto specializzato Spallanzani, è stato possibile l individuazione del DNA del gene che ha causato il contagio doloso mediante rapporti sessuali nn protetti.

Link: https://m.youtube.com/watch?v=PBPIkA2_hj0

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=2378447395618343&id=100003593177989

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IMPOSTE E DINTORNI – Lo standard REI di Civicum – di Edy Rulli

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Tribunali, Scuole d infanzia secondarie e primarie, Università, Istituti Statali, Musei, Monumenti e aree archeologiche, Stazioni Carabinieri, Comandi di Polizia, sono oltre 75.000 i siti dove i dipendenti erogano un servizio ai cittadini e alle loro imprese; essi appartengono alla categoria di Uffici Periferici dello Stato e ciascuno Ufficio redige annualmente un “Rendiconto Finanziario Gestionale” che indica il costo effettivo del servizio reso. E’ poi compito di Civicum raccoglierli e unificandoli in un unico documento, il REI (Rendiconto Economico Integrato), semplice e compatto che include tutte le entrate/uscite, da sottoporre nn solo ai contribuenti, ma anche ai vari ministeri che in ogni momento devono sapere quanti soldi si spendono e quanti ne restano a disposizione nelle Casse dello Stato. Ciò anche in sintonia col pensiero espresso dalla collettività e che imperversa sui social: “E’ lo Stato che deve rendere conto ai cittadini di come spende i suoi soldi!”. Il REI è stato presentato alla Stampa nella insolita location della Sala degli Sportelli dell Agenzia delle Entrate di via Manin 29 che nell occasione è sembrata meno ostile di come siamo abituati a considerarla. Esso riguarda la Città Metropolitana di Milano e la provincia di Monza e Brianza che ha 4 mln di abitanti e sviluppa un PIL di oltre 170 mld pari a 11,4% di quello totale. Le Pubbliche Amministrazioni rendicontate sono ca. 500 con oltre 110.000 dipendenti, la rendicontazione sulla gestione della Cosa Pubblica è un atto dovuto verso i cittadini e Civicum è impegnata nella semplificazione delle norme e procedure quando queste siano complicate e lente. Benedetta burocrazia! Il Rendiconto 2018 entrate/uscite per Milano/Monza/Brianza ammonta a 11.418.084 euro, di cui il maggior costo è quello del personale pari a 7.110.354. Alcune precisazioni vengono fatte: le transazioni di pagamento alla Banca d Italia per l erogazione delle somme (106.000 controlli effettuati) vengono approvate in 18 gg. anziché 30 definito per legge. L organico, età media 56 anni non sostituito dopo il pensionamento, è diminuito dell 8% grazie alla digitalizzazione del sistema, uso diffuso di soft e hardware che ha permesso altresì l 85% di dematerializzazione (meno carta!); si aggiunge la positiva esperienza dello Smartworking (lavoro da casa per alcuni gg. la settimana). E inoltre in corso il processo di ingegnerizzazione modello cloud per unificare tutte le Pubbliche Amministrazioni. L importo controllato ammonta a 6 mld di euro della spesa totale dello Stato tra cui oltre agli stipendi di 110.000 dipendenti statali, pensioni di guerra e infermità di leva con 6.000 assistiti che richiedono 1800 controlli effettuati dai 500 Uffici Periferici. Per ogni euro controllato incide un costo in percentuale di 0,0014 cent. e in merito viene fatto osservare che se l incidenza è così bassa si potrebbe attuare un azione mirata per stanare l evasione fiscale oggi stimata in 100-120 mld, con assunzione e formazione di personale. Perché nn viene fatto, ci si chiede, forse manca la volontà politica in virtù della consapevolezza che una volta accertata l evasione, le sanzioni sono così elevate che l azienda incappata nei controlli potrebbe chiudere, fallire o delocalizzare. Il REI è leggibile a tutti e certifica in modo chiaro come sono spesi i soldi dei cittadini. Uno studio ha controllato il Bilancio di EXPO 2015 che è risultato positivo di 4 mln di euro. Applicare il REI con interventi modulari adattabili a realtà diverse, se trattasi di attività in perdita o redditizie, per es. Musei e come armonizzazione tra i vari Stati europei in osservanza delle direttive UE. Inoltre 8.000 contestazioni di riciclaggio tra il 2016-18 e 20 mln di entrate dovute a pagamenti e sanzioni. E’ recentemente iniziata un attività di presidio sull utilizzo dei fondi europei (IGRUE). Il REI contribuisce alla trasparenza e rendere comparabili i conti dello Stato al fine di rendere più efficiente la macchina pubblica.

In Italia un livello di tassazione tra i più elevati al mondo e una riduzione della pressione fiscale è ben lungi dall essere attuata. Alla nascita di questa nazione gli allora 5/6 staterelli che arrancavano verso l Unità d Italia, già avevano gli stessi nostri problemi, debiti di guerra, interessi su di un DP che ci trasciniamo da secoli, il tutto ben miscelato da un alto livello di corruzione, presumibilmente nel DNA degli italiani. Il sistema fiscale in atto da 150 anni, dai tempi di Cavour, è ben strutturato e regge nn senza qualche riserva. Già allora si parlava di unificazione anche dei differenti sistemi fiscali e nn solo, allora vigenti; un anteprima di quello che si vuole fare ora con i vari Stati d Europa, ad opera di politici megalomani e visionari, totalmente privi di senso della realtà (ndr). Quintino Sella pilotò il nascente Stato verso il pareggio di bilancio a costo di grandi sacrifici mediante tassazioni estreme imposte alla popolazione che causò cruente rivolte con DL 5026 del 1862, esempio seguito dai vari dittatorelli in tempi recenti quali la Margaret Teacher, Tremonti, Goria, Monti, ecc. “Occorrono imposte, imposte, nient altro che imposte. Tremonti aggiunse la variante “Privatizzazioni, liberalizzazioni, vendite; nello Stato c è molto da vendere” (o svendere? ndr). In quanto alla corruttibilità del sistema, viene ricordato Ippolito Nievo che dopo la Spedizione dei Mille fu incaricato di raccogliere documenti e informazioni sui suoi costi effettivi essendo alcune voci in odore di peculato e fonte di sospetti, quali l acquisto di cappotti per i Garibaldini mai visti sul campo (i cappotti!). Nievo lavorò molto per portare a termine l incarico governativo affidatogli e far luce sulla presunta corruzione, ma durante il viaggio di ritorno in Italia l operazione affondò con lui quando l imbarcazione fece naufragio portando con sè in fondo al mare persone e i preziosi documenti. A pensar male a volte ci si azzecca, ma nn del tutto infondate erano allora le illazioni secondo cui la Spedizione dei Mille fosse stata finanziata dagli inglesi con mire ben precise. Toh, chi l avrebbe mai sospettato!

Link: https://laveritadininconaco.altervista.org/garibaldi-ma-quale-eroe-fu-solo-un-invasore-sanguinario-al-soldo-dei-piemontesi/

https://www.ilgiorno.it/milano/economia/pil-crescita-1.4875305

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MICRO E NANO PARTICELLE – Chi ha paura dei nani? – di Edy Rulli

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“Sono abbastanza vecchio per ricordare quando le buste di carta causavano la distruzione degli alberi e che quelle di plastica sarebbero state la soluzione!”

La storia della plastica comincia 50 anni fa ad opera di Giulio Natta suo scopritore ed inventore che nel 1963 riceve il Nobel per la chimica, primo e unico riconoscimento per l Italia. Papà “Moplen” genera una creatura a dir poco controversa chiamata polimero del propilene, un idrocarburo insaturo ricavato dal petrolio. Il pargolo allora sembrava buono e di pubblica utilità, un figlio esemplare che però crescendo rivela una doppia personalità e sembra addirittura minacci l intero pianeta e per questo è da 10 anni sorvegliato speciale da parte della comunità scientifica internazionale. Infatti, i prodotti di plastica contengono diversi tipi di sostanze chimiche ancora poco conosciute il cui assorbimento da parte dell organismo umano potrebbe essere causa di tossicità soprattutto dopo che sono riversati nell ambiente sotto forma di rifiuti. Che dire, l idea era buona visto l uso pervasivo che se ne è fatto successivamente, ma nel corso degli anni il super premiato figlioletto sembra abbia assunto di più le sembianze di un mostriciattolo dal momento che solo metà della plastica eliminata è riciclabile, il resto va ad occupare il fondo dei nostri fiumi, mari, oceani e forse anche ghiacciai ora nn più eterni per lo scioglimento causato dal surriscaldamento terrestre, e staranno lì per centinaia di anni finché qualcuno nn vada a ripulire quello rimasto dopo che i pesci se ne sono nutriti. Solo il nostro paese riversa in natura o,5 mln di tonnellate di rifiuti plastici che nel corso degli anni consumandosi, si trasformano in frammenti e se inferiori a 5 Micron sono definiti microplastiche. L unità di misura della lunghezza è il Micron (=1000 mm e un milionesimo di metro). Micro e nano particelle di plastica invisibili al nostro occhio volteggiano nell aria a nostra insaputa e si diffondono nell ambiente con grande facilità dato le microscopiche dimensioni e vanno a contaminare i vari ecosistemi da quello marino piuttosto che montano, terrestre ecc., ad opera appunto del trasporto atmosferico a medio-lungo raggio e ce le potremmo ritrovare nelle profondità oceaniche, nell Artico, nell Antartico, sui Pirenei nelle Fosse delle Marianne, e forse anche sui ghiacciai un tempo incontaminati ecc. La fusione in atto degli apparati glaciali rappresenta la possibilità di ulteriore contaminazione per gli ecosistemi di fondovalle. Nessun studio ha indagato la presenza di microplastiche sui ghiacciai nonostante la presenza accertata di una quantità enorme di rifiuti lasciati da numerose spedizioni: 8,5 tonn, al Campo Base dell Everest. 1,5 tonn. su la Mer de Glace del Monte Bianco, piste molto battute da scalatori ed escursionisti che contribuiscono alla contaminazione nn solo mediante l abbandono dei rifiuti, ma anche con gli equipaggiamenti e gli indumenti prevalentemente fatti di fibre tessili sintetiche, specie Poliestere, che possono rilasciare fibre e sedimenti. Un recente studio peraltro l unico finora condotto in un ecosistema montano condotto dall Università degli Studi di Milano è quello sul Ghiacciaio dei Forni (Alta Valtellina), dove è presente il turismo in tutte le stagioni, che ha permesso l individuazione di microplastiche nel detrito sopraglaciale in un valore molto simile a quello riscontrato in sedimenti marini e costieri a livello europeo.

In quanto alle falde acquifere, l Ist. Mario Negri IRCCS di Milano in collaborazione con il dipartimento di Chimica e Fisica ed Eletrochimica dell Università di Milano, ha in corso un progetto per la caratterizzazione delle microplastiche nelle acque di falda commissionato dai gestori di acquedotti di Milano, Brescia e Torino. Sono stati filtrati 40.000 lt di acqua ad una profondità di 120 mt. e per una simile quantità l operazione è molto difficoltosa soprattutto per le dimensioni estremamente esigue delle particelle da filtrare a 8 Micron. I risultati per l acquedotto di Milano sono buoni, qualche riserva per Brescia, Torino nn ancora pervenuta. Sotto i 15 Micron dette particelle sono da ritenersi pericolose per l organismo umano, penetrano negli alveoli polmonari e causano malattie respiratorie nonché tumori. I rifiuti sono la causa principale, ma nn l unica, gli imballaggi e le fibre tessili sintetiche in aumento anche nel fast fashion (l usa e getta di indumenti poco usati) che contribuiscono alla contaminazione del nostro habitat. La stessa presenza nelle nostre case di innumerevoli oggetti di plastica in termini di pervasività rappresenta un problema di nn facile soluzione. Recenti studi dimostrano che attraverso gli animali che si nutrono inconsapevolmente della plastica presente nei mari, la catena alimentare è già compromessa, in quale misura nn è dato sapere. Nn si conosce ancora l effetto sulla salute umana, tra l altro alcune di queste sostanze sotto accusa, altre solo sospette, sono dichiaratamente inerti e già largamente usate nella cosmesi, nei dentifrici ecc., peraltro soggetti ad una severa normativa. Negli alimenti del pescato nell ambito marino, a titolo precauzionale si sconsiglia il consumo di mitilli che notoriamente filtrano e trattengono le impurità organiche e pesci di piccolissima taglia contenenti interiora.

Senza creare allarmismi è tuttavia necessario monitorare l ambiente ed approcciarci a stili di vita diversi, no all usa e getta e quant altro. Solo l informazione benché molto diffusa e capillare grazie ai media nn basta, serve un educazione mirata alla salvaguardia dell ambiente e la consapevolezza che a piccoli passi e per i prossimi decenni, il compito di tutti noi è di sanare i danni finora fatti al pianeta. Allo stato attuale delle cose dobbiamo soltanto preoccuparci d nn peggiorare la situazione tutt altro che rosea, pensare ad una riconversione che trasformi l utilizzo di questi materiali da killer a virtuosi, da indistruttibili a sostenibili per il nostro sistema produttivo. Arrivare prima ad uccidere il killer prima che lui uccida noi. Quindi rimbocchiamoci le maniche e…si salvi chi può!

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Il SALOTTO DELLA POESIA – Decennale Alda Merini – di Edy Rulli

Alda Merini ci ha lasciati il 1. novembre 2009 dieci anni fa e il primo decennale della sua scomparsa nn poteva essere meglio ricordato se nn con l intitolazione del ponte pedonale sul Naviglio Grande altezza via Corsico a Milano dove viva è la presenza della movida cittadina, ma altrettanto lo è la memoria della poetessa nella mente dei milanesi. In Ripa Ticinese esiste già una targa dove era nata e in via Magolfa 32 il Museo a lei dedicato presso la Casa delle Arti che nn passa inosservata per i numerosi graffiti dipinti sui muri. Una serie di iniziative a commemorazione al seguente link:

https://www.leggo.it/italia/milano/alda_merini_milano_celebrazioni_oggi-4811954.html?fbclid=IwAR0fVuowSYGoKlfYqw9P3TGHSl3HroYaqIY_wkelWyJRRpgxJMAgCE0HKUM

L intitolazione del ponte è avvenuta in una giornata buia e sotto una fitta pioggia e volendo collegare la data della sua dipartita (1 Novembre!) in cui si commemorano i morti, associando le due date, un brivido di tristezza ci pervade nonché un pensiero allusivo. Amore e Morte, due iconici pilastri della poesia mondiale di tutti i tempi, trovano anche nella poesia di Alda una valida e inimitabile paladina. Lei, così duramente provata nella sua vita terrena, così ne parlava:

“Ama la vita e amala seppur non ti dà ciò che potrebbe, amala se non è come vorresti. Amala se non è come tu vorresti. Amala quando nasci e ogni volta che stai per morire. Non amare mai senza amore, non vivere mai senza vita”.

A ricordarla anche il gruppo Il Salotto della Poesia che opera al Quartiere Gallaratese. Nato nel dicembre 1994 per iniziativa di Doris Canetti, ex conduttrice radiofonica, pittrice nonché poetessa e ritrattista che ha materializzato il ricordo di Alda con un bellissimo ritratto (ved. foto).

Il Salotto crede nella divulgazione della poesia e si impegna nella sua diffusione, nn con la pretesa di cambiare il mondo, ma piuttosto migliorarlo con quel potente strumento quale è la poesia appunto. Tanto per citare le parole della canzone di Gino Paoli “eravamo quattro amici a bar che volevano cambiare il mondo…” cambiarlo nn si può, dargli un anima sì! e ciò in sintonia con questa citazione della Merini “Ho bisogno di poesia questa magia che brucia la pesantezza delle parole che risveglia le emozioni e dà colori nuovi”. Il Gruppo a sua volta si esprime parallelamente così per bocca della sua fondatrice Doris: “Siamo tutti assetati di parole che parlino al nostro cuore e in una poesia si può trovare consolazione, speranza e spesso condivisione di sentimenti che ritroviamo grazie al talento di persone capaci di esprimersi con i versi che ci commuovono, rallegrano e talvolta elevano.”

Come diceva Eugenio Montale “la poesia è musica con parole”. Perché nn ascoltare anche questa musica?

Il Salotto della Poesia si ritrova il prossimo 28 novembre 2019 ore 16 presso la Biblioteca Civica di via Quarenghi per un incontro pubblico aperto a tutti.

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